Città libere dai pesticidi, fa bene alla salute e al turismo

Foto di Jan Amiss da Pixabay

Cresce il numero dei centri urbani di grandi, medie e piccole dimensioni che aderiscono alla Rete europea delle città libere da pesticidi. Ce ne sono anche di pugliesi, molti nella provincia di Lecce

 

«Gli effetti negativi sulla salute umana, derivanti dall’esposizione ai pesticidi chimici sono ormai noti e scientificamente dimostrati, soprattutto a danno dei soggetti più vulnerabili, come i bambini e i nascituri». Così Fulvia Panza che coordina la “Rete Europea delle Città Libere dai Pesticidi”, un progetto di Pan-Europe. Il network europeo include già 60 città italiane circa e in questi ultimi mesi Firenze e Urbino hanno sottoscritto il protocollo di adesione. Ci sono anche diversi centri della Puglia, 11 nella provincia di Lecce (Aradeo, Copertino, Galatone, Lizzanello, Matino, Melpignano, Minervino di Lecce, Montesano Salentino, Nociglia, Salve, San Cassiano), 2 in quella di Bari (Acquaviva delle Fonti e Cassano Murge), e 1 in provincia di Foggia (Biccari). Fra le città europee che hanno sottoscritto il Protocollo ci sono: Zagabria e Ozalj (Croazia), Fornelos, Fafe,  Estrela (Portogallo), Navata, Pinto (Spagna), Tallin (Estonia), Pazin (Istria). «La scelta di diventare una città pesticide-free – riprende Fulvia Panza – può avere ripercussioni importanti anche a livello di immagine e di ritorno turistico. Sempre più persone, infatti, nella scelta della propria destinazione di vacanza, fanno attenzione all’aspetto della sostenibilità».

Il Protocollo

La Rete delle Città Libere dai Pesticidi prevede un’Europa in cui l’uso di pesticidi sia ridotto al minimo e sostituito con alternative sostenibili, tutelando in questo modo la salute dei cittadini e dell’ambiente e garantendo una migliore qualità di vita.

trattore in Val Venosta (Jörg Farys)
Trattamento con pesticidi in un meleto in Val Venosta (foto Jörg Farys)

«L’obiettivo principale è riunire una massa critica di città impegnate ad eliminare l’uso degli antiparassitari e fornire una piattaforma europea all’interno della quale condividere esperienze, pratiche e conoscenze, ricevendo un supporto reciproco. La rete mira, inoltre, ad aumentare la consapevolezza politica a tutti i livelli. L’adesione alle Città Libere dai Pesticidi richiede un impegno politico, vale a dire firmare il Protocollo in modo che i risultati conseguiti possano essere utilizzati anche per sostenere ulteriori adesioni a livello nazionale ed europeo». Firmando il Protocollo, il Comune si impegna ad attuare politiche e ad intraprendere misure, nell’arco di 3 anni, per:

  • Vietare l’uso degli erbicidi e dei pesticidi nelle aree pubbliche sotto la gestione del Comune.
  • Estendere gradualmente il divieto dei pesticidi alle aree private con accesso pubblico e alle aree agricole in prossimità dei luoghi abitati.
  • Aumentare gli sforzi per migliorare la biodiversità del territorio.

Biccari, il Comune foggiano che ha firmato il Protocollo

Gianfilippo Mignogna – Sindaco di Biccari

Fra i Comuni virtuosi in provincia di Foggia c’è quello di Biccari, nel Subappennino Dauno. «Noi facciamo parte dell’associazione Borghi autentici e ci fu proposto di entrare a far parte della Rete perché l’associazione dei Borghi fece una partnership con questo network. Dato che noi facciamo la gestione del verde pubblico in maniera naturale, senza uso di pesticidi e erbicidi – sostiene il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna – ci è sembrato doveroso. Abbiamo una squadra manutenzione del Comune e avendo fatto progetti di gestione forestale sostenibile, eravamo già in linea con i principi e lo spirito della Rete delle città libere dai pesticidi. Noi – prosegue Mignogna – non facciamo nessun trattamento, solo taglio, nessun intervento. D’altronde Biccari da tempo sta lavorando nel segno del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, divenendo metà preferita di molti turisti italiani e stranieri. E i numeri lo testimoniano con una stagione turistica che è andata molto bene. Abbiamo avuto più di 30mila visitatori al Parco Avventura e più di 1000 pernotti in bosco nelle case sugli alberi, i B&B sono aumentati in paese, adesso anche in autunno stiamo lavorando tanto, con le giornate del Fai e altre iniziative».

Il 27 settembre ha aderito la città di Urbino

Fra le ultime adesioni alla Rete, in ordine di tempo, quella di Urbino, città che diede i natali a Raffaello Sanzio, centro fra i più importanti del Rinascimento italiano e dal 1998 patrimonio Unesco. «In questo momento storico così delicato ha dichiarato il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini –  l’attenzione al tema dell’ambiente è massima e il nostro impegno è stare al fianco dei nostri cittadini nel mettere in atto buone pratiche ecosostenibili. Abbiamo la fortuna di vivere in una città quasi incontaminata, per questo abbiamo il compito di difendere il prezioso equilibrio con la natura che ci circonda. Eliminare progressivamente l’utilizzo di pesticidi è un modo per diminuire l’impatto negativo sul nostro territorio, preservando, al contempo, la salute dei nostri cittadini. Siamo felici di poter condividere questo percorso con tante altre città italiane ed europee». Grande soddisfazione da parte della coordinatrice Fulvia Panza. «Siamo felici di accogliere la città di Urbino nella Rete Europea delle Città Libere dai Pesticidi. Si tratta di un’adesione importante, che sancisce la volontà del Comune di attuare misure concrete a salvaguardia della salute dei cittadini e a tutela dell’ambiente».

Henriette Christensen, senior policy advisor di PAN Europe, la ONG che ha lanciato il progetto, ricorda alle amministrazioni comunali che «Entrare a far parte del Network europeo non richiede alcun contributo e che l’obiettivo è quello di diffondere buone pratiche tra i sindaci sulla gestione sostenibile degli spazi urbani. Inoltre, dopo lo stop forzato a causa della pandemia, anche quest’anno abbiamo organizzato, in collaborazione con l’eurodeputata dei Verdi Eleonora Evi, il consueto evento al parlamento europeo di Bruxelles, dal titolo Città Libere dai Pesticidi: dalle politiche UE ai territori, per spazi vedi più sani, dedicato proprio alle Città Libere dai Pesticidi. Un dibattito animato e costruttivo sul futuro delle nostre città che ha visto protagonisti gli eurodeputati, i membri della Commissione Europea, i rappresentanti del comitato delle regioni e i sindaci di molti comuni europei che hanno deciso di vietare l’utilizzo dei pesticidi nelle aree pubbliche».

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