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Congressi sostenibili, Bari capofila al Sud

OICE - congresso bari

Il tavolo del congresso OICE in Confindustria a Bari

25milioni e mezzo i partecipanti ai congressi organizzati in Italia, numericamente quasi la metà di tutti i cittadini italiani. 308.912 gli eventi rilevati nel nord Italia, pari al 57,5%, il 26,1% al Centro e il 16,4% nel Sud e nelle Isole. Sono dati dell’ Osservatorio Italiano dei congressi e degli Eventi, OICE, relativi al 2014.

Bari è al ventesimo posto, nel nostro Paese, per numero di strutture congressuali. Ma, come in parte tutta la Puglia, rappresenta al Sud la realtà che ha più possibilità di crescere nel settore dei congressi grazie a un buon rapporto fra concentrazione di imprese e sviluppo del congressuale, oltre ad avere anche un territorio che offre di se un’immagine molto positiva.

Sono questi i punti di forza del capoluogo pugliese da cui partire per azioni forti di sviluppo dell’industria dei meeting e dei congressi, che ambisce a diventare una città, tra le prime al Sud per gli smart meeting.

Per far conoscere meglio Bari, come destinazione di eventi per meeting e convegni e aumentare la sua attrattività, una serie di strumenti di promo-commercializzazione è stata messa a punto nel progetto “Apulia2meet x Bari”.

E per il 2016 sono stati programmati eventi e congressi all’insegna delle buone pratiche di sostenibilità, grazie ad un incontro formativo e informativo per la filiera congressuale barese su “L’industria dei congressi nelle strategie di attrattività”.

Il seminario è stato organizzato a Bari in Confindustria dal Delegato Puglia di Federcongressi&Eventi, Maddalena Milone, nell’ambito del progetto finanziato da CCIAA di Bari “Apulia2meet x Bari” e patrocinato dal Comune di Bari e da Stati Generali dell’Innovazione.

Il fatto che, come conferma l’OICE, la maggior parte dei congressi si tengono al nord, è una grande opportunità per Bari e per la Puglia di intercettare una domanda in crescita perché la regola è che la maggior parte dei congressi non si svolgono due volte nello stesso luogo.

«Vogliamo crescere, dunque – commenta Maddalena Milone, Amministratore Unico Meeting Planner srlma vogliamo crescere fra le prime città italiane del Sud in connubio con l’impegno per la sostenibilità».

La sostenibilità di cui si parla non è solo quella ambientale ma abbraccia un campo molto più vasto, anche sociale ed economico. Infatti, nei due congressi internazionali che si terranno a Bari quest’anno, un primo passo in questo percorso “green” sarà fatto proprio partendo dal cibo, per diminuire lo spreco degli alimenti: «Porteremo avanti il progetto “Food for Good, from meeting to solidarity”, che consente di recuperare  il cibo che rimane in occasione degli eventi e donarlo a enti caritatevoli», ha concluso Milone.

Secondo Paolo Novi, di Holidayinn, intervenuto all’incontro per mettere in evidenza le motivazioni e le modalità del sistema dei “Convention Bureau”, il connubio sostenibilità/Meeting Industry non è più un optional ma un elemento necessario di fronte a una domanda internazionale, soprattutto del Nord Europa e delle multinazionali, sempre più qualificata che lo richiede a tutto campo.

È stato stimato che se si recuperasse tutto il cibo oggi sprecato negli eventi si arriverebbe a ridistribuire circa 8 milioni di piatti l’anno.

«Penso che Bari e la Puglia in generale – ha specificato Novi – abbia la sensibilità giusta, vista la vicinanza alla terra che favorisce di per sé una vocazione alla tutela del territorio e delle risorse contro gli sprechi».

«L’Italia è forse il primo Paese al mondo per capacità di recupero del cibo non consumato – afferma il presidente di Federcongressi&Eventi, Mario Buscema -. Segnalo che questa capacità sta guadagnandosi l’attenzione anche del mercato mondiale degli eventi e ciò è importante in un’ottica business, perché potenzialmente genera ricchezza: il fatto di poter evidenziare ai nostri interlocutori internazionali una normativa che agevola il recupero del cibo ci rende sicuramente più attraenti».

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