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Clima, IPCC diffonde i primi dati sui cambiamenti

Gli esperti dell’IPCC, comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, hanno approvato oggi, 27 settembre, il primo dei quattro documenti che comporranno il Quinto Rapporto. I dati evidenziano l’intensificarsi degli impatti ambientali, ma si può ancora agire per prevenire gli effetti più disastrosi.

Il livello annuale dei ghiacci dell’Artico ha appena raggiunto la sua estensione minima per il 2013: 5,10 milioni di chilometri quadri. Nonostante l’estensione attuale sia più elevata di quella registrata nel 2012 con il minimo storico, il dato attuale rimane tra i più bassi da quando sono iniziate le registrazioni via satellite nel 1979.

Nella decade trascorsa (2002-2011), la Groenlandia ha perso la sua massa artica a ritmi sei volte superiori a quelli della decade precedente. Anche i ghiacci antartici si sono ridotti a un ritmo 5 volte superiore. Dal 1993 i livelli dei mari si sono innalzati mediamente a un ritmo doppio rispetto a quello del secolo passato; l’estensione dei ghiacci del Polo Nord si è ridotta in maniera significativamente più veloce rispetto a quanto previsto. Nel futuro, l’Artico potrebbe risultare completamente privo di ghiacci nel periodo estivo.

Secondo gli esperti, per evitare scenari disastrosi bisogna contenere l’innalzamento delle temperature al di sotto dei 2 gradi celsius; le emissioni di CO2 devono smettere di crescere entro il 2020 ed azzerarsi entro il 2070.

Secondo Greenpeace, i responsabili di questo caos climatico sono i combustibili fossili. Andrea Boraschi, responsabile Energia e Clima Greenpeace: «Aziende come Shell e Gazprom si stanno muovendo verso l’Artico per estrarre le ultime gocce di petrolio rimaste ed è nostra responsabilità fermarli. Per salvare il clima e garantire un futuro ai nostri figli l’unica strada percorribile è quella delle energie rinnovabili. L’era dei combustibili fossili va definitivamente archiviata».

Gli ambientalisti evidenziano la buona notizia diffusa dall’IPCC. «Se i governi rispettano gli obiettivi che si sono dati e per i quali non si stanno impegnando come dovrebbero, se avviamo veramente la rivoluzione energetica nel segno dell’efficienza e delle rinnovabili, allora possiamo farcela», conclude Boraschi.

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