Corigliano d’Otranto: discarica, ultimo atto

I cittadini fanno ricorso, ma i giudici li bocciano. Sulla nuova discarica in costruzione sulla falda acquifera di Corigliano d’Otranto il “copione” si ripete. E l’opera compie il suo ennesimo importante passo avanti.

Nel 2009 sono stati rintracciati rifiuti e percolato tra la vecchia (nella foto) e la nuova discarica a Corigliano d'Otranto

Non c’è istanza che tenga, non c’è ordinanza comunale che riesca a innescare un percorso diverso. L’ultima sentenza che sancisce quello che di fatto è solo l’ennesimo via libera è stata pronunciata il 28 marzo dal Consiglio di Stato. Bocciato il “fronte” di opposizione composto da Federconsumatori, Associazione Cittadinanzattiva Puglia, Associazione Sud, Comune di Melpignano, Comune di Soleto, Comune di Zollino e Castrignano dei Greci. Promossa Co.ge.am, la società che in Ati con altre sta realizzando il nuovo sito di discarica attiguo al vecchio, in corso di bonifica. Con la sua eccezione sollevata, la società amministrata al 51% dal Gruppo Marcegaglia è riuscita a condurre il giudice amministrativo a ritenere inammissibile il ricorso di associazione e Comuni, che avevano “impugnato” il Piano di tutela delle acque della Regione Puglia “censurando – come si legge sulla sentenza – sotto vari profili che le misure di salvaguardia in esso contenute, in quanto ritenute non idonee a preservare la falda acquifera del Salento infiltrazioni provenienti dalla vicina la discarica in agro del Comune di Corigliano D’Otranto, oggetto di autorizzazione in favore della controinteressata Co.ge.am”

Perché il giudice potesse entrare nel merito della questione sollevata – rivela la sentenza – le associazioni e i Comuni avrebbero dovuto “impugnare” il decreto 68 del 2008 con cui la struttura Commissariale (Regione Puglia) ha definitivamente approvato la localizzazione della discarica in oggetto, piuttosto che il Piano di tutela delle acque. Si basa esclusivamente su questa tesi il pronunciamento del Consiglio di Stato che, conseguentemente e implicitamente, consente a Co.ge.am di poter guardare avanti con fiducia.

Ada Fiore

Sul versante opposto, la “sconfitta” non definisce ovviamente una “resa”. Il progetto di discarica tra qualche giorno tornerà sul tavolo delle approvazioni. C’è da riabilitare l’Aia (autorizzazione intergrata ambientale). Lo spazio per ripensare l’opera non è quindi forse ancora del tutto occluso. Si ritorna in conferenza dei servizi e le proposte sono già numerose. Non manca quella del sindaco di Corigliano d’Otranto, Ada Fiore, che ha subito chiesto una rilettura dello studio idrogeologico relativo alla discarica valutato dalla struttura commissariale, firmato Co.ge.am, decisivo per ottenere le autorizzazioni, anche perché unico. E poi saranno i rilievi dell’Arpa a definire il campo di operatività per il completamento dei lavori. L’ordinanza sindacale firmata dalla stessa Fiore poche settimane fa ha infatti dettato l’interruzione ai lavori per il rischio d’infiltrazione in falda del percolato proveniente dal vecchio sito. Un punto sul quale non è ancora chiara l’esatta verità e che, forse, consentirà una riflessione più profonda sulla effettiva idoneità del territorio interessato ad accogliere l’opera.

 

Articoli correlati