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Confische al Re dell’Eolico, Circoli Ambiente: «Rivedere gli incentivi, aprire al nucleare»

Il Tribunale di Trapani ha disposto la confisca del patrimonio di Vito Nicastro (foto), ex elettricista ora imprenditore specializzato in energie rinnovabili. Gli inquirenti sostengono che l’ascesa del Re dell’eolico, ossia la sua posizione di rilievo nelle regioni del Meridione, sia stata favorita dalla sua vicinanza agli ambienti mafiosi.

Sebbene mantenga posizioni garantiste, il presidente dei Circoli dell’Ambiente Alfonso Fimiani riserva parole dure sulla vicenda: «Se tutte le accuse fossero dimostrate e confermate, ci troveremmo di fronte all’ennesima conferma che le associazioni di stampo mafioso spesso riciclano denaro sporco investendo in quella che qualcuno definisce green economy e che noi, invece, chiamiamo semplicemente speculazione».

Fimiani ritiene opportuna una riforma degli incentivi alle rinnovabili, per poi iniziare a parlare responsabilmente di differenziazione delle fonti, manifestando dunque un’apertura al nucleare: «la NASA – afferma Fimiani – ha appena confermato che grazie al nucleare dal 1971 al 2009 sono state risparmiate 2 milioni di vittime da inquinamento; noi, in Italia, pensiamo di essere i più bravi, intelligenti e furbi perché continuiamo a dire no all’atomo, terrorizzati dalle falsità che racconta qualche ambientalista fondamentalista».

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