Ciclovia Adriatica “a ostacoli”: il parere di Lello Sforza

Pubblichiamo un contributo di Lello Sforza, funzionario della Regione Puglia, delegato al coordinamento delle Politiche per la mobilità e qualità urbana, ma soprattutto noto esperto nel settore della mobilità con visioni lungimiranti sull’argomento, all’articolo Ciclovia Adriatica, un disagio a molti ignoto,  pubblicato da Ambient&Ambienti giorni fa.
In Puglia i passi fatti sono veramente tanti e a tutti Lello Sforza consiglia di leggere  Il road book della Ciclovia adriatica in Puglia,  ma in special modo comunica l’importanza di valorizzare ed implementare l’uso delle ciclovie. Il quadro delle esigenze diverrebbe così più dettagliato, i progettisti sarebbero più completi nelle scelte progettuali, ma soprattutto avremmo un sistema migliore e tale da consentire una fruizione piena delle nostre bellezze.

 

«Spetta all’ente prorietario della strada realizzare piste ciclabili adiacenti alle strade nuove o esistenti assoggettate a manutenzione straordinaria»

«Il testo e il video pubblicati su AmbienteAmbienti evidentemente non hanno tenuto presente quanto riportato nel road-book della ciclovia adriatica in Puglia , edito dall’assessorato alla mobilità della Regione e già ristampato una prima volta a seguito delle innumerevoli richieste anche da oltreoceano. Innanzitutto definire la Ciclovia adriatica Trieste-Leuca un percorso turistico è un pò eccessivo se con questo termine si volesse intendere che la stessa sia allo stato totalmente percorribile in bicicletta. Il sottoscritto ha percorso più volte quel tragitto (Bari-Venezia 2004; Bari-Varese-Lugano 2008); Bari-Rimini 2009; Bari-Torino 2011) e negli anni ha visto con i suoi occhi cosa è stato realizzato, specie a partire da Francavilla a mare in su (tra gli interventi anche i famosi ponti ciclabili, pur se ogni comune non si è mai coordinato con quello successivo). Il road-book è stato voluto dall’assessorato regionale alla mobilità proprio per non essere sempre gli ultimi della lista e per poter illustrare il miglior (o meno peggiore) percorso stradale ESISTENTE per pedalare lungo la ciclovia adriatica da Chieuti (al confine con il Molise) a S.M di Leuca. Il canalone di Lama Balice è da sempre un’interruzione alla continuità del percorso a cui negli anni NESSUNO ha pensato/voluto porre rimedio. A partire dall’ANAS, quando 30 anni fa allargando la vecchia Via Napoli realizzò la 16 bis, costruendo delle complanari di servizio, senza preoccuparsi di assicurare la continuità della viabilità secondaria a beneficio dei mezzi leggeri di trasporto. Ricordo che una decina di anni fa un “tre ruote APE” in avaria, proprio in corrispondenza dell’accesso “Via Napoli”, in direzione Bari centro, fu travolto (il conducente stava spingendo a mano il mezzo e perse la vita).

Nessuno ha mai sentito il dovere di porre rimedio all’interruzione del canalone che taglia in due San Girolamo dal Tiro a Volo e quindi Palese-Santo Spirito evitando che le complanari si interrompessero di colpo. Di soluzioni possibili ce ne sono. Ma se non si va in bici, nessun progettista di strade le immaginerebbe. Alla faccia della ricucitura delle periferie di cui tanto si è parlato negli anni!!! Nemmeno il progetto di riqualificazione del water front di San Girolamo ha minimamente immaginato di prevedere un ponticello ciclopedonale a scavalco della Lama. Sono state fatte solo promesse negli anni ma forse pure chi le ha fatte se n’è dimenticato! Il recente Piano Attuativo 2015-2019 del Piano regionale dei Trasporti approvato di recente dalla Regione che per la prima volta riporta una sezione sulla mobilità ciclistica, da parte sua, ha previsto tra gli interventi puntuali da realizzare per eliminare almeno le principali criticità della ciclovia adriatica, proprio la realizzazione di quel famoso ponticello.

Ma, senza voler sollevare polemiche con nessuno, come dice la recente legge regionale sulla mobilità ciclistica n. 1/2013, e prima ancora gli artt. 13 e 14 del codice della strada modificati dalla legge nazionale sulla ciclabilità (n. 366/98. Parliamo di 17 anni fa ormai!) spetta all’ente prorietario della strada realizzare piste ciclabili adiacenti alle strade nuove o esistenti assoggettate a manutenzione straordinaria. Tornando alla denuncia della giovane giornalista, a cui suggerisco di sfogliare il road-book di cui allego il link, è proprio la pubblicazione della Regione che consiglia la strada da percorrere. Vale a dire (andando da Bari in direzione nord) guadare il canalone nel punto che si vede anche nel video, ma di proseguire sulla complanare “lato monte” per poi riprendere dopo il campo di calcio De Palo la complanare lato mare, utilizzando l’apposito ponte esistente. Il road-book suggerisce pure, in caso di cattivo tempo, e quindi per evitare di percorrere il canalone che, lo ricordiamo, è un’opera idraulica prevista per il deflusso delle acque piovane, di raggiungere Palese (o Bari, a seconda della direzione) con il servizio bici+treno. Concludo segnalando che in Commissione Trasporti della Camera è appena cominciato l’iter parlamentare di una proposta di legge nazionale (n. 2305) sulla mobilità ciclistica e sulla rete ciclabile nazionale Bicitalia depositata il 16 aprile dello scorso anno. Se mai quella legge dovesse vedere la luce senza ulteriori peggioramenti (in sede di deposito sono stati arbitrariamente eliminati ben 4 allegati che, a mio modesto parere la qualificavano e le attribuivano un valore aggiunto ed eliminata la parte riguardante il ricorso ai finanziamenti europei), forse anche nel nostro Paese andare dappertutto in bici non sarà più solo parte degli slogan delle campagne elettorali. Grazie dell’attenzione e scusate se sono stato lungo. ma un chiarimento ci voleva»

 

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