Cop28, tra assenti di lusso, presenti di peso e una incognita sul futuro

A Dubai parte la Cop28. Per la prima volta si discuterà il Global Stocktake, ovvero la valutazione da parte degli Stati rispetto ai progressi compiuti verso gli obiettivi fissati nell’accordo di Parigi. Un “bilancio globale” che rappresenta un punto di svolta, per analizzare i risultati in materia di azione climatica, per identificare eventuali punti deboli e lavorare insieme per concordare percorsi di soluzione

 

Valutare per la prima volta i progressi del mondo sull’Accordo di Parigi. E capire, davvero, se le politiche adottate fino ad oggi siano sufficienti per mantenere l’innalzamento della temperatura globale entro 1,5°C. E’ questo l’obiettivo della Cop28, la ventottesima Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre.

Assenti di lusso e presenze di peso

Si riuniranno i leader dei governi, della società civile, dell’industria e della finanza, ma c’è già qualche grande assente. Tra questi, Papa Francesco, che salterà l’appuntamento – durante il quale erano previsti numerosi incontri – a causa delle sue condizioni di salute. Non ci saranno, ma qui è per scelta, neanche il presidente cinese Xi Jinping e quello americano Joe Biden. Ci sarà, invece, e presiederà l’evento – portando con sé non poche polemiche – il sultano Al Jaber: Amministratore delegato della compagnia petrolifera statale degli Emirati Arabi è accusato di voler sfruttare la propria posizione per fare affari con 13 partner commerciali. Lo riportano alcuni documenti scoperti dal Center for Climate Reporting e pubblicati dalla BBC.

Le scelte future

Foto dal profilo social ufficiale COP28 UAE

Le premesse, pertanto, non sembrano le migliori ma ora ci sono tredici giorni per chiudere il bilancio globale dei progressi fatti verso i target di Parigi, il cosiddetto “Global Stocktake” (GST). Un resoconto dell’impatto delle azioni per il clima adottate e una verifica della loro validità per raggiungere gli obiettivi. L’attesa sarà poi per il documento finale: se venissero riscontrate delle lacune, come probabile, verranno definite le strategie da mettere in pratica per garantire maggiori risultati. In sostanza, dall’esito del Global Stocktake, dipende la direzione che prenderà l’azione climatica dei Paesi nei prossimi anni.

La partecipazione dell’Italia

L’Italia sarà rappresentata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: ai lavori e alle iniziative collaterali presenzieranno il Ministro Gilberto Pichetto e il Viceministro Vannia Gava, assieme a tutte le strutture impegnate nella fase negoziale.

Negli spazi del padiglione italiano saranno messe in evidenza esperienze di istituzioni pubbliche e ‘player’ in campo ambientale ed energetico, università e “stakeholder”, per un calendario che si compone di 53 diversi appuntamenti, tutti orientati a promuovere azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico. Gli eventi ricalcheranno i temi ispiratori delle giornate della COP28, affrontando argomenti quali l’ambizione climatica e il coinvolgimento dei giovani, la transizione giusta e la de-carbonizzazione nel settore dei trasporti, il sistema agroalimentare, l’economia circolare e l’adattamento del territorio, le smart-cities e le comunità energetiche, ma anche tematiche quali la comunicazione per la sostenibilità, l’impegno della moda e della musica contro il cambiamento climatico.

A proposito di musica, il Maestro Giovanni Allevi, “Ambassador” delle nuove generazioni nella lotta al cambiamento climatico alla Cop28, dedicherà ai giovani un clip inedito girato a Roma durante la Youth4Climate davanti al Colosseo illuminato, che verrà proiettato nel padiglione italiano l’8 dicembre. Tutti gli eventi saranno in “live streaming” sul canale YouTube del Ministero.

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La crisi climatica è crisi alimentare

In occasione della Cop28, si attiva anche Azione contro la Fame, che ha chiesto alla comunità internazionale di portare avanti finalmente un’azione coerente sul clima e una trasformazione sostenibile del sistema alimentare globale.

 

Nelle scorse settimane, in preparazione alla COP28, Azione contro la Fame ha rivolto un appello al Governo italiano, affinché si impegni a promuovere: finanziamenti per il clima accessibili dalle comunità colpite; una transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili; l’accesso ad acqua sicura e a servizi igienico sanitari resilienti ai cambiamenti climatici.
In pochi giorni centinaia di cittadini hanno già aderito all’appello, che è possibile firmare qui: bit.ly/appello-crisi-clima.

Un primo passo, in realtà, è stato fatto. Come ha spiegato il direttore Simone Garroni, “la crisi climatica è anche una crisi umanitaria e accogliamo con favore le dichiarazioni secondo le quali il Governo italiano è determinato ad assumere un ruolo di primo piano nei negoziati che si apriranno domani a Dubai, dando il proprio sostegno ai Paesi del Sud del mondo. Ci auguriamo che tali dichiarazioni si traducano in azioni concrete ed urgenti, in grado di invertire la rotta di una crisi climatica che per molti ha già assunto le dimensioni di una catastrofe umanitaria”.

La sofferenza dei bambini

Un altro appello è quello di Save the Children, che ha stimato in 27 milioni il dato di bambine e bambini (la cui metà di concentra in Etiopia e Somalia) che soffrono la fame a causa di eventi climatici estremi. Save the Children, pertanto, chiede ai leader mondiali presenti alla COP28, in particolare a quelli dei Paesi ad alto reddito e storicamente responsabili dell’aumento delle emissioni, di agire sulla crisi climatica riconoscendo i bambini come agenti chiave di cambiamento. I finanziamenti per il clima devono essere aumentati, stanziando fondi per le perdite e i danni e per l’adattamento ai cambiamenti climatici. I governi devono impegnarsi per limitare urgentemente l’aumento delle temperature a +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.

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