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Con i distretti tecnologici la Puglia verso nuovi orizzonti

Nell’agro-alimentare e nell’energia occorre dare spazio alle nuove idee ed è tempo di dedicarsi alle progettualità che porteranno la Puglia nei prossimi anni a conquistarsi un posto di rilievo sul fronte della competitività. Ecco allora gli ultimi processi aggregativi nella regione, i due nuovi distretti destinati a dare spazio a questi settori strategici per l’economia pugliese.

Si chiama Distretto agro-alimentare regionale (Di.R.E.)l’aggregazione che intende operare come interfaccia per il trasferimento tecnologico del sistema della ricerca pugliese verso il sistema agroalimentare per favorirne l’innovazione e la competitività. Il distretto contribuisce alla diffusione di conoscenze scientifiche e tecnologiche (spill over) da cui originano nuove iniziative imprenditoriali science-based; inoltre sostiene processi di cross-fertilization, supportando la creazione di filiere e reti tra attori pubblici e di mercato operanti nei settori ad alta intensità tecnologica.  

Coltivazione di pomodori nel foggiano

Il distretto opera per favorire l’innovazione e la competitività del sistema agro-alimentare pugliese. Si occupa di gestione di progettualità complesse di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo, animazione e divulgazione dei risultati della ricerca, commercializzazione e internazionalizzazione di prodotti/processi innovativi, valorizzazione dei risultati scientifici e gestione della proprietà intellettuale, assistenza allo start-up di imprese innovative.

Di.T.N.E., invece, è il Distretto tecnologico nazionale sull’energia, che ha la finalità di sostenere attraverso l’eccellenza scientifica e tecnologica lo sviluppo della ricerca in settori produttivi nel campo delle energia focalizzandosi sul consolidamento infrastrutturale della ricerca e del trasferimento tecnologico. In particolare, l’aggregazione distrettuale intende operare principalmente su specifiche aree di ricerca: sistemi di conversione dell’energia; sistemi di riduzione e riutilizzo della CO2; smart technologies per le smart grids; sistemi innovativi per la generazione di energia elettrica da fonte solare; sistemi innovativi per la produzione di energia elettrica da fonte eolica; sistemi innovativi per la produzione di energia elettrica e calore da biomasse; vettore idrogeno; sistemi innovativi per la produzione di energia elettrica da fonte geotermica profonda; sistemi avanzati di risparmio energetico.

  

schema di applicazione di energia geotermica

Loredana Capone

Questi distretti, però, hanno bisogno dei fondi del Programma Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013 (PON R&C), che riguardano le regioni dell’obiettivo Convergenza (Puglia, Campania, Calabria e Sicilia). La dotazione finanziaria è di 6,2 mld, 1,7 mld dei quali sono destinati alla Puglia per attività di ricerca e competitività. Per la sola ricerca le risorse ammontano a 405 mln. Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, a tal proposito, aveva promesso la pubblicazione di un bando. Si tratta di un’opportunità importante perché riguarderà 225 mln, 135 per i distretti già costituiti, 10 per i laboratori ed 80 per i distretti di nuova costituzione.

«I distretti tecnologici – ha detto Alessandro Laterza, presidente di Confindustria Bari e Bat – sono un orgoglio, per i quali è stato fatto un buon lavoro. Si tratta di società consortili, dove forte è la componente della ricerca, che non riescono ad avviare le proprie attività». A condividere l’appello dell’associazione degli industriali della provincia di Bari è la Regione Puglia. «Ci auguriamo – ha detto Loredana Capone, assessore vice presidente ed allo Sviluppo Economico della Regione Puglia – che il bando sia pubblicato al più presto, così come è stato promesso dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca».

 

  

 

 

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