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Contiamoci…per aiutare l’ambiente

Greta Golia e Silvano Stralla

Si chiama Contiamoci la comunità on-line che inventa, scambia e diffonde le buone pratiche che riducono i danni ambientali, nata da un’intuizione di Silvano Stralla (36 anni, è sviluppatore e web designer) e Greta Golia (35 anni, napoletana, appassionata di  ambiente, ecologia, decrescita, risparmio, riuso, autoproduzione) alla quale rivolgiamo alcune domande.

Come nasce l’idea di “Contiamoci”?

«Un giorno d’estate di tre anni fa ero seduta in un bar, chiacchieravo con Silvano, il mio compagno, di tutti i passi avanti che avevamo mosso fino a quel momento nel tentativo di cambiare le nostre abitudini verso uno stile di vita meno impattante sull’ambiente e riflettevo sulle obiezioni che spesso mi vengono fatte quando racconto i miei cambiamenti e le nuove abitudini. Spesso mi scontro con la diffusa opinione che i piccoli sforzi del singolo non possono cambiare le cose, che i piccoli atti sono sprechi inutili di energie.

"Contiamoci" è la comunità on-line che inventa, scambia e diffonde le buone pratiche che riducono i danni ambientali

Visto che credo fermamente che non sia così, quella mattina ho pensato: “Certo che dovremmo proprio contarci per dimostrare che non siamo poche gocce nel mare”, che non sono pochi quelli che si impegnano affinché delle piccole azioni diventino abitudini sane».

Come funziona?

«Ogni visitatore può leggere e seguire le green action altrui sul sito della comunità; ogni membro della comunità può raccontare le proprie green action; seguire quello che fanno gli altri e provare a mettere in pratica le proposte di altre persone; scoprire come funzionano le buone pratiche a cui è più interessato quando sono adottate da altri; contribuire alla discussione con domande, risposte, obiezioni, varianti; assieme agli altri, contarsi: per sapere quanti concretamente applicano ciascuna buona pratica. Contarsi è importante se vogliamo contare».

Ma non è un progetto troppo generico?

«Niente affatto. La condivisione aiuta ad abbassare la soglia apparentemente alta che dissuade dall’adozione di stili di vita a basso impatto ambientale. Quando si decide di cambiare, anche di poco, il proprio stile di vita verso i canoni del vivere sostenibile, ci si trova immediatamente a chiedersi da dove cominciare, che cosa sia davvero possibile e cosa sarebbe utile fare, ma ci si ritrova spesso soli, con la sensazione di essere una goccia in un mare troppo grande. La fatica di trovare risposte e contatti può far desistere ancora prima di aver provato ad attuare un cambiamento, anche minimo, nella nostra quotidianità. Quello che tutti cercano in quei momenti sono informazioni su come agire e il sostegno di altre persone. Proprio di informazioni e, soprattutto, di persone è fatto “Contiamoci”».

Ad oggi, “Contiamoci” annovera 1406 buone pratiche messe in atto, 209 buone pratiche, 560 utenti, 2000 visitatori unici al mese. Quale messaggio volete lanciare?

Una buona pratica è la realizzazione di compost come concime naturale (nella foto, una compostiera)

«Attraverso la condivisione è possibile realizzare più facilmente molti obiettivi. Condividere, condividere, condividere: questo è il mio mantra. Ogni informazione o conoscenza che ognuno di noi ha, va condivisa, altrimenti, se te la tieni stretta, invecchia. Lo scopo è proprio quello di raccogliere e condividere: esistono moltissime buone pratiche e ci sono milioni di persone che le mettono in pratica ogni giorno e avere un contenitore in cui raggrupparle e ordinarle potrà favorire l’adozione di stili di vita più sostenibili».

Cosa è per voi una “buona pratica?

«Un’azione che rispetto ad altre analoghe si è dimostrata più vantaggiosa. Il contesto in cui la buona pratica è diffusa e utilizzata dà luogo a un aumento di conoscenza e ad un approfondimento della tematica in questione».

In che modo si aiuta l’ambiente?

«Individuare, diffondere e condividere le buone pratiche consente, per effetto della ripetizione di esperienze già sperimentate, la riduzione dell’impatto ambientale e dell’acquisizione di stili di vita. Si diffonde così, attraverso il buon esempio, l’idea che le azioni messe in pratica da qualcuno sono assolutamente riproducibili, abbattendo la paura e la difficoltà del cambiamento di abitudini».

 

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