COP22: il cambiamento passa da Marrakech

Inizia oggi a Marrakech COP22, la ventiduesima Conferenza dell’Onu sul cambiamento climatico. Al centro, il cambiamento climatico

Solo tre giorni sono passati dall’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi, firmato nel dicembre 2015 durante la precedente edizione della Conferenza dei  Partiti, adottato da 195 Paesi. L’accordo – il primo accordo di questo tipo nella storia, e per questo così rilevante – stabilisce un piano globale per limitare gli effetti del cambiamento climatico, prefissandosi di ridurre le emissioni e contenere l’aumento medio della temperatura al di sotto dei 2° rispetto ai livelli dell’era pre-industriale. L’accordo, inoltre, riconosce l’importanza della cooperazione tra gli Stati, così come l’impegno da parte di quelli più avanzati dal punto di vista della sostenibilità ad aiutare nel percorso i Paesi in via di sviluppo. È dunque con questo spirito di cooperazione e fiducia nel cambiamento che oggi viene inaugurata COP22, la ventiduesima conferenza delle Nazioni Unite dedicata al cambimento climatico.

cop22 tour
COP22 e Accodo di Parigi: venerdì la Tour Eiffel e la Tour Hassan di Marrakech si sono entrambe tinte di verde

Le sfide che saranno affrontate durante la Conferenza sono molteplici, e riguardano in primo luogo sui punti chiave dell’Accordo di Parigi, sulle azioni da intraprendere con urgenza entro il 2020, sull’individuazione di un piano di riduzione delle emissioni, e sulle opportunità offerte dalla green economy.  Sul sito della conferenza è disponibile l’intero programma.

L’entrata in vigore dell’Accordo in tempi così rapidi, sebbene sia indice della partecipazione con cui è vissuto a livello mondiale il tema del cambiamento climatico, è anche indice dell’urgenza con cui questo vada affrontato. Ridurre le emissioni è la prima necessità, soprattutto ora che l’Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO) ha sottolineato nel suo ultimo report quanto ci troviamo già in una nuova era climatica: le emissioni di CO2 hanno infatti superato la soglia delle 400 parti per milione, ed il rischio è che non diminuiscano per molte generazioni. Anche l’ultimo rapporto del WWF non fornisce notizie positive, evidenziando come tra il 1970 e il 2012 la biodiversità abbia subito danni irreversibili: un calo del 58% tra i vertebrati, con un picco dell’81% relativamente alla fauna d’acqua dolce. Tra le cause individuate nel report, anche il cambiamento climatico.
COP22 si presenta così come un momento di svolta, nonché un trampolino di lancio verso una nuova era di responsabilità condivisa, nel nome della partecipazione e della cooperazione non solo tra i 196 Stati partecipanti, ma anche – e soprattutto – a livello individuale. Tutti dobbiamo prenderci cura del nostro mondo.

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