Cocaina nel Tamigi: le anguille di Londra sono iperattive

Le anguille a Londra sono iperattive. La colpa? Troppa cocaina nel Tamigi, rivela uno studio condotto dai ricercatori del King’s College.

Che Londra sia una città difficile e particolarmente stressante è una notizia risaputa. Altrettanto rinomato è l’alto consumo di cocaina da parte dei cittadini della capitale britannica. Eppure, che anche la fauna selvatica del Tamigi patisca gli effetti della polverina bianca è una novità. A farne le spese sarebbero soprattutto le anguille.

L’allarme è stato lanciato dai ricercatori del King’s College, che hanno analizzato i livelli di cocaina e benzoilecgonina presenti nel fiume. I risultati sono allarmanti: parliamo infatti di 1 µg per litro nelle acque reflue non trattate. A causa di questa contaminazione, le anguille sono risultate iperattive. Si tratta di un problema talmente serio da rappresentare un fattore di rischio per la sopravvivenza della specie. Le anguille sono infatti pesci che sopportano lunghe migrazioni, che richiedono un particolare sforzo fisico. Al contrario, la droga assimilata tramite l’acqua si accumula tra i tessuti e danneggia i muscoli.

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Londra: altissime le concentrazioni di cocaina nel Tamigi. A farne le spese sono le anguille.
Londra: altissime le concentrazioni di cocaina nel Tamigi. A farne le spese sono le anguille.

Come arriva la cocaina nel Tamigi?

I risultati della ricerca sono stati diffusi dall’Evening Standard all’inizio della scorsa settimana. I campioni analizzati dai ricercatori provengono da una stazione di monitoraggio situata vicino al parlamento inglese.  I valori, inoltre, sono costanti lungo tutto l’arco della settimana – cosa che dimostra quanto il consumo di questa droga da parte dei cittadini inglesi sia molto più elevato rispetto alle altre capitali europee: il Regno Unito è, infatti, il Paese Europeo con il più alto consumo di droga (9.7%), seguito da Spagna (9.1%) e Italia (6.8%). Lo confermano i dati dell’Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipenze, che sottolinea come il 34% dei decessi per overdose in Europa nel 2016 ha avuto luogo nel Regno Unito.

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La cocaina arriva nel Tamigi attraverso le urine dei consumatori, nelle quali si riscontrano altissime concentrazioni di cocaina e benzoilecgonina. Attraverso la rete idrica, poi, la droga arriva nel fiume. Se in larga parte questo dipende dai sistemi di trattamento delle acque reflue, non in grado di filtrare la sostanza, a destare molte (e forse maggiori) preoccupazioni è il sistema fognario. Lo studio ha infatti rivelato che le percentuali di cocaina nel Tamigi sono più alte nelle prime 24 ore dagli straripamenti dei tombini. Tale circostanza è particolarmente frequente per via delle continue piogge.

Mike Waller, conservation ecologist presso il London Wildlife Trust, ha espresso la sua preoccupazione. Dagli anni 80 a oggi, infatti, la popolazione di anguille in Europa è calata di oltre il 95%. “La gente non ci pensa due volte. Quello che però vorremmo dire, in realtà, è: Pensa a quello che stai mettendo in bagno”. (People don’t give it a second thought. What we would say really is, ‘Think about what you’re putting down the toilet’).

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