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Colori di Puglia: viola

«…il colore della terra, scavato a mano dagli operai della cava di bauxite, è intenso, forte, unico…»

Viola, le pareti della roccia viva sono di un viola intenso, striate di marrone e di bianco. La pioggia di settembre ha bagnato tutta la parete che guarda a nord e il colore della terra, scavato a mano dagli operai della cava di bauxite, è intenso, forte, unico.

Alla cava, una voragine in piena Murgia nei pressi di Spinazzola, si entra attraverso uno stradone curvilineo disegnato nella terra arsa, con due linee parallele e continue che si perdono all’orizzonte. Intorno, migliaia di fiori bianchi, piccoli, alternati a piccolissimi di colore giallo e a gruppi color malva. Il luogo, dove l’uomo ha scavato tempo fa per anni, è oggi un grande buco nella terra, arso, abbandonato, a cielo aperto. In fondo allo stradone prima della cava, case basse e lunghe, originariamente con tetti rossi a due falde, oggi crollati, disegnano un paesaggio insolito verso est. Sono case costruite per gli operai che hanno lavorato in questa bocca della terra per molti anni. Oggi la cava è abbandonata, gli operai non ci sono più, le case, una volta ospitali, sono distrutte. Il vento, l’acqua, la neve, la pioggia, il sole cocente d’estate le sta lentamente frantumando.

La natura, le stagioni, gli sbalzi repentini della temperatura: più quaranta gradi d’estate, meno cinque gradi d’inverno, sbriciola tutto ciò che l’uomo costruisce e abbandona. Poi, nel tempo, con calma, la natura ricuce le sue ferite, prima distruggendo gli edifici abbandonati, poi, frantumandoli lentamente li riduce in polvere. Polvere rossa di terra cotta, polvere bianca di pietra calcarea, polvere grigia di cemento. Anche il ferro non riesce a resistere alla forza della natura. Prima l’acqua di pioggia, poi la ruggine rossa, lo sfalda lentamente sotto il sole, trasformandolo in polvere rosso/arancio.

«La realtà visiva della natura, letta nel suo processo di trasformazione e stratificazione, informa, indica, insegna»

Non ci sono alberi, ma i segni duri dell’uomo sono ancora molto evidenti, colpi di piccone nella roccia morbida, blocchi di pietra informe abbandonati ai bordi della cava. Dall’alto, la stratigrafia della terra, sotto la superficie terrestre, è impossibile vederla, solo una voragine così profonda e aperta fa capire la sottile e coloratissima stratigrafia del terrenoe le vene della terra sotto i nostri piedi. 

Le pareti cambiano colore non solo con il cambiare della luce del sole, ma per gli strati dei materiali del sottosuolo terrestre, oggi a vista sotto il sole di Puglia, circondate sui bordi da erba spontanea verde, alta solo pochi centimetri, e dalla terra rosso/viola della cava. Tutt’intorno terreno vegetale ricco di tutto, dove qualsiasi seme attecchisce, mette radici, cresce, diventa arbusto, poi albero. Gli alberi di fico sono i più presenti, nascono negli anfratti impervi, s’innestano con le loro radici tra uno strato di terreno vegetale e una lastra di pietra calcarea, cercando l’acqua. Infiltrandosi nelle pieghe della terra, incuneano con le loro radici le pareti rocciose miste a terra e bauxite. Le sfalda, le riduce a pezzi. Un lavoro lento e continuo che porterà, il tutto, in polvere.

Un pero selvatico, con la sua piccola chioma crea un’ombra. Un cerchio informe intorno al piede del suo tronco. Si trova sul bordo del dirupo, è lì con metà delle sue radici al sole, senza terra né acqua, resistendo ai venti, al sole, alla sua morte. È in bilico su una parete alta della cava, sullo strapiombo della grande parete viola intenso. Resiste alle sferzate del vento freddo d’inverno a quello caldo e dolce d’estate. Resisterà finché le sue radici lo consentiranno, poi, come il pero che ho trovato sul fondo della cava, si rinsecchirà e diventerà il luogo prediletto per formiche, lombrichi, funghi.

«… le bellissime pareti viola intenso striate di rosso, di bianco, di rosso/marrone, il colore caldo e morbido della bauxite allo stato naturale…»

Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. È vero, verissimo, ma la verità visiva supera la verità mentale e astratta del pensiero dell’uomo. La realtà visiva della natura, letta nel suo processo di trasformazione e stratificazione, informa, indica, insegna. Anche una cava abbandonata di bauxite permette una conoscenza altrimenti impossibile, perché chiusa agli occhi degli uomini, ci informa su tutto quello che abbiamo sotto i nostri piedi. Senza conoscerla, la terra, la calpestiamo ogni giorno, la copriamo con mille materiali, la buchiamo e la oltraggiamo in mille modi, ma essa accetta tutte le ferite, silenziosamente, conservando nelle sue stratificazioni, al buio totale, le bellissime pareti viola intenso striate di rosso, di bianco, di rosso/marrone, il colore caldo e morbido della bauxite allo stato naturale.

(Le foto sono di Giuseppe Maldera http://intothelandscape.wordpress.com/  )

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