Consumo del suolo, Coldiretti contro fotovoltaico a terra selvaggio

Foto di Harald Becker da Pixabay

L’associazione di categoria chiede una legge contro gli impianti fotovoltaici selvaggi. In un anno hanno occupato il Puglia il 37% di suolo fertile

 

La Puglia ha perso in 15 anni 157.718 ettari di suolo a causa dei nuovi impianti fotovoltaici installati a terra, che in un anno, dal 2019 al 2020, hanno assorbito il 37%  del terreno. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia, in base al nuovo rapporto sul “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”.

«In un anno la Puglia ha perso altri 493 ettari di suolo per colpa della cementificazione, dell’abbandono e degli impianti fotovoltaici a terra che sottraggono terreni fertili all’agricoltura e pezzi di ambiente e paesaggio alla collettività. La Puglia è stata già abbondantemente violentata da una presenza invasiva di specchi e pale eoliche, sulla cui utilità per la produzione di energia pulita non si discute. Ciò che invece si scontra con le grandi potenzialità agroalimentari e turistiche dei nostri territori è la collocazione selvaggia di tali impianti e del fotovoltaico a terra che sfrutta terreni agricoli di qualità e compromette la fruibilità turistica e paesaggistica delle aree interessate», denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Approfittando di una sorta di limbo giurisdizionale fra province confinanti – aggiunge Coldiretti Puglia – il grosso della competenza e quindi del potere decisionale è in capo alla Regione Puglia e non agli organi amministrativi locali.

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«Se il concetto di sostenibilità ambientale fosse declinato in modo concreto e scevro da meri interessi economici – insiste il presidente Muraglia – si penserebbe ai milioni di metri quadrati disponibili sui tetti di case e capannoni industriali invece che alla comoda fruibilità di terra “viva”, vista la non lusinghiera posizione della classifica nazionale sul consumo di suolo, in cui la Puglia già si trova».

Coldiretti è da sempre convintamente a favore della green economy, a patto che non si deturpi il territorio, considerato che la Puglia pare si sia candidata a risolvere da sola il deficit nazionale di energie rinnovabili, considerato lo scempio già perpetrato con le foreste di pali eolici e le distese di pannelli.

Per questo Coldiretti Puglia sollecita una legge che metta freno all’impianto selvaggio e che destini al fotovoltaico aree e siti idonei come zone marginali, capannoni dismessi, cave in disuso, tetti di stalle e aziende agricole, coniugando la necessaria transizione ecologica con la tutela del settore agricolo e agroalimentare, del paesaggio e del turismo pugliese.

“La pandemia da Coronavirus ha rivoluzionato le priorità dei mercati e dei consumatori – conclude Coldiretti Puglia – con le produzioni agricole, dalle quali dipendono le forniture alimentari, diventate più preziose e richieste del petrolio, con l’emergenza che ha ribaltato la geografia del valore della terra che è devenuta una ‘riserva naturale’ strategica da tutelare e proteggere.”.

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