Consulta Ambiente: Quale futuro per Bari?

Bari
(foto archivio)

“E’ giunto il momento di  conoscere il destino della nostra città priva da decenni di un nuovo Piano Urbanistico Generale a misura d’uomo,  che possa ipotizzare una reale transizione verso la futura città sostenibile alla quale aspiriamo”. Con un duro documento  che ha come destinatari il sindaco di Bari Decaro e agli assessori preposti al governo del territorio  (e che riportiamo integralmente), la Consulta Comunale dell’Ambiente contesta le scelte urbanistiche e ribadisce la necessità di puntare sul verde urbano in chiave ecosistemica per lo sviluppo della città

“Alla luce della ripresa post Covid caratterizzata da notevoli investimenti economici per uno sviluppo attento ad una rinascita sociale, la Consulta Comunale per l’Ambiente ritiene opportuno ripensare la città di Bari in un’ottica che tenga conto del cambiamento del nostro modus vivendi e delle mutate situazioni sociali ed economiche; in poche parole si reputa necessario individuare  nell’urbanistica lo strumento per progettare un nuovo umanesimo civico che parta dall’inclusione sociale e dallo sviluppo democratico delle comunità urbane.

“Sicuramente profonde trasformazioni abitudinarie sono già in atto ma ogni mutamento necessita di un graduale adattamento ad una nuova vita sociale in una città più sostenibile, alimentata da una visione globale e organica, da una pianificazione che guardi al futuro senza rinnegare il passato, da una prospettiva di rigenerazione che miri alla individuazione di nuovi spazi collettivi attrezzati a verde e inseriti in un contesto consolidato.

“La Consulta dell’Ambiente, un organismo del Comune per la tutela della città”

“In quest’ottica è di evidente importanza il contributo della Consulta  il cui obiettivo consiste nella tutela e salvaguardia dell’ambiente. Il regolamento della Consulta Comunale per l’Ambiente, approvato dal Consiglio Comunale nel 2005, stabilisce (Articolo 3 – attività e funzioni) i compiti specifici della detta Consulta, ovvero:

  1. a) essere luogo di confronto e collaborazione tra Associazioni, Enti, gruppi e cittadini per sviluppare la capacità di comprendere i valori dell’ambiente come bene comune, anche mediante la discussione dei programmi di intervento sulla natura, sul territorio e sul patrimonio ambientale cittadino;
  2. b) collaborare con l’Assessorato Comunale all’Ambiente, in qualità di organo con funzioni consultive, propositive, di studio ed osservazione. I pareri non sono vincolanti per l’Amministrazione Comunale, tuttavia degli stessi deve essere data menzione negli atti deliberativi comunali ai quali si riferiscono per oggetto e materia, ivi riportandone succintamente il contenuto;
  3. c) formulare altresì, anche di sua autonoma iniziativa, proposte operative intese a sollecitare il Comune ad adottare atti, iniziative o interventi su problemi ambientali;
  4. d) promuovere la reale partecipazione della cittadinanza al governo dell’ambiente, organizzando incontri, dibattiti, convegni;
  5. e) segnalare problematiche ed emergenze ambientali;
  6. f) istituire Gruppi di lavoro (Tavoli tematici) su questioni di particolare rilevanza ambientale.

“I pareri e le proposte formulate dalla Consulta attengono  tutti gli ambiti inerenti l’ambiente in un’ottica europea moderna e multidisciplinare coinvolgendo oltre l’Assessorato  di riferimento anche quello all’urbanistica, ai lavori pubblici e al patrimonio, nell’esclusivo intento di collaborare con l’Amministrazione Comunale per il governo della città, mettendo a disposizione competenze e sensibilità  a titolo gratuito.

“Ma manca il confronto”

“Purtroppo lo spirito collaborativo che guida le attività della Consulta non sempre trova adeguata considerazione da parte dell’Amministrazione Comunale, anche a causa di un mancato riconoscimento dell’attività istituzionale della Consulta.

“La Consulta ritiene che per poter svolgere la sua funzione di orientamento per l’attività dell’Amministrazione Comunale, sia necessario un confronto  sin dalle prime fasi di attuazione dei progetti di sviluppo urbano in modo da offrire alla collettività un servizio di  sussidiaria partecipazione della cittadinanza.

“Bari migliorata o stravolta dagli interventi possibili col Recovery Fund”?

“A seguito dei cospicui investimenti previsti dal Recovery Fund, si assiste ad un fervore di interventi di grande impatto ambientale che modificheranno il volto della città, mediante la “strategia del rammendo” come definita da Renzo Piano. Se con il conseguimento dei  finanziamenti europei sarà possibile  sostenere il  progetto “Costasud”, non sembra altrettanto vantaggiosa la realizzazione del progetto di Massimiliano Fuksas per “Baricentrale” che ipotizza una “collina verde” alta circa 20 metri dal suolo ed estesa per circa due chilometri  sul sedime dei binari ferroviari. La stessa considerazione va fatta in merito alla riqualificazione del quartiere Libertà, socialmente fragile e ad alta densità abitativa, dove si vuole realizzare  con una variazione ad un Accordo di Programma, un progetto edilizio che contempli  inaccettabili volumetrie terziarie e residenziali e non coerenti con le caratteristiche tipologiche e ambientali del contesto.  Nel contempo si  prospettano il megaparcheggio  all’Executive in prossimità della futura stazione di metropolitana e della seicentesca masseria De Tullio oltre ad un parcheggio interrato in Corso Cavour.

Via Amendola - Bari - Foto Enzo Del Vecchio (7)
Gli interventi edilizi a ridosso di Via Amendola a Bari (Foto Enzo Del Vecchio)

“E’ difficile immaginare un futuro della nostra città che sia davvero sostenibile attraverso proposte progettuali così diverse, frammentate e rese incoerenti dalla mancanza di un quadro organico, proiettato in un arco temporale di lunga visione e privo di problemi mai realmente risolti quali i servizi indispensabili per l’efficienza idrica e gestionale della città metropolitana (rete fognaria e gallerie di servizi).

“Politica del verde urbano improvvisata”

“L’ambiente urbano già fortemente deturpato nel tempo da interventi improvvisati è oggetto di piantumazioni sporadiche di alberi in aree destinate a parcheggi  e di una sindrome da “inaugurazione continua” sui waterfront di San Girolamo e di San Cataldo mentre si attende di poter assistere  alla realizzazione di progetti di aree a verde mai completati quali ad es: i parchi della ex- Fibronit,  ex-Gazometro e del Castello.

Le proposte della Consulta dell’Ambiente

E’ vero che l’Amministrazione Comunale ha partecipato ad un bando di forestazione in località Loseto e ha realizzato due parchi alla ex Caserma Rossani e a Villa Bonomo ma ciò non è sufficiente per una strategia di sviluppo urbano che finalmente contempli il verde quale efficace servizio ecosistemico a tutela della salute e benessere dei cittadini baresi. Per raggiungere una migliore qualità della vita sarebbe opportuno  operare  scelte politiche a livello regionale e/o locale pianificando il futuro della città in cui viviamo, tutelando il bene comune e rivedendo le priorità. E’ pertanto necessario rivolgere una maggiore attenzione verso la sostenibilità ambientale prevedendo un incremento di parchi verdi progettati per abbattere le emissioni di CO2 in tutti i quartieri, riqualificare le periferie dotandole di servizi, di infrastrutture fisiche e digitali, di strutture sanitarie adeguate per affrontare le esigenze della comunità e proiettare lo sviluppo metropolitano verso una reale visione ecologica.

E’ giunto il momento di  conoscere il destino della nostra città priva da decenni di un nuovo Piano Urbanistico Generale a misura d’uomo,  che possa ipotizzare una reale transizione verso la futura città sostenibile alla quale aspiriamo.

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