Consulta Ambiente, avanti per Bari nel segno della collaborazione

Parco 2 giugno - foto archivio

Sono molte le questioni che Bari deve affrontare per coniugare la realizzazione di opere pubbliche e interventi privati con le indicazioni dell’UE che interpretano il verde pubblico non più solo come arredo urbano, ma soprattutto come strumento di contrasto e mitigazione degli eventi estremi che caratterizzano anche il clima della nostra città. Il metodo di lavoro della Consulta all’ambiente tiene conto di queste esigenze e cerca una mediazione con le scelte progettuali del Comune

 

La notizia riportata con grande enfasi in questi giorni dalla stampa sull’imminente apertura prevista tra fine aprile e i primi di maggio del Parco Maugeri al quartiere Libertà è un segno del profondo cambiamento culturale che attraversa oggi la nostra città e tutti i cittadini baresi che auspicano la trasformazione di aree abbandonate in parchi e giardini.

Il parco Maugeri, come la ex Caserma Rossani e la ex Fibronit rappresentano i simboli di una città che si allinea – sia pur con un certo ritardo, perché non va dimenticato che il progetto per un parco sull’area dell’ex gazometro risale al lontano 2016 e che veniva dato per completato nel 2018 dopo che nel 2017 il Consiglio Comunale ne aveva approvato l’intitolazione a Maria Maugeri –  alle indicazioni della Unione Europea che indica nella diffusione del verde un argine contro i danni alla salute causati dagli effetti dei cambiamenti climatici. Finalmente sembra acquisita l’importanza di un uso ecosistemico, strategico e scientifico del verde pubblico, non più solo arredo urbano, ma soprattutto strumento di contrasto e mitigazione degli eventi estremi che caratterizzano anche il clima della nostra città.

Consulta Ambiente, confronto con le istituzioni non sempre facile ma comunque costruttivo

La >Consulta Ambiente del Comune di Bari nel 2020 ad una delle manifestazioni organizzate in ricordo dell’assessora all’Ambiente Maria Maugeri

Non meno importante il ruolo simbolico di queste trasformazioni urbane nell’ambito dei processi partecipativi che hanno visto impegnarsi fianco a fianco amministratori illuminati e politici appassionati come Maria Maugeri e cittadini attivi, che alla tutela del bene comune dedicano parte delle proprie competenze e sensibilità oltre che il proprio tempo e tanta passione.

La politica e l’amministrazione della città vincono le loro battaglie civiche, quando realizzano idee e progetti attraverso un percorso di condivisione con cittadini singoli, associazioni e reti organizzate anche attraverso istituzioni come la Consulta Ambiente del Comune di Bari, tutti insieme impegnati in un confronto costante, utile e costruttivo anche se talvolta non privo di difficoltà e contrasti.

Il Parco Maugeri è un esempio in cui alcune, anche se non tutte le indicazioni giunte dalla Consulta sono state recepite dagli addetti ai lavori, che hanno potuto avvalersi anche di competenze esperte provenienti da professionisti e docenti del Politecnico, del CNR e dell’Università, che a titolo gratuito spesso rendono disponibili le loro competenze nei settori di interesse.

Certo, non sempre i cittadini riescono a persuadere l’amministrazione sull’in/opportunità di alcune scelte che sembrano contrastare col desiderio di tutelare il verde già esistente piuttosto che sostituirlo per fare spazio a nuovi edifici di sicura utilità: è il caso, ad esempio, della sede per la Giustizia, che non vede in sintonia Comune e alcune associazioni  ambientaliste, malgrado un progetto molto articolato che lascia intravvedere una forte presenza di verde. Ma  se il bene superiore deve prevalere sugli interessi dei pochi, è compito della politica assicurare che la soluzione dei problemi di una parte non arrechi danno al resto della città, e condividere con i cittadini le motivazioni obiettive che sono causa delle scelte calate dall’alto.

Per costruire insieme: i tavoli di lavoro

In questa visione articolata e. oggettivamente piuttosto problematica, del concetto di partecipazione e della sua messa in pratica, la Consulta continuerà – come fa da 20 anni circa – a lavorare ”insieme” all’amministrazione anche quando le scelte non sembrano essere quelle oggettivamente più consone alla visione di una città verde e sostenibile, ma ad una  condizione: che si analizzino insieme tutti gli aspetti che le scelte della politica implicano.

Da sempre la Consulta all’ambiente – organo consultivo del Comune – motiva i suoi pareri e documenti, esprimendosi in merito a tematiche riguardanti l’ambiente, la cura, la gestione e la tutela del territorio cittadino. I cosiddetti “tavoli“, cioè  gruppi di lavoro composti dai rappresentanti delle associazioni che la compongono, attualmente stanno seguendo i tre filoni del Verde urbano pubblico e privato (FAI, In difesa dei Giardini Storici, Sviluppo Sostenibile, Italia Nostra, La Convenzione delle Donne, La Materia e la Forma, Fare Verde), dei rifiuti (Adirt, Convochiamoci per Bari, Sigea,  Ambientepuglia, Italia Nostra, Eugema onlus),dell’urbanistica e gestione del territorio (INU sez. Puglia, Ambiente Puglia, Energy Manager, Ambiente & Ambienti, WWF Levante Adriatico, La Giusta Causa).

21-07-21 progetto Nodo verde finanziato per 100 milioni di euro dal bando ministeriale Qualità dell’abitare
Il Tavolo dell’urbanistica e della gestione del territorio ha tra gli argomenti da trattare quello del “Nodo verde” della Stazione Centrale

Questi tavoli vedono confrontarsi associazioni, esperti, singoli cittadini che desiderano condividere con i tecnici e i politici interni all’amministrazione le scelte operate nell’ottica esclusiva della tutela del ben pubblico per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente.

Il tavolo sui rifiuti sta lavorando   sul tema della raccolta dei RSU in città analizzando il nuovo progetto comunale, in collaborazione con L’Assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli. Il tavolo si sta occupando dell’impianto di ossicombustione NewO al confine tra la zona industriale di bari e il comune di Modugno, in collaborazione col comitato NO INCENERITORE.

Il tavolo del verde, in collaborazione con il comitato  di quartiere analizzerà nell’immediato il progetto del Parco della giustizia, che  – come da tempo  è  stabilito – prevede l’abbattimento di 178 alberi secolari per far posto a nuove tipologie arboree.

A sua volta il tavolo sull’urbanistica e gestione del territorio sta analizzando il progetto RFI/Comune di Bari  del nodo verde della Stazione centrale di Bari per formulare il parere sulla scorta dei dati tecnici forniti dagli Uffici di palazzo di città.

Insomma un metodo di lavoro impostato sulla partecipazione e che chiede collaborazione tra istituzioni e  cittadini organizzati o anche singolarmente.

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