City Nature Challenge, record di osservazioni di flora e fauna selvatica a livello mondiale

La Lucertola campestre e' stata tra le specie piu' osservate (foto Leonardo Cantoro -Manduria)

La nona edizione della City Nature Challenge riconferma il germano reale, come la specie più popolare e più fotografata dai cittadini scienziati di tutto il mondo

 

Più di 83.000 persone in 690 città di 51 Paesi di tutti e 7 i continenti hanno documentato più di 2,4 milioni di osservazioni sulla flora e sulla fauna, identificando più di 65.682 specie, durante la nona edizione della City Nature Challenge, che quest’anno riconferma il germano reale (Anas platyrynchos), come la specie più popolare e più fotografata dai cittadini scienziati di tutto il mondo.

In Italia, ben 14 città, di cui 13 connesse dal network “Cluster Biodiversità Italia”, hanno preso parte alla sfida internazionale amichevole di raccolta dati della biodiversità urbana, che ha coinvolto più di 2.780 persone che hanno raccolto più di 58.500 osservazioni naturalistiche e identificato 5.745 specie. In questa edizione, nelle 13 città coordinate dal Cluster Biodiversità Italia, che aderisce alla CNC per la sesta edizione, hanno partecipato diverse centinaia di cittadini scienziati che hanno realizzato più 31.690 osservazioni, documentando più di 3.600 specie di flora e fauna selvatica marina e terrestre.

Raccolti dati utili per gli esperti

Manduria – Riserve naturali regionali orientate: fotografi naturalisti all’opera

“Anche in questa edizione, le città italiane del Cluster hanno raggiunto dei risultati eccellenti, grazie al grande impegno dei cittadini scienziati – spiega Antonio Riontino – ed in particolare degli enti che organizzano ogni anno le attività a livello locale, coadiuvati dal supporto dei gruppi di WWF Italia, WWF Young, Marevivo, AIGAE, AFNI e dei diversi partner locali. Nei giorni della challenge, i cittadini partecipando ad attività come escursioni in natura, birdwatching, snorkeling e così via, hanno raccolto tantissimi dati utili agli esperti naturalisti e ricercatori per comprendere i cambiamenti in tempo reale nella biodiversità che abita le nostre città ed i dintorni”

Una menzione speciale, va riconosciuta alla città siciliana di Milazzo e al suo ente, il MuMa – Museo del Mare, che per il quarto anno ha raggiunto il più alto numero di osservazioni (20.233) e di specie identificate (2.616), classificandosi terza città in Europa per osservazioni e specie, coinvolgendo centinaia di partecipanti.

Ogni partecipante riceverà l’attestato di “Cittadino scienziato” e saranno conferiti i premi ai volontari che si sono distinti o che hanno contribuito maggiormente a questo progetto di scienza partecipata.

La hit delle specie piu’ osservate

A livello italiano, le specie più documentate, sono state la cetionella (Oxythyrea funesta) e la lucertola campestre (Podarcis siculus), due specie entrambe molto diffuse nella nostra penisola, ma spesso non molto amate. – spiegaAlessandra  Flore – La lucertola campestre infatti viene spesso cacciata, catturata ed uccisa nonostante sia una specie protetta in molte regioni italiane; La cetionella è un coleottero spesso considerato dannoso per l’agricoltura, ma è un importante insetto impollinatore, infatti già ad inizio primavera vola di giorno sui fiori per nutrirsi del loro polline, emettendo in volo un ronzio simile a quello della mosca.

Cetionella (foto Francesco Cancellieri Messina)

Tra le specie di flora terrestre maggiormente osservate l’euforbia arborea (Euphorbia dendroides), arbusto tipico della macchia mediterranea. Le sue foglie verdi – continua a spiegare Flore – all’inizio dell’estate diventano rosse, uno strano comportamento per un arbusto della macchia, in effetti è questa particolarità che gli consente di trattenere nei tessuti l’acqua durante i periodi di massima calura e aridità.

In ambiente marino tra le specie più fotografate la Posidonia oceanica, e la torretta comune (Cerithium vulgatum).

“La Posidonia oceanica – aggiunge Riontino – chissà quante volte camminando sulle nostre spiagge l’abbiamo incontrata pensando ‘cos’è questa alga che sporca così tanto…?’. In realtà si tratta di una pianta acquatica endemica del Mar Mediterraneo, il suo ruolo è fondamentale e strutturale per l’ecosistema marino. Nel mare la Posidonia oceanica crea delle vere e proprie praterie sottomarine, l’equivalente delle foreste sulle terre emerse, praterie che contribuiscono alla produzione di ossigeno, ospitano una grande varietà di organismi vegetali e animali, offrendo loro cibo e riparo. È bene ricordare che la sua presenza è un indicatore biologico di buono stato di salute dell’acqua, e protegge le nostre spiagge dall’erosione”.

La torretta comune invece è un mollusco gasteropode, la sua conchiglia come suggerisce il nome è a forma di torre allungata, che negli esemplari adulti può avere fino a 11 spirali. È ricorrente trovare le torrette spiaggiate, i suoi reperti fossili testimoniano che questa specie era già diffusa in tutto il Mediterraneo già dal Miocene.

Averla capirossa (foto Valentino Traversa -Leverano)

Nel territorio della città di Leverano è stata fotografata l’averla capirossa (Lanius senator). L’averla capirossa – spiega Flore – è presente nella lista rossa dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature), come specie in pericolo, ed è una specie protetta anche in Italia da una legge nazionale del 1992. Questa specie costruisce il nido nel folto di grossi cespugli o alberi, per cacciare si lancia in volo dai posatoi non molto alti, catturando gli insetti anche al volo.

Tra le specie documentate in particolare a Siena, l’orchidea minore (Anacamptis morio). Un’orchidea che si incontra sui prati di tutto il territorio nazionale, – continua Flore – ma attenzione, nonostante la sua bellezza non va raccolta, infatti è una specie a rischio come tutte le orchidee selvatiche, oltre ad essere un indicatore di salubrità del terreno.

Un esemplare curioso di volpe rossa (Vulpes vulpes) è stato fotografato a Predazzo. La volpe è notoriamente furba – descrive Riontino – anche per la sua abitudine a fare scorte di cibo, che nasconde in piccole buche scavate nel terreno; le femmine di questo mammifero partoriscono i loro piccoli in una “camera nido”, scavata nelle loro tane.

Le citta’ partecipanti

In questa edizione hanno partecipato all’evento, aderendo al Cluster, le città di Trinitapoli (Casa di Ramsar aps), Manduria (Riserve naturali regionali orientate del litorale tarantino orientale), Leverano (Ecomuseo Terra D’Arneo),  Milazzo (MuMa – Museo del Mare), Città Metropolitana di Messina (AssoCea Messina Aps), Napoli (Città della Scienza),  Area Marina Protetta Regno di Nettuno, Portofino (Outdoor Portofino), Siena (Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici), Bergamo  (Museo Civico di Storia Naturale di Bergamo), Trieste (WWF Friuli Venezia Giulia), Trento e Predazzo (Muse – Museo delle Scienze).

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