Comunicare attraverso i packaging aiuta a rispettare il mondo in cui viviamo

Plastic free set with eco cotton bag, glass jar, green leaves and recycled tableware top view. Zero waste, eco friendly concept. Flat lay style.

Per diffondere uno stile di vita più sano e più green, è necessario trasferire le giuste informazioni. Dal food packaging ai tappi per gli alimenti, l’obiettivo è riciclare meglio

Torniamo su un argomento a noi caro: il packaging eco sostenibile. Scegliere prodotti confezionati con materiale riciclabile è la strada intrapresa da molte aziende, dall’industria farmaceutica al quella del cibo, passando per la cosmetica. Ma c’è ancora molto da lavorare.

LEGGI ANCHE: Proteggere l’ambiente con il packaging eco sostenibile

Secondo i dati dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy solo il 6,2% dei prodotti food ha un packaging totalmente riciclabile e tre prodotti su quattro nemmeno riportano informazioni per lo smaltimento. Un trend però destinato a mutare: secondo Food Packaging Forum, il mercato globale delle confezioni eco-friendly passerà dagli attuali 174,7 a 249,5 miliardi entro il 2025. Sono sempre di più, infatti, le aziende che investono sulla sostenibilità, come l’italiana Vitavigor, pronta a lanciare una nuova linea di snack con carta 100% riciclabile.

Packaging in carta riciclabile, ma pochi prodotti riportano informazioni per lo smaltimento

Se da una parte è vero che i consumatori sarebbero disposti a pagare di più un prodotto dal packaging sostenibile, dall’altra i dati dimostrano che soltanto il 25,4% dei prodotti alimentari nella GDO (grande distribuzione organizzata) riporta in etichetta le informazioni necessarie su come smaltirne correttamente la confezione e, come anticipato, solo il 6,2% dei prodotti ha un packaging completamente riciclabile. Questo significa che il 74,6% dei prodotti non riporta alcuna informazione.

Carenze che rappresentano un enorme problema per l’ambiente: il peso del packaging determinato dagli acquisti di prodotti di largo consumo degli italiani nel 2019 ammonta a quasi 3 milioni di tonnellate.

Comunicare bene per riciclare meglio

Comunicare per sensibilizzare. Uno studio dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy  dimostra quali aree merceologiche comunicano maggiormente la riciclabilità dei packaging sulle etichette. Ai primi posti possiamo trovare l’ortofrutta (43,7%), il freddo (41,5%) e la drogheria alimentare (31,8%), seguiti dal fresco (26,5%), il cura casa (24,3%) e le carni (14,6%).

L’ortrofrutta è il settore merceologico che comunica meglio la riciclabilità sui packaging

Le percentuali dei prodotti che indicano la possibilità di riciclo restano basse invece per quanto riguarda le bevande (14,6%), il pet care (13,1%) e la cura persona (11,5%). Per quanto riguarda invece i prodotti all’interno delle singole categorie merceologiche, l’acqua minerale trionfa con il 100% delle referenze dichiarate totalmente o largamente riciclabili sull’etichetta. Poco più in basso, con oltre il 90% delle referenze, abbiamo il cura casa, con prodotti per detergenza bucato e stoviglie, le bevande piatte e gassate, le carni e l’ortofrutta, mentre intorno all’80% ci sono i prodotti di drogheria alimentare, del fresco, del freddo e del petcare. Infine, fra i prodotti con il minor grado di riciclabilità del packaging ci sono i preparati e i piatti pronti (41,2%), i prodotti da ricorrenza (30,7%) e i condimenti freschi (25,3%)

«Perché l’intero processo sia virtuoso, è necessario comunicare al consumatore le informazioni corrette su come riciclare. Questo potrebbe guidare meglio anche le scelte di acquisto e il corretto smaltimento del packaging di prodotto», spiega Samanta Correale, Business Intelligence senior manager GS1 Italy.

Il vetro ti fa bella

Il 77% dei consumatori considera il vetro il miglior contenitore per la cosmetica e i profumi, sia per la sua sostenibilità (opinione espressa dal 47% degli italiani), sia perché, essendo un materiale inerte, non disperde sostanze chimiche (44%), e può dunque preservare al meglio la qualità e il profumo del contenuto (46%), e, non da ultimo, per il tocco raffinato che riesce a dare ai prodotti (21%). Il vetro è capace, infatti, di rendere prestigioso ogni contenuto, valorizzando le sue forme attraverso un design ricercato ed elegante.

Il vetro è considerato l’imballaggio più sicuro prestigioso per i cosmetici

Questa tendenza, rilevata da un’indagine condotta da InSites nei mesi scorsi, è confermata anche dai numeri: la produzione in Italia dei flaconi di vetro è aumentata nel 2018 del ben 4% rispetto all’anno precedente (sono inclusi anche quelli per la farmaceutica), come confermano i dati ISTAT relativi a questo comparto.

Secondo l’indagine, condotta da InSites ad ottobre 2018, più della metà degli italiani desidererebbe vedere un maggior numero di packaging in vetro sugli scaffali dei negozi, sia per quanto riguarda i prodotti di bellezza (56%) sia per quanto riguarda i profumi (53%). Inoltre, l’85% ritiene che l’imballaggio in vetro per cosmetici e profumi conservi meglio le qualità e la fragranza del contenuto, il 73% lo considera l’imballaggio più sicuro e l’86% un imballaggio che dà prestigio al prodotto.

Gli italiani poi sono ben informati sul “fine vita” dei contenitori dei prodotti di bellezza. Ben 7 italiani su 10 (71%) sono a conoscenza che vasetti di crema, flaconcini di smalti e bottiglie di profumo, una volta esauriti, possono essere gettati nella campana di vetro per essere riciclati e il 68% sostiene di riciclarli sempre; solo il 26% non è sicuro di sapere come si smaltiscano correttamente.

Nel comparto flaconi di vetro, solo le fiale farmaceutiche, che sono prodotte con un tipo di vetro particolare (borosilicato), vanno gettate necessariamente nella indifferenziata, per evitare che possano contaminare la qualità del vetro contenuto nella campana a questo riservato.

Le chiusure sostenibili di Guala Closures

tappi sostenibili
Entro il 2025 l’azienda – che produce chiusure sostenibili per vino, liquori, acqua, bevande e olio d’oliva – mira a usare il 35% di materiale riciclato

Il gruppo Guala Closures ha lanciato una nuova linea di chiusure sostenibili, raggruppate sotto il marchio Blossom™. Con la sostenibilità quale pilastro fondamentale della propria strategia, Guala Closures mira a utilizzare il 35% di materiale riciclato entro il 2025. Inoltre, il gruppo mira ad offrire la più vasta selezione di chiusure sostenibili all’avanguardia per vino, liquori, acqua, bevande e olio d’oliva.

Si tratta di un tappo a vite in alluminio, completamente rimovibile e monouso, che si basa sul recupero e riciclaggio dei materiali utilizzati nelle chiusure.

 

 

 

Articoli correlati