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Coriandoline: un quartiere da favola

Siamo alle porte di Correggio, cittadina in provincia di Reggio Emilia, raggiungibile in meno di un’ora da Bologna e vicinissima a Modena. In questo piccolo centro della Pianura Padana è nato un quartiere a misura di bambino, risultato di un complesso progetto di ricerca durato 13 anni che, accanto ad architetti, ingegneri, designer e paesaggisti, ha coinvolto anche educatori e pedagogisti, ma soprattutto ha avuto dei protagonisti d’eccezione: gli stessi bambini.

<p>Uno scorcio di Coriandoline</p>

Uno scorcio di Coriandoline

Il sogno di costruire un quartiere a misura d’infanzia è nato nel 1995, quando – su iniziativa della cooperativa di abitanti Andria – è stato avviato un lavoro sperimentale che ha interessato circa 700 bambini delle scuole materne di Correggio e Rio Saliceto. Architetti e progettisti, coadiuvati da Laura Malavasi, pedagogista della cooperativa sociale Argentovivo, si sono, infatti, messi in ascolto dei bambini, raccogliendo suggerimenti, aspettative e desideri riguardo alla città ideale in cui avrebbero voluto vivere.

Quattro intensi anni di riflessioni, dibattiti, laboratori e mostre hanno portato nel ’99 alla stesura di un Manifesto delle esigenze abitative dei bambini, una sorta di decalogo – all’insegna di un modo nuovo dell’abitare – in cui hanno trovato spazio le indicazioni dei più piccoli, per cui le case dovrebbero essere “trasparenti, dure fuori e morbide dentro, tranquille, intime, giocose e decorate”: idee e suggestioni non classificabili secondo parametri tecnici, ma che nella loro ingenuità e spontaneità sembrano suggerire soluzioni semplici e immediate a problemi apparentemente complessi.

<p>Un viale di Coriandoline</p>

Un viale di Coriandoline

Ma il progetto non è finito qui. Dalla teoria si è passati alla pratica e una validissima equipe di architetti e disegnatori guidata da Luciano Pantaleoni ha provato a dare vita alle abitazioni immaginate dai bambini. Numerosi modellini di cartone, affidati ai bambini perché li decorassero dando libero sfogo alla propria fantasia, sono stati montati nella piazza del Comune di Correggio, e per la prima volta la città dei bambini ha “occupato” (e non solo fisicamente) la città degli adulti.

Nel 2000, poi, sono cominciate le realizzazioni sul campo e il quartiere ha cominciato, mattone su mattone, a prendere forma, anche attraverso il contributo e la partecipazione delle famiglie che si sarebbero dovute trasferire nelle nuove abitazioni. Alla fine, nel 2006 i lavori sono terminati e nel settembre 2008, dopo che anche la sistemazione degli spazi verdi comuni è stata ultimata, è stata ufficialmente inaugurata Coriandoline: nome già di per sé molto eloquente, che allude alla vivacità e ai mille colori dei coriandoli carnevaleschi.

Coriandoline si presenta, infatti, come un quartiere fiabesco e coloratissimo, che si snoda a ferro di cavallo tra via Malaguzzi e via Rodari (e quali altri nomi potevano essere più calzanti di quello del grande pedagogista reggiano e del celebre scrittore di fiabe per bambini capace di trasformare anche un errore, un inciampo linguistico in un meraviglioso racconto?). Le case sfoggiano forme fantasiose, hanno enormi vetrate trasparenti per poter guardare fuori, scoprendo il cambio delle stagioni, e sono tutte diverse l’una dall’altra: c’è la Casa dei Fiori, le cui pareti sono decorate con splendidi fiori veri o inventati; la Casa delle Pietre Preziose, completamente ricoperta di piastrelle di ceramica che sembrano gemme rilucenti; la Casa-Fienile, abbellita da ampie arcate; e ancora la Casa-Castello, la Casa Trasparente e la Casa-Torre, un condominio di dieci appartamenti, in cui ogni rampa di scale è affiancata da uno scivolo.

<p>Uccello lampione</p>

Uccello lampione

<p>Il Prato dei Mostri che Ridono</p>

Il Prato dei Mostri che Ridono

Vi è, poi, l’Officina dei Coriandoli, luogo condiviso della comunità, con tanto di sala riunioni e atelier per i giochi, e persino le strade – sinuose come piccoli serpenti e arredate con divertenti Uccelli-Lampione – ritornano ad essere luoghi d’incontro, di relazione e di gioco; proprio come la Corte della Grande Quercia, perno naturale attorno al quale ruota la vita del quartiere, e il Prato dei Mostri che Ridono, dove due colline dipinte con le facce di due simpatici mostri coprono degli altrimenti antiestetici garage. Il tutto decorato con i magnifici disegni di un grande maestro d’arte come Emanuele Luzzati, scomparso nel 2007.

L’esperienza di Coriandoline, insignita nel 2001 del prestigioso premio Peggy Guggenheim per la sua “capacità di interpretazione poetica del quotidiano”, è stata quindi senza dubbio un grande esercizio di cittadinanza, che è riuscito a restituire ai bambini la loro creatività e sembra suggerire un modo nuovo e condiviso per sperimentare ogni giorno un’abitabilità sostenibile e a misura d’infanzia.

<p>Emanuele Luzzati</p>

Emanuele Luzzati

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