Coordinamento Italiano per la Canapicoltura

La cannabis è attualmente impiegata come materiale inerte per la bioedilizia, nel settore alimentare e della cosmetica, per la produzione di vernici e resine, nella produzione di carta, biomassa e biogas, di feltri isolanti, geotessili e compositi.  La pianta rappresenta  un investimento interessante soprattutto per gli agricoltori.

A fronte di un piccolo investimento economico, la canapa garantisce alte rese produttive. È una coltura molto resistente che si adatta a quasi tutti i microclimi, non necessita di macchinari agricoli specifici (possono essere impiegati i normali macchinari per la semina del frumento), si presta molto bene alle rotazioni colturale, in particolare nella produzione di cereali, riduce il numero di parassiti e rimineralizza i terreni.

Si è svolto a Bisceglie il primo Forum Nazionale sul nuovo Coordinamento Italiano per la Canapicoltura. Il forum è stato avviato nel corso di Abitare il futuro, evento sull’abitare sano e consapevole. Durante il forum si è ricostruita una geografia italiana della canapa, per avviare un progetto di filiera nazionale che. In un momento storico contraddistinto da una crisi di modelli produttivi, bisogna puntare sulla coltivazione, sulla lavorazione, la trasformazione e sulla promozione del prodotto, immaginandolo come nuova risorsa economica pulita a vantaggio dell’intera economia nazionale.

Tornare a fare dell’Italia il primo produttore al mondo per quantità e qualità, così come avveniva fino agli anni ‘40,  significa mettere in rete in maniera intelligente tutti gli operatori della filiera: coltivatori, associazioni di produttori e di persone, istituzioni, aziende, realtà che lavorano nella promozione e nell’informazione al pubblico. Al contempo, occorre sensibilizzare tutti gli stakeholders potenziali di un settore che ha molto da offrire.

Durante il forum è emersa l’esigenza di creare un organismo federale super partes, in grado di intraprendere un dibattito  trasversale, condiviso e senza protagonismi, sul futuro della canapa in Italia. L’obiettivo ambizioso è quello di rendere l’Italia indipendente da altre realtà, come la Francia, nella produzione di sementi. Attualmente, il 50% della filiera italiana, si concentra nel Mezzogiorno e il recente recupero di varietà italiche autoctone che ben si adattano ai terreni del Sud della penisola, indica la fattibilità del progetto.

Si cercherà inoltre di sensibilizzare il ministero delle Politiche Agricole, affinché intraprenda azioni di liberalizzazione delle sementi e promuova, tramite un sistema di premi, il recupero della filiera della canapa industriale.

Articoli correlati