Coronavirus ed economia: come cambierà ora il lavoro

Tutti i comparti lavorativi chiedono a gran voce leggi speciali per salvare il lavoro, tutelare le famiglie e far ripartire l’economia

Il Coronavirus ha costretto alla chiusura gli esercizi commerciali per arginare il contagio, ma questo ha sollevato una serie di problemi di natura burocratica ed economica che il Governo sta cercando di risolvere rapidamente, cercando le giuste soluzioni per evitare un danno economico, sociale e lavorativo di proporzioni incommensurabili sia a breve che a lungo termine.

Il Coronavirus e gli interventi della Regione Puglia

La Puglia forse è la prima regione che ha dovuto gestire l’assalto di quanti sono fuggiti dalla Lombardia e dalle altre regioni del Nord per rientrare “a casa”. Per ciò, ha subito attivato ogni strumento possibile per gestire l’emergenza e tutelare le comunità locali. In questo senso, ha subito preso decisioni importanti per tutelare il lavoro, aiutare le famiglie e sostenere il mercato interno.

Già il 28 febbraio il presidente Emiliano ha inviato una lettera al Ministro Franceschini che chiedeva l’estensione a tutti i territori della sospensione di Iva, Irpef, Imu, Tasi, di rate e mutui, del versamento dei contributi previdenziali, l’accesso, per le imprese, agli ammortizzatori sociali ordinari e straordinari e al credito agevolato e un contributo straordinario, pari a oltre 5 milioni di euro, per mancati incassi per i settori della musica, della prosa, della danza, del teatro, del cinema. Contemporaneamente, nell’ambito dei Coordinamenti Turismo e Beni e Attività Culturali della Conferenza delle Regioni, sentite le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, la Regione Puglia ha anche presentato una serie di proposte specifiche da sottoporre al Governo nazionale.

Intanto, la Giunta regionale ha approvato le misure urgenti a sostegno degli operatori dei settori della cultura, dello spettacolo, del cinema e del turismo, che prevedono rinvii fino a 12 mesi di tutti gli adempimenti e pagamenti per evitare che il settore collassi a causa del blocco forzato.

Il Distretto Produttivo Puglia Creativa, chiede al Governo lo sblocco dei pagamenti, la riprogrammazione dei fondi strutturali europei, l’attivazione di misure di welfare aziendali, la sospensione degli adempimenti tributari e un confronto con le banche per una moratoria di un anno sui crediti. Alla Regione viene invece richiesto lo sblocco immediato dei pagamenti e di attrezzarsi per la ripartenza, attivando da subito tutti gli eventi soppressi a causa del Coronavirus.

Il settore turistico

Confcommercio, Confindustria e Confesercenti hanno presentato all’assessore all’Industria turistica e culturale e Gestione e valorizzazione dei beni culturali Loredana Capone un documento unitario che prevede l’estensione degli ammortizzatori sociali, semplificazioni e agevolazioni pubbliche, sospensione dei termini di rendicontazione e un fondo pubblico per il sostegno delle imprese turistico-ricettive.

Intanto, il presidente dell’Anci Puglia Domenico Vitto ha chiesto al presidente Anci Nazionale Antonio Decaro di intercedere al Governo per accelerare le pratiche di tutela delle attività produttive locali che versano in gravissima sofferenza per lo stato di paralisi.

Taxi, N.C.C., Partita Iva, Ambulanti e ACEPER

Il consigliere regionale Gianni Liviano, invece, pone l’accento su Taxi e N.C.C.. È un servizio equiparato al servizio pubblico, per cui non si può interromperlo. Ora, queste attività sono paralizzate, con un calo degli incassi intorno all’80%.

Notevoli ripercussioni anche per le Partite Iva. L’Associazione partite iva insieme per cambiare ha inviato una lettera al Governo nella quale chiede una serie di interventi per aiutare la categoria, come agevolazioni fiscali, rateizzazioni e sospensioni per dare la possibilità al comparto di ripartire quando finirà l’emergenza ed evitare la crisi e la relativa chiusura.

“Riconoscimento dello status di ‘categoria disagiata’, indennizzi, risarcimenti, sostegni e ammortizzatori sociali”. È la richiesta delle associazioni degli ambulanti consegnata alla Regione dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia.

Anche l’Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili (ACEPER) chiede proroghe, adempimenti, riduzione o sospensioni delle sanzioni e agevolazioni per tutelare il comparto, i produttori e i consumatori.

Anche in questi casi, il Governo deve prevedere misure speciali per tutelare il lavoro e le famiglie.

Insomma, è necessario che l’Italia, e di conseguenza la Puglia, deve subito attivare una serie di leggi speciali che devono salvare il lavoro e sostenere le famiglie. Una valida soluzione può essere la sospensione, la riduzione o persino la cancellazione delle varie tasse che riguardano tutti, per permettere la ripartenza senza affanni e senza perdere nulla. Leggi straordinarie necessarie che il Governo deve poter essere pronto a varare, dimostrando almeno questa volta, di essere unito di fronte alle difficoltà.

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