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Cogenerazione italiana in una serra russa

Una centrale composta da 6 moduli a cogenerazione per un totale di 18 MW; è questo che fa della serra di Belgorod una delle più tecnologiche e competitive della Russia.

Infatti, grazie alla costante produzione di CO2 dell’impianto, la serra può garantire la crescita degli ortaggi durante tutto l’anno anche in una zona con un clima rigido quale quello Russo. A realizzarlo  è stata AB,l’azienda italiana che opera nei settori della cogenerazione, del distributed power e della valorizzazione energetica di fonti rinnovabili. Quello russo è un mercato con enormi potenzialità nel settore delle serre e la tecnologia cogenerativa di AB permette di ottenere numerosi vantaggi dal punto di vista sia economico che ambientale, consentendo l’autoproduzione di energia elettrica, scaldando le serre soprattutto nelle stagioni rigide e fertilizzando le colture con la CO2 prodotta.

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La serra di Belgorod è alimentata col sistema misto di illuminazione e cogenerazione, è grande 15 ettari e accoglie produzioni di vario tipo, fra cui cetrioli e pomodori

 Il “modello Belgorod” può essere facilmente esportato nelle serre greenfield e serre esistenti in tutto il mondo. Il risparmio energetico in tale ambito produttivo è infatti l’obiettivo verso cui puntano oggi molti imprenditori del settore. Autoprodurre energia elettrica, scaldare le serre e fertilizzare le colture con la CO2: queste, in sintesi, le potenzialità offerte dalla cogenerazione a chi coltiva in serra. L’energia elettrica è utilizzata per l’alimentazione di particolari lampade studiate per simulare la luce solare e stimolare la crescita delle piante anche nei periodi di scarsa luminosità; un sistema di recupero del calore è poi utilizzato per la produzione di acqua calda utile a riscaldare la serra, mentre un catalizzatore a urea è deputato all’abbattimento degli inquinanti presenti nei gas di scarico, come ad esempio ossidi di azoto (NOx), che possono quindi essere immessi direttamente in serra, favorendo la crescita delle piante grazie all’apporto di CO2.

Il primo impianto AB in Russia è stato realizzato per la serra di Belgorod (15 ettari), principale centro di sviluppo economico e di evoluzione tecnologica delle attività agricole del Paese. Belgorod sta vivendo un grande sviluppo ma avverte allo stesso tempo la necessità di avere sempre più risorse a vocazione ecosostenibile in campo energetico. Questa prima commessa ha un’importanza strategica per AB, perché  è stata molto apprezzata sul mercato russo.

La serra ha una dimensione di 15 ettari e accoglie produzioni di vario tipo, fra cui cetrioli e pomodori. Attraverso l’azione combinata di sistemi di illuminazione artificiale e cogenerazione, l’impianto produttivo può disporre di energia elettrica per 13,5 MWe, calore e CO2 per produrre su ciclo continuo per l’intero anno. Nella grande serra, completamente autosufficiente dal punto di vista energetico (una delle pochissime in Russia), il tempo è denaro, considerando come avviene la produzione: i semi vengono prima piantati in una struttura definita “Nursery”, a seguire queste piantine vengono spostate nella serra dove sono soggette dopo circa venti giorni ad una crescita rapidissima, più di 30 cm al giorno grazie a 17 ore di luce artificiale. Dopo poche settimane gli ortaggi sono maturi e vengono raccolti, lasciando così spazio ad una nuova coltivazione in un ciclo a rotazione.

 

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