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Cittadella della Giustizia Bari, Tatarella: «Urge Consiglio comunale»

L’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, relativa alla costruzione della Cittadella della Giustizia di Bari.

Secondo l’UE, l’Italia è venuta meno alla normativa sui lavori pubblici. Per la costruzione dei nuovi uffici giudiziari non è stato pubblicato un bando: fu sottoscritto, con l’impresa Pizzarotti, un contratto di costruzione con impegno a locare.

I giudici UE hanno invitato le autorità italiane ad adeguarsi alla normativa entro il 20 agosto. In altre parole, l’aggiudicazione a Pizzarotti dovrebbe essere annullata. L’europarlamentare Salvatore Tatarella (foto) constata l’assordante silenzio attorno alla vicenda: «Tace il Comune, tace il governo, tace la Commissione di Manutenzione, tacciono i responsabili di questo dannatissimo pasticcio, che ha causato e causerà al Comune di Bari gravissimi danni».

La vicenda ha inizio nel 2003. L’allora sindaco di Bari Di Cagno Abbrescia avviò una ricerca di mercato per un progetto di accorpamento degli edifici giudiziari. La procedura è stata ritenuta dal Comune una mera indagine esplorativa, che non vincolava l’affidamento dei lavori all’impresa Pizzarotti.  Una storia fatta di ricorsi e sentenze ha dato ragione negli anni agli uni e agli altri, fino alla nomina di un Commissario ad acta che ha espropriato il Comune di Bari di ogni potere.

L’Italia ha tempo di adeguarsi alle norme UE giusto prima delle ferie estive: «Chi annullerà l’aggiudicazione a Pizzarotti, ripristinando la legalità violata ed evitando ulteriori danni al Comune di Bari?». Il parlamentare auspica la convocazione di un Consiglio comunale urgente per la revoca del Commissario ed il ripristino delle prerogative del Comune, «prima che anche i consiglieri comunali reclamino le loro ferie».

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