Ciclovia Adriatica: dal Veneto alla Puglia ma solo fino al Gargano

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Secondo FIAB Puglia andrebbero individuate le strade extraurbane a basso traffico già adatte ad un uso cicloturistico e realizzati i collegamenti in sicurezza verso i centri dei capoluoghi di provincia

Arriva l’annuncio dei fondi per la realizzazione della Ciclovia Adriatica, ma c’è polemica: il percorso si ferma sul Gargano e non arriva in Salento.

Collegherà Chioggia al Gargano, dunque il Veneto alla Puglia. È la Ciclovia Adriatica, tornata d’attualità dopo l’annuncio del Ministero dei Trasporti: la Corte dei Conti ha infatti registrato il protocollo d’intesa per la progettazione e la realizzazione delle ciclovie turistiche Tri-Li-Ve e, appunto, Adriatica.

Ciclovia Adriatica, il progetto

La Ciclovia Adriatica
La Ciclovia Adriatica non ha vita facile

Nei prossimi giorni la Direzione generale competente del Mit provvederà ad inoltrare i decreti di pagamento della progettazione di fattibilità alla Ragioneria per sbloccare definitivamente per l’estate le risorse che andranno alle Regioni capofila per la realizzazione delle infrastrutture ciclabili.

La Regione Marche, quale soggetto capofila, riceverà oltre un milione di euro che servirà per realizzare il progetto di fattibilità tecnico economica e individuare i primi lotti funzionali, da trasmettere al Mit entro il 31 dicembre 2020.

Ciclovia Adriatica: le polemiche

Ma la ciclovia che unirà la Puglia al Veneto non ha soddisfatto appieno le istituzioni locali.
«La Puglia verrà percorsa da due ciclovie turistiche di rilevanza nazionale, ma c’è ancora tanta strada da fare ed è presto, sia per ritenersi soddisfatti, che per lanciare accuse contro i ritardi della Regione Puglia. Anche perché se c’è qualcuno che ritarda nel cogliere le nostre raccomandazioni e le nostre sollecitazioni, quello è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A parlare così è l’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Giannini, secondo il quale «troppi silenzi ritardano le azioni necessarie all’istituzione delle ciclovie nazionali e alla promozione della mobilità lenta».

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Il percorso della ciclovia Adriatica

La Ciclovia Adriatica, che segue il ramo n. 6 della Rete BicItalia ideata da FIAB (Federazione italiana Ambiente Bicicletta), riconosciuta come ciclovia di interesse nazionale nel 2017, unisce il Veneto alla Puglia. Il percorso originario doveva essere da Venezia a Santa Maria di Leuca (Lecce), ma “senza reali motivazioni il tratto pugliese finanziato è stato troncato, e la Ciclovia Adriatica si fermerà sul Gargano”.

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Da qui, la ricostruzione degli atti proposti dal governo regionale. «Consapevoli del rischio di tale taglio al percorso – evidenzia Giannini – , già lo scorso 8 novembre per il tramite della Conferenza Unificata Stato-Regioni, in sede di approvazione del decreto di riparto dei finanziamenti statali per la progettazione delle Ciclovie nazionali, su sollecito della Regione Puglia sono state espresse raccomandazioni al Ministero di inserire nell’Allegato Infrastrutture del DEF 2019 il prolungamento del tracciato fino a Santa Maria di Leuca e le relative risorse. Lo scorso marzo la Regione Puglia ha inviato al MIT un’ulteriore richiesta di rispettare tali raccomandazioni». Nonostante questo, con il protocollo d’intesa per la progettazione e la realizzazione della Ciclovia Adriatica sottoscritto tra le Regioni adriatiche e il Ministero la scorsa settimana, è stato ufficializzato il percorso che va da Venezia al Gargano per un totale di 700 km.

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Dalle parole dell’esponente della giunta Emiliano traspare amarezza. «Dobbiamo  prendere atto che il Ministero ha ignorato le raccomandazioni espresse e ha proseguito in una scelta penalizzante per la Puglia, che nel turismo sostenibile e nella mobilità ciclistica tanto sta investendo».

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

La ciclovia Adriatica, polemiche e richieste
La ciclovia Adriatica, polemiche e richieste

Anche per la Ciclovia dell’Acquedotto pugliese ci sono intoppi non attribuibili alla Regione Puglia. Questa Ciclovia è stata tra le prime quattro ciclovie turistiche italiane a essere riconosciuta di interesse nazionale nel 2016, misura circa 500 km e attraversa Campania, Basilicata e Puglia, da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE). «Il protocollo di intesa approvato lo scorso marzo individua la Regione Puglia come capofila, pur riconoscendo ciascuna Regione come soggetto beneficiario e attuatore delle attività di progettazione per la parte di propria competenza territoriale. Visti i ritardi delle Regioni Campania e Basilicata, abbiamo inviato ad aprile al Ministero un sollecito per chiedere la convocazione urgente di un incontro a Roma, al fine di discutere l’ipotesi di essere formalmente incaricati di supportare tecnicamente le Regioni in ritardo, premesso che la Regione Puglia non può agire con poteri sostitutivi, supplendo ai ritardi di Basilicata e Campania. Anche su questo punto il Ministero non ha risposto, né convocato alcun incontro, rallentando i tempi del completamento del progetto preliminare e della stipula del protocollo d’intesa».

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La mobilità sostenibile

Infine, l’invito ai parlamentari pugliesi. “Ci auguriamo – sottolineano dalla Regione – che si prodighino per ripristinare il percorso originario della Ciclovia Adriatica da Venezia a Santa Maria di Leuca e per sbloccare lo stallo della Ciclovia dell’Acquedotto pugliese”. Con l’ulteriore impegno “affinché la Commissione Trasporti della Camera accolga l’emendamento al Testo Unico di riforma del Codice della Strada, proposto dalla Regione Puglia per il tramite della Conferenza Stato-Regioni”.

Con l’emendamento si chiede di inserire la descrizione e la segnaletica di “strada ciclabile”, come accade in altri Paesi europei, così da valorizzare la viabilità minore ai fini ciclabili e limitare costi economici e ambientali. “Anche questo per facilitare la strategia della Regione Puglia ad investire nella mobilità sostenibile”.

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