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Cina sostenibile, leader mondiale nelle politiche ambientali?

Il dragone cinese diventa sempre più verde. Pechino vuole una Cina leader mondiale nelle politiche ambientali grazie a pannelli solari e auto elettriche.

La Cina è la nazione con la peggiore qualità dell’aria. A dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel rapporto Ambient air pollution: a global assessment of exposure and burden of disease. Il documento valuta non solo l’esposizione all’inquinamento atmosferico di tutti i paesi del mondo, ma anche le malattie connesse. Il governo cinese però corre ai ripari, attraverso una strategia di lungo periodo che punta tutto sulle politiche ambientali.

Inquinamento atmosferico killer

Uno studio epidemiologico – condotto da ricercatori cinesi e statunitensi in 272 città della Cina – ha evidenziato un collegamento tra inquinamento atmosferico e decessi per malattie respiratorie e cardiovascolari. La causa principale è l’esposizione alle polveri sottili (pm 2.5 e pm 10) prodotte dai gas di scarico di automobili e riscaldamento domestico.  I costi sociali causati dall’inquinamento atmosferico sono esorbitanti. Per questo, il governo cinese ha deciso di applicare standard più severi sulla qualità dell’aria. Il fine è duplice: evitare la morte di milioni di persone e creare un business legato all’ambiente.

La Cina sostenibile punta sull’auto elettrica

inquinamento cina

Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Cina è la nazione con la peggiore qualità dell’aria

Sulle strade della Cina circolano circa 200 milioni di automobili. Non di rado, il cielo delle metropoli cinesi è grigio per via della cappa di smog causata dai tubi di scappamento delle auto. Il governo cinese ha deciso di puntare sull’auto elettrica come strategia di mobilità sostenibile di lungo periodo. Ha infatti previsto, attraverso una legge che entrerà in vigore nel 2019, che le case automobilistiche che operano in Cina dovranno abolire la vendita dei modelli a benzina o diesel, passando alla commercializzazione di vetture elettriche o ibride plug-in. A differenza del mercato italiano, ad esempio, in Cina c’è una forte richiesta interna di auto elettriche. Sono circa 260 mila le elettriche in circolazione nelle metropoli cinesi. I numeri sono destinati a crescere, come i punti di ricarica che hanno raggiunto quota 140 mila.

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Materie prime e batterie chiave del successo

La Cina punta alla vendita di oltre 2 milioni di auto elettriche entro il 2020 e di 7 milioni entro il 2025.  Nella sfida globale lanciata ai competitor europei e statunitensi per il monopolio del mercato delle auto elettriche, i cinesi hanno due assi nella manica: le materie prime e le batterie. Da anni, il dragone scava senza sosta nelle miniere africane o nelle proprie regioni interne, dove raccoglie: litio, cobalto, nickel e grafite. La Cina è il primo produttore mondiale di batterie agli ioni di litio, sempre più leggere e meno costose. È infatti il costo degli accumulatori ad incidere notevolmente sul prezzo di acquisto di un’auto elettrica. Dal 2020 però le elettriche costeranno come le auto a benzina, visto che il costo delle batterie subirà un abbattimento notevole dovuto all’incremento della produzione mondiale cinese.

In Cina il più grande impianto solare galleggiante

Nel “Regno di Mezzo” è stato realizzato il più grande impianto solare galleggiante al mondo. La politica energetica cinese punta alla riconversione energetica e alla decarbonizzazione dell’energia. Il tutto, a vantaggio delle fonti di energia alternativa. L’impianto ha una capacità di 40 MW ed è stato realizzato in un lago artificiale, nato a seguito dell’abbandono di una ex miniera di carbone. L’energia elettrica prodotta serve gli abitanti della città di Huainan, nella provincia di Anhui. La Cina ha dunque puntato sulle energie alternative con importanti investimenti, con il fine di garantire non solo energia pulita ai cittadini, ma anche una qualità dell’aria migliore. Tutto ciò, in un ottica di business che tende al monopolio del mercato.

Inaugurata la prima autostrada solare cinese

autostrada solare

Tratto di autostrada solare

La Cina è il paese dove è possibile realizzare qualsiasi cosa, anche un’autostrada solare. A Jinan, nella provincia dello Shandong, è stato realizzato un manto stradale costituito da tre differenti strati funzionali tra loro sovrapposto. Sul fondo uno strato isolante in grado di assorbire le sollecitazioni meccaniche, al centro i moduli fotovoltaici e nella parte superiore, un cemento trasparente consente la trasmissione della luce. Sono ben 5.875 i metri quadrati coperti con questo sistema, in grado di generare un milione di kWh l’anno. L’energia prodotta è impiegata per alimentare l’illuminazione stradale, le insegne e le telecamere di sorveglianza; alla rete elettrica nazionale è ceduta l’energia prodotta in più.

Cina leader mondiale nelle politiche ambientali?

L’operazione simpatia che il governo cinese ha messo in piedi, cercando di trasformare il paese più inquinato al mondo in una superpotenza green, ha sicuramente avuto una forte eco. Non è tutto verde però quello che il drago rosso vuole farci credere. Se i cinesi hanno incominciato a programmare la propria politica puntando sull’ambiente è semplicemente una necessità legata a un doppio aspetto: ridurre le morti e i costi sociali dovuti alle conseguenze dell’inquinamento e fare business.  A differenza dell’Europa e degli Stati Uniti, la Cina ha idee più chiare in tema di politiche ambientali. Essere leader significa saper guidare e ascoltare. Ne saranno capaci i cinesi?

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