Come crescere i figli in modo sostenibile. Una guida in 8 punti 

I biberon che non si usano più non vanno conferiti nel vetro perchè non sono considerati imballaggi

Tante piccole accortezze possono davvero fare la differenza. Basta scegliere meglio che cosa acquistare, imparare a riusare ciò che è ancora in buono stato e, alla fine, differenziare correttamente i rifiuti, per avviarli a riciclo. l team di Junker app ha stilato una guida in 8 punti dedicata a tutti i genitori che vogliono crescere i propri figli in modo sostenibile

 

Mettere al mondo un figlio è un’avventura meravigliosa, ma non priva di sfide, a livello sia personale che sociale. La sostenibilità ambientale della propria famiglia che cresce rientra tra queste sfide, ma la buona notizia è che tante piccole accortezze possono davvero fare la differenza. Basta scegliere meglio che cosa acquistare, imparare a riusare ciò che è ancora in buono stato e, alla fine, differenziare correttamente i rifiuti, per avviarli a riciclo. Oltre 3 milioni di famiglie usano l’app Junker per avere sempre a portata di smartphone un assistente tecnologico per la sostenibilità. E adesso il team di Junker ha stilato anche una guida in 8 punti dedicata a tutti i genitori che vogliono crescere i propri figli in modo sostenibile.

Limitare l’usa e getta

La rivoluzione della sostenibilità non ha bisogno di grandi stravolgimenti nelle proprie abitudini. Basta fare qualche riflessione sulle proprie scelte d’acquisto e indirizzare meglio i consumi.

Il mercato dei prodotti per l’infanzia è particolarmente vasto, ma, specie per i primi anni di vita del bambino, ancora troppo dominato da prodotti usa e getta. Spesso si pensa che le opzioni monouso, oltre a essere più comode, siano anche più igieniche. Ma le cose non stanno esattamente così: in molti casi preferire alternative riutilizzabili significa infatti tutelare innanzitutto la salute. Naturalmente vi sono situazioni in cui il monouso rimane in assoluto l’opzione più pratica. Il segreto è limitarne l’uso, prediligendo le alternative lavabili e riutilizzabili, per crescere senza troppo stress figli sani e felici, rispettando l’ambiente e anche il portafoglio!

Pannolini: lavabili è meglio

I pannolini usa e getta hanno tempi di degradazione che possono arrivare a 500 anni

Quando si parla di prodotti per l’infanzia, il pensiero corre subito ai pannolini. Quelli usa e getta sono infatti difficili da riciclare e hanno tempi di degradazione che possono arrivare a 500 anni. Da qualche tempo ha fortunatamente preso piede l’alternativa dei pannolini lavabili, il cui impatto è assai più contenuto, pur considerando il consumo di acqua ed energia per lavarli in lavatrice. In commercio si trovano ormai diverse marche, che propongono vantaggiosi starter kit, composti da diversi pannolini e relativi accessori, per usarli sia di giorno che di notte.

Utilizzare esclusivamente pannolini lavabili è tuttavia assai complicato in termini di gestione, ad esempio per il nido o quando si è fuori casa. Più pragmaticamente, la maggior parte delle famiglie finisce per adottare un regime misto (usa e getta e lavabili): si tratta comunque di un contributo importante alla riduzione dei rifiuti, che avrà effetti positivi anche sul bilancio familiare.

Fasciatoio, anche portatile

Avere dei figli piccoli non deve ostacolare la voglia di divertirsi e passare del tempo con gli amici. Per essere sostenibili anche fuori casa, vi basterà munirvi di un fasciatoio portatile in tessuto, che potrete poi lavare facilmente. Da evitare invece le traverse monouso: perché inquinare invano?

Più salviette, meno salviette

Su alcune confezioni di pannolini, ancora oggi viene consigliato di usare le salviettine umidificate ad ogni cambio. Al contrario, le salviettine usa e getta vanno usate con parsimonia e solo quando non si può farne a meno, anche perché in molti casi – marketing a parte – contengono sostanze controverse e, alla lunga, potrebbero provocare irritazioni.

Nella quotidianità domestica, meglio preferire le salviette lavabili in cotone o bambù, che possono anche essere realizzate col fai da te senza grosso sforzo. Una via di mezzo sono i veli biodegradabili in cellulosa, utili sia al posto delle salviettine, bagnate con acqua, sia come “protezione” da inserire nei pannolini lavabili per facilitarne la pulizia.

Sostenibili anche a merenda

La sostenibilità si impara da piccoli! Per la scuola o il centro estivo, si possono dotare i bambini di comode borracce e porta-merenda: sarà un modo facile e divertente per responsabilizzarli a non produrre rifiuti inutili.

In commercio si trovano poi valide alternative alla pellicola trasparente o ai sacchetti di plastica monouso: per avvolgere i sandwich o qualsiasi altro tipo di snack, provate i fogli in cera d’api o i sacchetti riutilizzabili in tessuto. E, se proprio optate per il monouso, ricordate che i fogli di alluminio per alimenti possono essere riciclati all’infinito: basta differenziarli correttamente, conferendoli – anche sporchi, purché privi di residui evidenti di cibo – nella raccolta dei metalli.

Giochi naturali

Prediligere giocattoli alternativi a quelli in plastica è un piccolo gesto per combattere il cambiamento climatico e anche per contenere la produzione di rifiuti

Anche su questo fronte, possiamo fare molto per ridurre l’impronta ambientale della nostra famiglia, senza rinunciare minimamente al divertimento. L’offerta di giochi in legno o altri materiali naturali è infatti in costante crescita: nei negozi, ai mercatini oppure online se ne trovano di bellissimi, prodotti sia a livello industriale, sia – ancora meglio – in modo artigianale. Prediligere giocattoli alternativi a quelli in plastica è un piccolo gesto per combattere il cambiamento climatico e anche per contenere la produzione di rifiuti. I giochi naturali infatti stimolano la sensorialità, sono più resistenti e possono essere facilmente riparati in caso di rottura (quindi sono più durevoli).  E se poi, dopo anni di onorato servizio, dovessero arrivare a fine vita, ricordate che i giocattoli in legno sono riciclabili e possono essere conferiti nel cassone del legno presso il centro di raccolta.

(Ri)usato è meglio

Libri, giochi, passeggini, seggioloni, mobili per la camerata e persino abbigliamento: prima di acquistarne di nuovi, provate a fare un giro in un mercatino dell’usato o in un centro del riuso. Oltre a fare degli ottimi affari, vi porterete a casa oggetti fantastici e originali, ai quali avrete il privilegio di dare una seconda vita.

Il mercato del second hand, poi, è particolarmente fiorente quando si parla di prodotti per l’infanzia, che, avendo un ciclo di vita necessariamente più breve di quelli per gli adulti, sono spesso ceduti in ottimo stato. In qualche caso, addirittura mai usati!

Le occasioni non mancano nemmeno online, ma, per uno sharing davvero di prossimità, verificate se il vostro Comune ha aderito alla Bacheca del Riuso di Junker app: potreste scoprire che il vostro vicino di casa sta regalando proprio l’oggetto che state cercando!

E naturalmente, quando sarà il momento, invertite le parti: mettere in vendita, regalare a parenti e amici, scambiare o donare a scuole, associazioni, parrocchie e case famiglia oggetti che non vi servono più, è il modo migliore per fare spazio in cantina, ma soprattutto fare un favore agli altri e al pianeta che lascerete in eredità ai vostri figli.

Gli errori da schivare nella differenziata

La guida di Junker si chiude con alcuni consigli su come evitare le tradizionali “trappole” della differenziata, che si ritrovano spesso nelle case con bambini che crescono. Basta tenere a mente poche semplici regole, benché controintuitive.

Intanto i biberon: quelli di vetro non si riciclano nel vetro, così come quelli di plastica non si riciclano nella plastica. Il motivo? Non sono imballaggi e, dunque, secondo la normativa italiana, non possono essere differenziati.

Per la stessa ragione, anche i giochi di plastica vanno nel secco residuo, ma, se di grandi dimensioni, bisogna portarli all’ecocentro. I giocattoli che contengono parti elettriche sono RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e vanno quindi conferiti al centro di raccolta. Una sola raccomandazione: togliere sempre le pile e conferirle nell’apposito contenitore.

Infine i pannolini: anche quelli definiti compostabili dal produttore, una volta usati, vanno gettati nel bidone del secco residuo, non nell’organico.

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