Compensazioni energetiche, la Regione Puglia approva la legge

consiglio regionale puglia
Consiglio Regionale della Puglia

Operativa ora la normativa per ricevere compensazioni da chi realizza infrastrutture energetiche sul territorio

 

È stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il disegno di legge che modifica alcune parti della legge regionale 7 novembre 2022, n. 28 “Norme in materia di incentivazione alla transizione energetica”. Le modifiche, concordate con il Ministero dell’Ambiente al termine di un lungo iter burocratico, permettono la misura di compensazione per ogni impianto o infrastruttura disposta proporzionalmente fino al 3% del valore commerciale del volume del gas prodotto e trasportato. L’impianto normativo prevederà che le misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale vengano richieste, non solo per i nuovi impianti e il potenziamento degli esistenti, ma anche per le infrastrutture a gas che ancora non le abbiano concesse.

Il Governatore Emiliano

Oggi portiamo a casa un importante risultato per i pugliesi – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emilianoche finalmente potranno veder riconosciute le compensazioni per gli impianti e le infrastrutture energetiche che si insedieranno sul territorio. Questo significa che la nostra regione, che si sta distinguendo nell’impegno per la decarbonizzazione dei processi produttivi energetici, oggi non rinuncia a ogni possibile mitigazione dell’impatto di questi impianti sul nostro territorio e alla salvaguardia delle ragioni delle comunità locali.”.

alessandro delli noci
L’assessore allo Sviluppo economico, Delli Noci

Fare salvo l’impianto normativo – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Nociè l’obiettivo con cui abbiamo lavorato alle modifiche della Legge che, finalmente, riconosce il diritto della Regione Puglia di pretendere delle compensazioni da coloro i quali realizzano infrastrutture energetiche sul nostro territorio. Un risultato importante, in un momento storico in cui, in piena fase di transizione energetica, il numero di impianti previsti potrebbe aumentare in maniera considerevole. Ringrazio l’intero Consiglio regionale, il consigliere Amati e il già consigliere regionale Bellomo per la strada intrapresa.”.

Sull’approvazione della legge, è intervenuto il gruppo regionale di Fratelli d’Italia, composto dal capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri regionale Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro, che ha così commentato l’emendamento: “La Regione Puglia si è dotata oggi di una legge che prevede compensazioni energetiche da far pagare alle multinazionali che lavorano (e quindi fanno guadagno) e producono energia. Ma tutto questo poteva essere fatto dalle giunte Vendola-Emiliano, negli ultimi 18 anni, semplicemente applicando una legge nazionale, la Marzano, che prevede, appunto, che le Regioni possano avviare trattative con chi produce energia già nella fase dell’insediamento. Non è stato fatto per una volontà politica chiara e ideologica: la stragrande maggioranza del governo regionale rosso-giallo era contro la TAP, che pure all’epoca si era detta pronta a ristorare i territori. Ora i tempi sono cambiati e la guerra Ucraina-Russia ci ha fatto comprendere che l’autonomia energetica è una delle priorità che il nostro Paese deve raggiungere, per cui va bene non solo la TAP, ma benvenuto il raddoppio.”.

Paolo Pagliaro, consigliere regionale e capogruppo de “La Puglia Domani”

Avevo ragione ad insistere sulla doverosità dei ristori a compensazione dell’insediamento di impianti di produzione di energia – ha commentato il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani – anche da fonti combustibili fossili e dal carbone. E avevo ragione a pretendere che venissero previsti ristori non solo per i nuovi impianti ma anche per quelli già in esercizio, con specifico riferimento al gasdotto Tap. La nostra posizione in merito è chiara, e la ribadisco: Tap e Snam devono risarcire il Salento per il passaggio del gasdotto che solca ben 63 chilometri tra le province di Lecce e Brindisi. Aspettiamo ancora i 50 milioni di euro promessi come riparazione e pacificazione con il Salento e ribaditi in Commissione Bilancio, nel corso delle due audizioni che si sono tenute su mia richiesta a giugno e luglio del 2022. Ristori già previsti dalla legge Marzano del 2004 ma mai incassati, non solo per il gasdotto Tap ma anche per gli altri impianti di produzione energetica che hanno sfregiato il territorio salentino e pugliese. Ribadisco dunque che i ristori per il Tap devono andare ai Comuni che ne hanno diritto, avendo subìto il passaggio di questa colossale infrastruttura che produce utili da capogiro senza che un solo euro vada a beneficio del nostro territorio.“.

Insomma, questa legge dovrebbe portare notevoli liquidità ai territori e alle comunità locali e dare la possibilità alle multinazionali energetiche di poter lavorare indisturbate. Ma questo do ut des deve essere vantaggioso per i pugliesi, deve permettere ai Comuni di investire in tecnologie green, in ambiente, in welfare, in lavoro, in salute, nel rispetto e nella tutela dei luoghi e delle comunità, altrimenti si trasformerà ben presto in una sonora ed ennesima sconfitta. Ex Ilva docet… non dimentichiamolo…

Articoli correlati