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Cibo sostenibile: l’economia circolare ci dà una mano

Circular Economy for Food, un libro che insegna a fare del cibo la leva per uno sviluppo sostenibile. E che racconta le storie di chi ci è riuscito

Il cibo come paradigma di un modello di vita non solo rispettoso dell’ambiente ma soprattutto orientato a incrementare la propria sostenibilità attraverso l’economia circolare. Il che non significa solo recuperare e riutilizzare per ri-creare, ma utilizzare il progresso tecnologico per raggiungere un livello di benessere tale da abbandonare completamente la logica dell’usa-e-getta. Insomma, pensare al cibo sostenibile come molla per l’economia.

cibo sostenibile no rifiuti

Solo in Italia, si sprecano 179 kg di cibo a persona all’anno

E’ questo il senso di Circular Economy for Food, il bel volume a cura di Franco Fassio e Nadia Tecco (Ed. Ambiente), che mostra come sia possibile, se non preferibile, la transizione verso un mondo che vede, come recita il sottotitolo, “materia, energia e conoscenza, in circolo”.

 

Cibo sostenibile per un’economia circolare

Fassio e Tecco, ricercatori con un sostanzioso curriculum nel campo dello sviluppo sostenibile, nonché entrambi docenti presso l’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo   -nata nel cuneese da un’idea di Slow Food e sostenuta dalle Università del Piemonte ed Emilia Romagna -, scelgono un approccio scientifico alla questione, a partire dal titolo del volume: l’economia circolare, che ha alle spalle una lunga gestazione scientifica ancora in via di completamento, può avere una realizzazione piena partendo da un approccio diverso al cibo, perché è il sistema alimentare che può innestare un circolo socioeconomico vizioso ma anche, come propongono gli autori, virtuoso. I 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile previsti nell’Agenda 2030 sono  interconnessi tra loro, a partire dal cibo “in quanto leva strategica  -si legge – per raggiungere trasversalmente le dimensioni della sostenibilità”.

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La sostenibilità si costruisce a tavola

Gli autori ricostruiscono il cammino che sta portando la nostra società verso il “pensare circolare”  che deve esser il modello di sviluppo del futuro; individuano pregi e limiti della green economy  ma la considerano il trampolino di lancio necessario per inquadrare la nuova dimensione del cibo. Diversi sono gli apporti di esperti come Carlo Petrini (fondatore di Slow Food),  la scienziata e imprenditrice Catia Bastioli, Gianfranco Bologna (direttore scientifico del WWF), solo per citarne alcuni; numerosi sono gli spunti di riflessione spendibili in ambiti che vanno oltre quello strettamente scientifico: basti pensare che le considerazioni sulla differenza tra tempo lineare tempo circolare, tra città e campagna potrebbero fornire materiale di studio a scuola ed entrare in relazione, per esempio, con I Malavoglia o Mastro-don Gesualdo di Giovanni Verga.

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Quaranta storie di successo

Ma forse la parte più accattivante di questo denso volume è la raccolta di 40 case history che raccontano la battaglia vinta nel segno della sostenibilità e della economia circolare. Vengono così raccontate esperienze di ecodesign, ecoarchitettura, ecoalimentazione: si va dal percorso che Lavazza sta compiendo dal 2010 per il continuo perfezionamento delle capsule compostabili di caffè, all’esperienza di dell’azienda campana Sabox, che si è specializzata nella produzione di packaging sostenibile  e ha dato vita a GreenboxX®, una scatola di cartone ondulato a km 0 perchè fatta  recuperando  i rifiuti della zona.

C’è poi la storia d ei sacchetti Mater-B® , l’innovativa famiglia firmata Novamont di bioplastiche biodegradabili e compostabili dove le componenti di origine vegetale sono alla base; e c’è la storia del progetto Cuki Save Bag,  una vaschetta di alluminio avvolta nel cartoncino, riciclabile e che proprio per questo spinge le persone a non buttar via il cibo consumato nei punti di ristoro che aderiscono all’iniziativa. Sono, insomma, tutte storie che fanno dell’innovazione la leva principale per ridurre gli scarti e offrire prodotti validi non solo nel food system, dunque un’immagine di cibo sostenibile a tutto tondo.

 L’Economia circolare è dietro l’angolo, basta crederci

 Circular economy for Food è senz’altro un libro denso; in certi punti necessita di una lettura attenta, perché poco convenzionali sono i suoi contenuti. Ma è un libro che apre la strada ad una linea di pensiero dagli sviluppi positivi. Perché propone una “lettura” del cibo sostenibile in chiave sistemica. E perchè  pensare circolare vuol dire pensare con lo sguardo a un futuro prossimo venturo.

Franco Fassio, Nadia Tecco, Circular Economy for Food – materia, energia e conoscenza, in circolo, Edizioni Ambiente, 2018, 239 pagg, € 24,00.

 

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