CNN: se andate in Italia fate le vacanze in “galera”

Luoghi incontaminati, spiagge, flora e fauna abbondanti, poca gente ma soprattutto una realtà tutta nuova da scoprire, per il turista americano che ha scelto di passare le vacanze in Italia, lontano dal caos delle città e in cerca di nuove sensazioni. Niente di meglio che visitare le nostre isole, dunque. Ma non isole qualunque. Le ha descritte in un reportage della CNN, il più autorevole network americano, la giornalista Silvia Marchetti. Lo speciale televisivo ha consigliato, infatti, agli americani un’estate fuori dal comune, da passare in… carcere.

Isola di Montecristo, l’antica prigione oggi ospita un hotel gestito da una cooperativa di ex detenuti

«Per secoli l’Italia – racconta Marchetti nel documentario – ha ospitato i suoi detenuti e nemici politici su alcune delle miriadi di piccole isole che punteggiano le sue magnifiche coste. Anche se un tempo imprigionavano alcuni fra i criminali più ricercati del Paese, queste isole sono ora fra le più ricercate destinazioni di vacanza».

Si parte dalla Toscana, con quattro gioielli come Montecristo, Capraia, Pianosa e Gorgona, ultima isola carcere rimasta attiva in Italia. «Ricoperta dalla tipica vegetazione Mediterranea – prosegue la Marchetti – ha la caratteristica che i detenuti lavorano nei vigneti e producono vino per la famosa cantina dei Frescobaldi ma anche formaggio, biscotti a pasta. Antiche torri e fortezze offrono una vista spettacolare. L’isola fa parte del santuario dei cetacei è quindi perfetta per vedere balene e delfini».

Montecristo, «l’isola che ha ispirato il romanzo di Alexander Dumas “Il conte di Monte Cristo”, divenne una colonia penale nel 19esimo secolo per poi diventare riserva di caccia per i reali italiani. Selvaggia e incontaminata a tal punto da essere designata come bioriserva dall’UE».  Le carceri di Pianosa e Capraia sono state chiuse tra il 1986 e il 1988 ma sono ancora vive nell’immaginario collettivo: «la prima, che ospitò alcuni fra i più pericolosi mafiosi italiani,  è nota come “l’isola del Diavolo” e può essere visitata in bicicletta, a piedi o a cavallo. La seconda accoglie ancora una serie di spettrali costruzioni che sono diventate attrazioni. L’isola è un parco marino protetto che la rende una delle principali destinazioni per i sub».

Ventotene ospita una colonia penale fin dai tempi dei romani

Le isole laziali si rivelarono particolarmente adatte all’esilio. Santo Stefano, spiega la collega della CNN – «è una roccia nera che spunta dalle acque del mare e sormontata da una prigione costruita dai Borboni di Spagna nel 1700. Migliaia di nemici della corona e in seguito di anti-fascisti sono morti qui. Uno dei padri fondatori e presidente (della Repubblica – ndr) italiano, il socialista Sandro Pertini, venne esiliato qui da Benito Mussolini». Sempre il Duce utilizzò Ventotene, «una colonia penale fin dai tempi dei romani, per imprigionare molti dei suoi oppositori, fra i quali Altiero Spinelli, considerato uno dei padri dell’UE. Le antiche prigioni sono diventate oggi case vacanza». Ironia della sorte, lo stesso Mussolini sarà tenuto prigioniero per alcune settimane proprio su un’isola, Ponza, «una delle più belle isole del Mediterraneo che è oggi  una destinazione d’elite dove i vacanzieri romani si mischiano con VIP e calciatori».

L’arco dell’elefante a Pantelleria

«Conosciuta come la “Perla Nera del Mediterraneo”, Pantelleria (Sicilia) è un’isola vulcanica, dove si respirano i profumi e i sapori della Tunisia e che è stato un centro strategico per commercianti Fenici e Romani e venne poi occupata dagli spagnoli che stabilirono qui una colonia penale. Tra le attrazioni i “dammusi”, le antiche abitazioni a forma di cono ma anche geyser, fonti calde e “l’arco dell’Elefante”, una roccia che si tuffa nel mare cristallino. Per gli amanti del vino, l’isola produce il Passito, un vino dal colore ambrato noto come l’oro di Pantelleria».

A Favignana, invece, «vennero mandati migliaia di prigionieri libici e che è quasi totalmente spoglia, con le sue profonde caverne di roccia calcarea». Quindi l’isola dell’Asinara, in Sardegna «che da colonia penale si è trasformata in un parco protetto abitato da più di 650 specie animali».

 

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