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Clima e bambini, Sos dall’UNICEF

Secondo l’UNICEF a partire dal 2020 saranno 175 milioni i bambini che risentiranno dei cambiamenti climatici

Secondo l’UNICEF i bambini saranno tra i più colpiti dai cambiamenti climatici. Milioni di bambini in Asia orientale e nel Pacifico già soffrono della mancanza di accesso all’acqua pulita e a strutture igieniche adeguate, oltre a essere vulnerabili alle crisi alimentari e alle malattie. Il cambiamento climatico è destinato a peggiorare la situazione, come spiega il rapporto dell’UNICEF presentando un’analisi dell’impatto del cambiamento climatico sui bambini dell’Asia orientale e nel Pacifico, in particolare in Indonesia, Kiribati, Mongolia, Filippine e isole Vanuatu.

A livello globale, l’impatto del cambiamento climatico dovrebbe far aumentare numero dei bambini colpiti da calamità, da circa 66,5 milioni l’anno a ben 175 milioni l’anno nel prossimo decennio. In Mongolia, la frequenza di siccità, temporali, inondazioni e grandini è aumentata del 20% negli ultimi due decenni. 825 dei 5128 fiumi e torrenti della Mongolia, 2277 delle 9306 sorgenti e 1181 dei 37471aghi e stagni si prosciugheranno nei prossimi 10 anni; sulla base delle stime del livello del mare, la Banca Mondiale prevede che l’80% della superficie del Kiribati (ma anche delle Maldive) possa essere inondata dall’acqua del mare, con un aumento della temperatura globale di 4°C. L’agricoltura, vulnerabile al cambio della temperatura, a precipitazioni e alla salinità dell’acqua, rappresenta oltre il 50% dei mezzi di sussistenza nella zona dell’Asia e del Pacifico e una parte significativa del PIL per la maggior parte dei paesi. Le temperature, a livello globale, sono aumentate in media di 0,74°C nel secolo scorso e sono destinate ad aumentare in Asia e nel Pacifico di 0,5-2°C entro il 2030. Il solo incremento di 1°C porterà a un calo nella produzione di riso in Thailandia stimabile tra il 6 e il 40% entro i prossimi 50 anni.

In Mongolia, la frequenza di siccità, temporali, inondazioni e grandini è aumentata del 20% negli ultimi vent'anni

In Mongolia si prevede che le aree con condizioni sfavorevoli per i pascoli aumentino dal 40 all’80% entro il 2080 a causa dei cambiamenti climatici; entro quella data si prevede che la mortalità degli animali aumenti tra il 40 e il 60 %. La disponibilità pro capite di acqua dolce nella regione dell’Asia e del Pacifico è la seconda più bassa al mondo; 406 milioni di persone nelle aree rurali e 60 milioni delle aree urbane vivono senza accesso all’acqua potabile.

Le principali malattie killer dei bambini nel mondo sono collegate ai cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature influisce sull’aumento nei tassi di malnutrizione, colera, malattie diarroiche, febbre dengue e malaria. I bambini sono i soggetti più esposti al rischio di contrarre queste malattie e di morire a causa delle loro complicanze. «Coinvolgere i bambini nelle strategie dì adattamento e riduzione dei disastri sarà fondamentale per il futuro. I bambini hanno straordinarie vedute prospettive sull’ambiente, e possono essere attori fondamentali per migliorare la capacità della comunità di affrontare i rischi del cambiamento climatico» ha commentato Anupama Rao Singh, Direttore regionale dell’UNICEF per l’Asia orientale e il Pacifico. «L’impatto del cambiamento climatico sulla vita e sul benessere dei bambini sono reali e le politiche e le decisioni prese oggi indicheranno la strada per gli anni a venire» ha aggiunto Rao Singh. «Ora è il momento di mettere in atto strategie di adattamento in grado di assicurare che i rischi specifici per i bambini siano contenuti.»

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