Coldiretti: “per il Covid, si vende meno carne”

Coldiretti torna a promuovere l'educazione alimentare nelle scuole

Le chiusure delle attività di ristoro hanno ridotto di un terzo il consumo di carne. I consumatori non gradiscono i surrogati sintetici. Si spera quanto prima in un rilancio, ma le fake news sono tante

Per le chiusure anti contagio da Covid, in Puglia abbiamo perso 1 fettina di carne su 3. Il dato è di Coldiretti Puglia che ha organizzato il #BrasciolaDay nei mercati dei contadini di Campagna Amica a Brindisi e Foggia, con esperti e nutrizionisti si spiega ai consumatori le proprietà salutistiche della carne made in Italy, la storia dell’allevamento e la corretta etichettatura. Presenti anche i cuochi contadini di Campagna Amica che hanno regalato le ricette per cucinare correttamente ed in mille modi la carne a Km0.

Il 75% dei consumatori, tra l’altro, bocciano l’arrivo sul mercato di carne sintetica ottenuta in laboratorio, dopo che la Singapore Food Agency, ha dato il ‘via libera’ a “bocconcini di pollo” creati da cellule animali e prodotta in bioreattori dalla start-up statunitense Eat Just, che ha fatto sapere di aver realizzato oltre 20 cicli di produzione.

“I consumatori – sottolinea Coldiretti Puglia – sono preoccupati per le ripercussioni dell’applicazione di queste nuove tecnologie ai prodotti alimentari per le quali alle forti perplessità di natura salutistica si aggiungono quelle di carattere etico.”.

C’è poi la carne finta che nasce invece da un mix di sostanze vegetali, spezie, coloranti ed esaltatori di sapore. “I consumatori rischiano così di trovare sugli scaffali e di mettere nel carrello della spesa finti hamburger con soia, spezie ed esaltatori di sapore o false salsicce riempite con ceci, lenticchie, piselli, succo di barbabietola o edulcoranti grazie alla possibilità – evidenzia la Coldiretti – di utilizzare nomi come “burger vegano” e “bistecca vegana”, bresaola, salame, mortadella vegetariani o vegani con l’unico limite di specificare sull’etichetta che tali prodotti non contengono carne.”.

La notizia arriva peraltro proprio all’indomani della denuncia dell’Istat sul fatto che “il settore degli allevamenti è stato colpito in modo notevole dagli effetti della pandemia anche a causa del diffondersi di numerose fake news sull’impatto degli allevamenti intensivi, accusati di essere responsabili dei problemi ambientali del nostro pianeta e, nello specifico, della situazione pandemica attuale oltre a rappresentare un fattore di rischio per la diffusione del virus.”.

“Fra i nuovi poveri – sottolinea Coldiretti Puglia – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie. Presso i centri di distribuzione dei pacchi alimentari e alle mense della solidarietà – conclude Coldiretti Puglia – si presentano persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche e ai centralini arrivano decine di telefonate al giorno con richieste di aiuto perché padri e madri non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi per la prima volta in questo tipo di difficoltà.”.

Articoli correlati