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Corruzione, veleno per l’ambiente. Le proposte di Legambiente per sconfiggerla

La corruzione ambientale, nel senso del suo impatto sul patrimonio naturale, sul territorio e sul paesaggio, è un veleno che attraversa il Paese: sono 15 le regioni coinvolte nelle inchieste, con 34 procure impegnate, omogeneamente distribuite tra Nord (13), Centro (11) e Sud Italia (10).

In particolare, la Puglia si piazza al settimo posto della classifica nazionale sulla corruzione ambientale per numero di arresti e inchieste. Fra le 11 procure coinvolte in tutto il Sud Italia spiccano quelle di Foggia Bari. Quest’ultima è attualmente impegnata a stabilire le responsabilità su reati ambientali connessi alla gestione della discarica di Contrada Martucci a Conversano, priva di impermeabilizzazione delle vasche della discarica di servizio/soccorso annesse all’impianto.

All’indomani degli arresti condotti nell’ambito dell’inchiesta Environment Sold Out, il dossier Corruzione redatto da Legambiente, Libera e Avviso Pubblico, mette in evidenza il reale rischio che si corre nel favorire gli illeciti ambientali. «La corruzione non impoverisce soltanto l’economia del Paese e i bilanci delle famiglie – spiega Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – ma rappresenta una minaccia devastante per l’ambiente in cui viviamo. Il fenomeno della corruzione – prosegue Tarantini – funge da moltiplicatore degli illeciti, perché senza funzionari e politici corrotti non sarebbe possibile, per esempio, ottenere numerose autorizzazioni illegittime».

Legambiente, attraverso la referente del suo Circolo locale Lunetta Franco, ritiene che Taranto sia, a causa della drammatica crisi ambientale che sta vivendo, la location ideale per riflettere su questi temi. Qui si terrà infatti il prossimo 1 dicembre il convegno nazionale Taranto, Italia – La politica industriale nel sud alla prova della green economy. Nel corso della mattinata, dopo alcuni interventi che proporranno idee ed esperienze di buona riconversione industriale e di buona economia, è prevista una tavola rotonda in cui discutere con i protagonisti istituzionali, sociali ed economici di Politiche, strumenti, risorse, contesti per favorire politiche industriali green nel Mezzogiorno. Si tratta dunque di un’occasione importante – conclude la Franco – «per proporre la chiave ambientalista al superamento della crisi e aprire un confronto sulle politiche industriali utili per la città, per il Mezzogiorno e per tutto il nostro Paese».

 

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