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Clima. Ultima chiamata.

Uragano, visto dal satellite, scatenato dal surriscaldamento del pianeta

Uragano, visto dal satellite, scatenato dal surriscaldamento del pianeta

Il summit di Copenhaghen non ha dato risultati salienti riguardo alla riduzione dei gas serra. Molto dipende dall’atteggiamento della Cina che è il maggior responsabile dell’inquinamento. Tanto da far pensare che un cattivo accordo sarebbe peggiore di un mancato accordo e, quindi, di  attenersi ancora al trattato di Kyoto. Grande atteso è oggi il presidente degli Stati Uniti. La posizione americana, spiegherà Barak Obama nel suo discorso, è ancora centrata su un impegno a ridurre le emissioni Usa  – secondi dietro il Paese della Grande muraglia per produzione –  di gas inquinanti del 17 per cento entro il 2020. Anche se è polemica in America, perché un impegno del genere potrebbe danneggiare l’economia del Paese e portare a perdite di posti di lavoro.

La città di New Orleans dopo il passaggio dell'uragano Catrina

La città di New Orleans dopo il passaggio dell'uragano Catrina

Tuttavia Obama è ancora fiducioso che un accordo sia possibile nella capitale danese del clima. Barak è stato preceduto giovedì a Copenaghen dal segretario di Stato Hillary Clinton, per portare a termine una serie di incontri bilaterali in cui si sono esaminate delle possibili soluzioni. Washington  ha confermato il pieno sostegno alla proposta di creare un fondo annuale per 100 miliardi di dollari, a partire dal 2020, per aiutare i Paesi più poveri a fronteggiare gli effetti della minaccia climatica e per agevolare una riconversione a metodi di produzione di energia verde. La Casa Bianca ha fatto sapere  di essere impegnata in un dialogo approfondito con i rappresentanti di Pechino. “E’ molto importante che un eventuale accordo sulla riduzione delle emissioni sia trasparente e verificabile”, dicono da Washington.

 Copenhaghen - la sirenetta di Hans Christian Andersen

Copenhaghen - la sirenetta di Hans Christian Andersen

Anche il presidente francese, Nicolas Sarkozy, a poche ore dalla chiusura del vertice di Copenaghen sul cambiamento climatico, ha espresso preoccupazione. “Corre verso la catastrofe se non si cambia marcia”. Ha detto. “Ci restano poche ore, se continuiamo così, è il fallimento”.  Il capo dell’Eliseo ha chiesto di organizzare una riunione dopo la cena dei capi di Stato dalla regina di Danimarca, “per trovare un testo di compromesso”  entro l’ultimo giorno del vertice.

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