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Consumo di suolo? No grazie

Amministrare senza consumare suolo è possibile? Questa è la domanda che si sono posti a Cassinetta di Lugagnano all’inizio del nuovo secolo e a distanza di anni hanno dimostrato che tutto ciò è possibile. Certo per un paese con poco più di 1.800 abitanti della provincia ovest di Milano, sottoposto come tanti altri ad un incremento della popolazione, è una scelta “normale” ricorrere agli oneri di urbanizzazione per coprire le voci di spesa corrente,

<p>Un angolo di Cassinetta di Lugagnana</p>

Un angolo di Cassinetta di Lugagnana

cioè  concedere pezzi del territorio circostante sottraendolo alle attività locali – ad esempio l’agricoltura –  perché con quello che si incamera con gli  oneri di urbanizzazione e ICI si possono coprire parte delle spese correnti.

<p>un angolo di Cassinetta</p>

un angolo di Cassinetta

A Cassinetta  il livello di consumo di suolo ha raggiunto il 35% (un dato che proviene dagli studi fatti dalla Provincia di Milano e che fa una media tra le diverse realtà dell’hinterland meneghino) e procede a ritmi incalzanti, per cui quella di questa piccola comunità immersa nel Parco del Ticino è stata una scelta in controtendenza, una vera e propria scommessa, tanto più in un momento di sofferenza economica per le amministrazioni locali sempre più impegnate a far cassa con i proventi dei nuovi insediamenti. Si è deciso, infatti, lasciare inalterato il patrimonio ambientale di Cassinetta di Lugagnano, rinunciare a nuove costruzioni, accettando, quindi, anche un aumento delle imposte comunali.

<p>Il sindaco di Cassinetta Domenico Finiguerra</p>

Il sindaco di Cassinetta Domenico Finiguerra

Ma com’è nata questa iniziativa? A rispondere al quesito è Domenico Finiguerra, sindaco al secondo mandato, del piccolo paese milanese:  «Nel 2000 abbiamo lanciato questa proposta chiara, che se avessimo vinto le elezioni ci saremmo impegnati a bloccare l’espansione urbanistica, puntando esclusivamente al recupero dell’esistente». La proposta ai cittadini e piaciuta e nel 2001 è arrivato il successo elettorale. Due anni fa poi è stato varato il Piano di governo del territorio e per l’Amministrazione guidata da Finiguerra è arrivata anche la seconda conferma, con un incremento in percentuale di votanti di 13 punti.

<p>veduta di Cassinetta di Lugagnana</p>

veduta di Cassinetta di Lugagnana

Al di là delle parole poi ci si è dovuti confrontare con i problemi di bilancio, perché è inutile nasconderlo, ma gli oneri di urbanizzazione sono una leva importante per i bilanci comunali. E come hanno deciso di risolverlo, a Cassinetta, tale dilemma? «Emancipare il bilancio da queste entrate ha richiesto un impegno nuovo – replica il sindaco – e avendo pochissime leve sulle quali operare, ci siamo dovuti inventare qualcosa di nuovo. In primo luogo il risparmio energetico: quindi pannelli solari e la sostituzione delle lampade del cimitero con dei led che, con un investimento di 2.000 euro, permettono un risparmio di 2.500 euro all’anno.

<p>La pista ciclabile di Cassinetta corre all'interno del Parco del Ticino </p>

La pista ciclabile di Cassinetta corre all'interno del Parco del Ticino

Poi sono state tagliate le spese di rappresentanza, non abbiamo addetti stampa e la politica è intesa come volontariato; infine è stata aumentata l’ICI sulle seconde case e sulle attività produttive (al tetto massimo del 7‰, ndr) e abbiamo creato nuove fasce di reddito più alte, alle quali far pagare di più i servizi a domanda individuale». Grazie a questo “stratagemma” il Comune ha recuperato i fondi per finanziare e costruire la nuova scuola materna. Ma l’iniziativa sicuramente più fantasiosa è quella dei “Matrimoni per la terra”, una sorta di tassa chiesta a chi sceglie Cassinetta con le sue splendide ville settecentesche come location per le proprie nozze,  che lo scorso anno ha fruttato alle casse comunali 16mila euro e che per l’anno in corso vanta già prenotazioni per circa 8mila euro. Alla base di questa scelta, c’è un preciso ragionamento, condiviso da tutta la Giunta comunale e che lo stesso Finiguerra riassume così: «Le motivazioni di questa scelta sono fondamentalmente quattro. Tutelare l’agricoltura, diminuire l’impronta ecologica, un contrasto al modello culturale di crescita spinta e la responsabilità verso le nuove generazioni». E per il futuro l’Amministrazione di Cassinetta si augura possa svilupparsi un meccanismo che vada a premiare i comuni virtuosi e per questo ha aderito all’associazione dei Comuni virtuosi (www.comunivirtuosi.org) con lo scopo di promuovere campagne di questo tipo su tutto il territorio nazionale. Insomma il suolo è un bene non rinnovabile; preservarlo da un indiscriminato utilizzo è quindi un impegno sì oneroso, ma fattibile e l’esperienza di questo piccolo borgo alle porte della grande metropoli milanese dimostra quanto sia fattibile ed economicamente sostenibile.

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