Coronavirus. Conte: ancora in lockdown fino al 3 maggio. Il decreto

Conte proroga, con qualche eccezione le misure di quarantena per altri 20 giorni e invita le aziende ad attrezzarsi per essere pronti alla ripartenza, ma sempre a condizione che facciamo il nostro dovere. Durissimo attacco a Salvini e Meloni: “bugiardi”.

Ancora un rimando, ancora lockdown, ancora una data che tutti aspettavamo ma che nessuno aveva il coraggio di pronunciare, il fatidico 3 maggio. Niente “tana liberi tutti”, se non per qualche attività. E così, dopo la brutta notizia il presidente del consiglio Conte ha annunciato da dopo Pasqua la ripresa dell’attività per librerie, cartolibrerie, negozi per neonati e bambini; riprenderanno anche le attività legate alla silvicoltura e quelle forestali, per preservare e ridare vigore al nostro patrimonio verde. Tutte attività indicate nel nuovo DPCM appena firmato.

Il testo del decreto

Se tutti faremo il nostro dovere il 4 maggio si riaprirà ma con un nuovo approccio al lavoro. Si spera una riapertura graduale dopo il 3 maggio, ma su quali attività Conte non si sbottona, pur precisando che è nelle intenzioni di riaprire con misure di controllo rigorose. Quindi parte l’appello alle aziende a utilizzare questo periodo fino al 3 maggio predisponendosi a prevenire un contagio di ritorno, ad esempio nel campo del turismo

Conte: «Il MES è uno strumento inadeguato e insufficiente. La soluzione è quella degli eurobond o non è» (immagine con licenza CC BY NC SA3.0.IT)

E accanto a queste notizie, un promessa-affermazione: la fase 2 è già cominciata, almeno nelle intenzioni e nello spirito di ripresa. «Siamo al lavoro con un programma articolato e organico, che si basa su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e un protocollo».

Un gruppo di lavoro e un protocollo

Esperti, economisti, psicologi, esponenti del terzo settore, scienziati faranno parte della task force; a guidarla è stato chiamato Vittorio Colao, ex AD di Vodafone. Tra i nomi citati da Conte quelli di  Enrico Giovannini, attuale presidente dell’ISTAT ed esperto di sviluppo sostenibile,  la prof.ssa Claudia Mazzuccato, esperta di innovazione, l’economista Enrico Moretti reclutato direttamente dall’Università di Berkeley. E tanti altri.

Quanto al protocollo, Conte precisa che quello firmato insieme alle parti sociali «sarà la nostra Bibbia, il documento su cui impostare la ripresa», quella tanto aspettata “fase 2” che si allontana non appena si pensa di poterla finalmente respirare. Ed ecco che il premier invita le aziende ad approfittare per mettere già gli ambienti di lavoro in condizione di ospitare uomini e macchinari: quindi via alle sanificazioni e alla organizzazione del distanziamento sociale, per non perdere tempo e trovarsi pronti il 4 maggio. «Il nostro obiettivo è contenere il contagio R0 al di sotto di 1»:quindi dobbiamo continuare ad osservare rigidamente le misure di contenimento, altrimenti non si riparte.

Italia e UE, trattativa ancora in corso

La conferenza stampa è servita anche per chiarire la posizione del Governo a proposito della trattativa con l’UE per le misure economiche a sostegno del Paese. Conte sciorina le cifre messe in campo dall’Europa dei 27: 1500 miliardi di Euro per fronteggiare la crisi («Che non è assolutamente come quella del 2009», ci tiene a precisare), a fronte dei 2300miliardi di dollari messi in campo dagli Stati Uniti («numeri mai visti prima”). E torna a ribadire con forza che quello della scorsa notte è solo un primo passo, un avvio di trattativa che registra l’importante vittoria della scrittura di un paragrafo destinato ad accogliere la prospettiva degli Eurobond. «Non considerazioni di principio, per la prima volta i Paesi hanno dovuto accettare la di lavorare per un nuovo strumento finanziario», dice Conte. E ribadisce: «Il MES è uno strumento inadeguato e insufficiente. La soluzione è quella degli eurobond o non è».

Salvini e Meloni: “Da loro solo menzogne”

Inaspettato l’uno-due rivolto a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, definiti senza mezzi termini bugiardi e di cui ha smascherato le menzogne, prima fra tutte la firma dell’attivazioni del MES da parte dell’Italia. Un MES approvato nel 2012, quando Giorgia Meloni era ministro del governo Berlusconi.  Un attacco seguito dall’invito agli italiani a non credere alle menzogne dell’opposizione «perchè queste menzogne rovinano una trattativa difficilissima», come ha ammesso il presidente del Consiglio. La vera accusa è politica: Meloni e Salvini indeboliscono la trattativa europea.

E infine l’appello a fare fronte comune e a sostenere lo sforzo italiano, «perché con la tenacia e la ragione convinceremo che è l’unico strumento per fare ripartire l’Europa».

.

Articoli correlati