Coldiretti, “il vino pugliese è il più amato”

Primitivo e Negroamaro al top delle vendite durante il Covid. Ottima annata per il Novello

Il vino pugliese è il più apprezzato in Italia. Il Primitivo e il Negroamaro sono tra i primi cinque vini più venduti e apprezzati durante il Covid. È questo il risultato di una ricerca di Rome Business School che ha analizzato il comparto del vino durante la pandemia.

“La Puglia è una delle 5 regioni dove si registra un incremento sensibile – spiega Coldiretti Puglia – delle performance delle Indicazioni Geografiche del vino, pari a 142milioni di euro, con la provincia di Taranto che aveva tirato  la volata, fino al periodo pre-covid, con 42 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. Il crack della ristorazione con il crollo delle attività di bar, gelaterie, pasticcerie, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, a partire proprio dai vini che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Il bonus ai ristoranti che utilizzano prodotti 100% Made in Italy è importante per sostenere l’intera filiera agroalimentare – conclude Coldiretti Puglia – dal campo alla tavola che subisce una perdita stimata in 8 miliardi nel 2020 per mancati acquisti di cibi e bevande, a partire dal vino che ha risentito del crollo del turismo e del drastico ridimensionamento dei consumi fuori casa provocati dall’emergenza Coronavirus.”.

Intanto, il Novello 2020 si dimostra di ottima qualità. Con 300mila bottiglie prodotte e un fatturato di circa 1,5 milioni di euro previsto, il Novello si stappa per legge dal 30 ottobre. La legge prevede che, per essere chiamato Novello, un vino deve fatto obbligatoriamente con almeno il 30% dell’uva a macerazione carbonica, mentre il restante 70% può essere vinificato con il metodo tradizionale.

“Il Novello – spiega Coldiretti – è il vino che sancisce da sempre l’avvio delle visite nelle cantine e delle iniziative di promozione del mondo delle vigne e delle bottiglie Made in Italy che complessivamente vale circa 11 miliardi di euro ma che quest’anno rischia di essere pesantemente penalizzato dall’emergenza coronavirus. Il “déblocage” tricolore – sottolinea la Coldiretti – arriva in anticipo di tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 19 novembre 2020. Leggero e con bouquet aromatico il “vino da bere giovane” – spiega la Coldiretti – deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni per un vino delicato che di solito si attesta sugli 11 gradi ma che può raggiungere anche i 12.”.

“Il vino Novello – continua la Coldiretti – viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come i funghi o le caldarroste che quest’anno fanno registrare un raccolto in anticipo grazie ad un mese di settembre particolarmente caldo che – spiega la Coldiretti – ha favorito la maturazione e una produzione nazionale di qualità per oltre 35 milioni di chili, in crescita rispetto allo scorso anno. Ma è un vino che – evidenzia la Coldiretti – si abbina bene anche con salumi e formaggi.”.

“In Francia, il novello è nato nella zona di del Beaujolais con i vignaioli locali che sfruttano le meno pregiate uve Gamay della Borgogna meridionale per ottenere il Beaujolais nouveau. La produzione italiana è invece basata da sempre su uve di qualità Doc e Igt – sottolinea la Coldiretti – e ha quindi registrato lungo la Penisola una rapida espansione toccando il picco di 17 milioni di bottiglie dieci anni fa per poi ritagliarsi una stabile nicchia di consumo con le circa 3,5 milioni di bottiglie attuali.”.

”Il novello, con la tecnica della macerazione carbonica che è più costosa di circa il 20% rispetto a quelle tradizionali, è un vino dallo stile “spremuto e bevuto” – sottolinea la Coldiretti – con una limitata conservabilità, che ne consiglia il consumo nell’arco di 6 mesi. La tradizione vuole che l’apertura del novello – conclude la Coldiretti – si festeggi a San Martino, l’11 novembre, giorno in cui da sempre i contadini chiudono la stagione dei raccolti e fanno il bilancio di un anno di lavoro.”.

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