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Consumo di suolo in Puglia: un rapporto fra dinamiche e politiche territoriali

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consumo di suolo

Sarà presentato il 5 dicembre 2017 al Politecnico di Bari il primo Rapporto sul consumo di suolo in Puglia.

Il 5 dicembre, come ogni anno a partire dal 2013, si celebra il World Soil Day – la Giornata Mondiale del Suolo. In Italia e in tutto il mondo saranno moltissimi gli eventi dedicati al tema. Sensibilizzare all’argomento è essenziale, se si pensa che, a livello globale, il 33% del suolo mondiale è degradato. Solo in Europa si perdono circa 11 ettari di terreno ogni ora, mentre la percentuale di consumo di suolo in Italia è quasi il doppio della media europea. Gran parte di questa perdita è dovuta all’urbanizzazione – tanto che l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di non edificare su nuove aree entro il 2050.

I dati presentati sono ancora più preoccupanti se si pensa che il suolo cattura fino al 20% delle emissioni di CO2. Nonostante questo, in Italia negli ultimi cinque anni c’è stata una riduzione dello stock di carbonio nel suolo di 5 milioni di tonnellate, pari a una emissione di Co2 in atmosfera potenzialmente pari a 18 milioni di tonnellate. Proteggere il suolo e limitarne il consumo, in Italia, è fondamentale anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico.

Consumo di suolo in Puglia: un atlante regionale

Per quanto riguarda la Puglia, la percentuale di suolo consumata è circa 8,5% – il che la rende tra le regioni più cementificate d’Italia, dopo Lombardia e Liguria. La media nazionale, secondo il rapporto ISPRA, si aggira intorno al 7.5%.

consumo di suolo in Puglia
Puglia: la percentuale di suolo consumata è circa 8,5%

Le aree che registrano tassi di consumo di suolo più elevati sono quelle costiere le principali città. In particolare, sul territorio regionale si contano quasi due milioni di abitazioni, di un un quarto risultano inoccupate. Per lo più si tratta di case il cui uso è limitato al periodo estivo; tuttavia, si registra un alto tasso di abbandono di edifici nei centri minori della Daunia, e in alcune zone urbane. Un esempio fra tanti è quello del quartiere Libertà a Bari, dove in alcuni isolati circa il 25% di patrimonio abitativo risulta inoccupato.Tra le cause dell’elevato consumo di suolo in Puglia è da annoverare però anche il fotovoltaico.

A evidenziare questi dati è stata una ricerca condotta al Politecnico di Bari, nell’ambito del progetto “Mito” (Multimedia Information for Territorial Objects). Il progetto, finanziato dal Piano di Azione per la Coesione del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, ha portao alla realizzazione del primo rapporto regionale dedicato al consumo di suolo del territorio pugliese. Il rapporto studia la variazione di usi del suolo tra il 2006 e il 2011 (periodo corrispondente all’aggiornamento della carta regionale di uso del suolo), e rappresenta un caso-studio unico regionale in Italia.

Leggi anche: Consumo suolo, la Puglia prima regione ad avere un piano

consumo di suoloLa ricerca è stata realizzata in collaborazione con il Centro Ricerche sui consumi di suolo dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) sui dati forniti dall’agenzia regionale, “Innovapuglia”.  I risultati di tale report saranno esposti martedì 5 dicembre, ore 9.00, nel corso della giornata di studi “Il Consumo di suolo in Puglia fra dinamiche e politiche territoriali”. Il convegno si terrà presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari.

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Consumo di suolo in Puglia fra dinamiche e politiche territoriali
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Puglia, sarà presentato al Politecnico di Bari il 5 dicembre, in occasione del World Soil Day, il primo Rapporto sul consumo di suolo nella nostra Regione.
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