Convegno Xylella, da M5Stelle a M5Stalle

Circa un mese fa veniva data la notizia di uno studio scientifico condotto da Ricercatori dell’Università di Lovanio, in Belgio, per sconfiggere la Xylella Fastidiosa. Si tratta di un enzima naturale presente nel latte di mucca che, diluito con l’acqua, servirebbe ad irrorare la chioma degli alberi al fine di debellare il temibile batterio.

xylella e ulivi
Chi avrebbe mai pensato al latte di mucca? Ora bisogna muoversi in fretta per cercare la collaborazione con i produttori; ne occorrono grandi quantitativi da cui ricavare il prezioso enzima

Oggi, questa notizia, rimasta un pò nell’ombra, rimbalza sul web dopo che, il 18 maggio scorso, è stata al centro di un Convegno organizzato a Bari, nella nuova sede del palazzo della Regione, da esponenti del Movimento 5 Stelle. Dopo il dibattito, al quale erano presenti illustri personaggi della ricerca scientifica e il Presidente della Regione Michele Emiliano, sono stati resi pubblici dallo stesso Movimento, per la prima volta, i risultati di tale studio ottenuti nel Laboratorio Agrobiotech Gembloux dell’Università di Liegi: l’enzima si chiama Lactoperossidasi ed in vitro è riuscito ad annullare il batterio Xylella.

C’è speranza intorno a questa scoperta, ma soprattutto attesa di verificarne, al più presto, l’effetto sugli ulivi. Dal Convegno, inoltre, pare venga fuori una condivisione di idee che sono alla base di una risposta forte a ciò che sta accadendo nel Salento.

Chi avrebbe mai pensato al latte di mucca? Ora bisogna muoversi in fretta per cercare la collaborazione con i produttori; ne occorrono grandi quantitativi da cui ricavare il prezioso enzima.

Personalmente, da qualche anno, mi sto impegnando sul campo e continuo a praticare la più semplice e naturale tra le buone pratiche agricole consistente nella potatura e arieggiamento degli alberi, utilizzando, quale fertilizzante, gli elementi che lo stesso campo mette a mia disposizione: cenere ed erba fresca sbriciolata. Tale azione, però, se pur rappresenta un passo necessario per contenere, nel tempo, l’avanzata della malattia, da sola non basta a sconfiggerla e quindi auspico che con questa scoperta scientifica si arrivi ad una soluzione definitiva.

I grassetti sono a cura della redazione. Foto Giorgio Greco

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