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Conflitti ambientali, possibili soluzioni

Il tavolo dei relatori del convegno sulla gestione dei conflitti ambientali e corretta informazione. Contrasto ai cambiamenti climatici

I conflitti ambientali si possono appianare con adeguata formazione, preparazione e pianificazione. Ambient&Ambienti tra gli organizzatori di una tavola rotonda a Bari

I conflitti ambientali sono numerosi e spaziano dall’Ilva ai cambiamenti climatici. Città Metropolitana di Bari, Università di Bari, Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), Ordine dei Giornalisti della Puglia, Arpa Puglia, Associazione Ambient&Ambienti, Wwf Levante Adriatico e Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi (ABAP) si sono confrontati sulla gestione dei conflitti ambientali e corretta informazione. Il confronto ha assunto ancora più importanza in quanto si è svolto nella Giornata Mondiale dell’Ambiente 2018 e all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile. A condurre la tavola rotonda, la direttrice di Ambient&Ambienti Lucia Schinzano ed Elvira Tarsitano, presidente del CEEA – Centro Esperienze Educazione Ambientale.

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Conflitti ambientali, serve un lavoro scientifico.

I conflitti ambientali mettono in evidenza in primo luogo la questione della necessità dell’oggettività del lavoro scientifico. «Abbiamo bisogno di richiamare tutti gli operatori scientifici all’oggettività ed onestà intellettuale del loro lavoro» ha detto Nicola Costantino, docente del Politecnico di Bari. Secondo Vito Bruno, direttore dell’Arpa Puglia «c’è grande attenzione sui conflitti ambientali. L’Agenzia ha il ruolo di offrire dati utili affinchè le si possano assumere le decisioni».

La corretta informazione è fondamentale per appianare i conflitti ambientali.

I conflitti ambientali si possono superare in secondo luogo con una corretta informazione. Un richiamo, in tal senso, è stato fatto da Lucia Schinzano, direttrice di Ambient&Ambienti. «Si oscilla – ha detto – tra il negazionismo e catastrofismo sulla questione dei cambiamenti climatici, entrambe posizioni estreme da controllare. La terza via è quella dell’adattamento e mitigazione. Ci sono casi positivi in Olanda, in cui l’elemento negativo determinato dal clima è ribaltato e riutilizzato per diventarne opportunità di occupazione e sviluppo».

Coinvolgere i cittadini per costruire un percorso di pace sociale.

Necessario, inoltre, il coinvolgimento dei cittadini. Secondo il direttore scientifico di Ambient&Ambienti Tommaso Farenga, esperto di pianificazione ambientale, presidente della commissione paesaggio del Comune di Bari e componente del Comitato regionale di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) «i conflitti ambientali si possono risolvere favorendo la partecipazione dei cittadini ai processi di decisione e scelta. E’ una condizione non contrattabile e rinviabile. Se ciò fosse avvenuto, si sarebbe assistito ad un percorso di pace sociale». Concetto, questo, richiamato anche da Titti de Simone, consigliera del Governatore Emiliano e relatrice della Legge regionale sulla partecipazione, che ha collegato la salvaguardia del territorio all’esercizio democratico della conoscenza e dell’intervento da parte dei cittadini.

E’ necessaria anche la formazione delle generazioni future.

Ilva, conflitti ambientali

Una panoramica dell’Ilva di Taranto, uno dei più significativi casi di impatto ambientale

I conflitti ambientali si superano in terzo luogo con la formazione delle generazioni future. L’Università di Bari, in tal senso, è impegnata nell’educazione ambientale e promozione della conoscenza tecnica e scientifica. Politecnico e Università Aldo Moro fanno infatti parte della Rete delle Università Sostenibili “figlio” del mondo accademico barese è il CEEA, ora diventato centro di eccellenza. «Il tema – ha detto Antonio Uricchio, Rettore dell’Università di Bari – è complesso perché impone la valutazione ed il bilanciamento degli interessi contrapposti che devono trovare una necessaria composizione. E’ fondamentale anche il ruolo dell’associazionismo perché è capace di movimentare energie e richiamare le responsabilità delle istituzioni».

Ci sono tecniche, tecnologie e opportunità per affrontare e superare i cambiamenti climatici.

I conflitti ambientali richiamano il tema dei cambiamenti climatici perché l’innalzamento dei livelli delle temperature rischia di compromettere tutte le aree costiere. Ci sono tecnologie e opportunità, strumenti di carattere tecnico-scientifico che consentono di affrontare la questione dei cambiamenti climatici. Questi conflitti ambientali si possono superare attraverso interventi sulle tecniche di produzione e soprattutto un ripensamento dei modelli di produzione energetica che hanno un grosso impatto sui cambiamenti climatici. «Dobbiamo affrontare la questione – ha sottolineato Uricchio – con un’azione completa di educazione, informazione, sensibilizzazione, responsabilità delle istituzioni e coinvolgimento del mondo della conoscenza».

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