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Continuano a sciogliersi i ghiacciai

Dalle Alpi scendono notizie negative. Durante l’ultimo inverno non si sono registrati accumuli nevosi e un’estate particolarmente calda ha portato a fusione quasi tutta la neve invernale e buona parte del ghiaccio sottostante, con una perdita di più di 3 metri di spessore di ghiaccio sull’Adamello (16 kmquadrati di superficie) a 3000 metri di quota. Si sta assistendo così a un aumento di fenomeni di dissesto idrogeologico. “All’arretramento glaciale corrisponde a breve termine un aumento della disponibilità di acqua; a lungo termine, invece – ha dichiarato Christian Casarotto del Museo delle Scienze di Trento – con la scomparsa del ghiacciaio, vi sarà una crisi idrica. Non si deve dimenticare che molti bacini artificiali utilizzati per la produzione di energia elettrica vengono riempiti con acqua di fusione glaciale. Con i cambiamenti delle masse glaciali cambia anche la montagna. Chiunque voglia rendersi conto direttamente del cambiamento dei ghiacciai può farlo partecipando, assieme ai glaciologi italiani, ad una semplice attività di ricerca dal titolo “I ghiacciai di una volta”.

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