Combustibili fossili: dai sindaci di Londra e New York l’appello a disinvestire

In una lettera aperta pubblicata ieri dal Guardian, i sindaci di Londra e New York hanno lanciato il loro appello a disinvestire dai combustibili fossili.

“Il cambiamento climatico non conosce confini. Prendere provvedimenti ora può fare una differenza cruciale per le persone che rappresentiamo e per il futuro del nostro pianeta”. Si chiude in questo modo la lettera aperta, firmata congiuntamente dai sindaci di Londra e New York, apparsa ieri sul Guardian. L’invito è, per i maggiori centri urbani, a lanciare un messaggio forte alle aziende di combustibili fossili, ritirando i finanziamenti istituzionali. Per questo motivo, a ridosso del Global Climate Action Summit the si svolgerà a san Francisco dal 12 al 14 Settembre, Sadiq Khan e Bill de Blasio lanciano il loro progetto. In stretta collaborazione con il C40 Climate Leadership Group, Londra e New York presiederanno il  Cities Divest/Invest forum, un network di centri urbani che coordinerà e promuoverà un cambio di direzione in favore degli investimenti ecologici, spingendo a disinvestire dai combustibili fossili.

Porre un termine agli investimenti istituzionali in favore di compagnie impegnate nell’estrazione di fonti fossili, prosegue la lettera, rappresenta un contributo diretto alla lotta contro il climate change, diffondendo la consapevolezza che la transizione verso fonti energetiche rinnovabili e verso una low-carbon economy sono l’unica strada possibile per creare un futuro sostenibile, arginando le conseguenze del cambiamento climatico. “Come sindaci, non solo dobbiamo prendere iniziative coraggiose per migliorare la vita di chi rappresentiamo, ma dobbiamo anche mostrare agli altri la strada”.

Azioni concrete per un futuro sostenibile

L’iniziativa parte da due dei centri urbani più importanti al mondo, nonché più all’avanguardia e più impegnati in sostegno del raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi. Meno del 2% dei finanziamenti stanziati dal  London Pension Fund Authority sono al momento riservati ai combustibili fossili. Durante l’ultimo anno, tali investimenti sono stati ridotti di ulteriori £ 700.000. Anche a New York lo scenario è in via di cambiamento: l’obiettivo è di azzerare i finanziamenti nel settore, che al momento ammontano a circa 5 miliardi di dollari, entro i prossimi 5 anni.

Per quanto ai due sindaci spetti indiscutibilmente il merito di aver lanciato una tale iniziativa, le due città non sono le uniche a star prendendo misure concrete per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e disinvestire dai combustibili fossili. Già dal 2016, ad esempio, il sindaco di Copenhagen aveva lanciato un piano per ritirare gli investimenti (pari a circa 700 milioni di sterline) dalle aziende che operano in settori connessi all’estrazione di carbone, petrolio e gas. A spalancare la strada in tal senso era però stata, ben un anno prima (nel 2015), Oslo. La capitale norvegese è stata infatti la prima città a disinvestire totalmente dal settore.

Anche l’Irlanda ha da pochissimo preso posizione, con l’approvazione del Fossil Fuel Divestment Bill.

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L’accordo impegna l’Irish Strategic Investment Fund (ISIF), il fondo sovrano irlandese, a eliminare entro 5 anni tutti gli investimenti diretti a carbone, petrolio e gas naturale, liberando in tal modo oltre 300 milioni di euro attualmente impegnati in 150 società. Un ruolo centrale nel processo che ha portato all’approvazione di questa legge era stato svolto dalla Conferenza Episcopale Irlandese, e più in generale dalle organizzazioni di area cattolica, che costituiscono un quarto delle istituzioni unite in un movimento impegnato in favore del disinvestimento dalle  fonti fossili. Sempre di ieri la notizia altre 19 associazioni, tra cui Caritas India, l’Arcidiocesi di Palermo e l’Arcidiocesi di Vercelli, si sono unite a questo movimento.

 

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