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Certificatori energetici: la sentenza del Tar

Sono stati 16 i primi certificatori energetici inseriti nello speciale elenco tenuto dalla Regione Puglia dopo l’entrata in vigore del “Regolamento per la certificazione energetica degli edifici ai sensi del D. Lgs 192/05” n.10/2010, che ha istituito l’obbligatorietà dell’attestato di certificazione energetica per chi costruisce o ristruttura un immobile e rilasciato previa attestazione di un soggetto certificatore inserito nell’elenco regionale.

cantiereSecondo il regolamento potevano richiedere l’iscrizione all’elenco di questo nuovo profilo professionale anche i tecnici di amministrazioni pubbliche e di società private in possesso della funzione di energy manager, oltre che ingegneri, architetti, agronomi, chimici, geometri, periti industriali, periti agrari regolarmente iscritti agli ordini e collegi professionali.

Unico requisito aggiuntivo richiesto era un’esperienza almeno triennale attestata da una dichiarazione del rispettivo ordine o collegio professionale o degli enti di appartenenza in almeno due attività tra: progettazione dell’isolamento termico degli edifici; progettazione di impianti di climatizzazione invernale ed estiva; gestione energetica di edifici e impianti; certificazione e diagnosi energetica.

Invece i professionisti senza esperienza potevano aggirare l’ostacolo e richiedere l’accreditamento dopo la frequenza di un corso di formazione di 80 ore e il superamento del’esame finale.

Proprio su questa tesi l’Ordine degli ingegneri di Bari, Foggia, Taranto e Lecce ha puntato il dito asserendo che non è possibile costringere professionisti abilitati alla progettazione di edifici e impianti a seguire un corso per avere l’abilitazione a rilasciare il relativo attestato ai propri clienti.

Il ricorso è stato accolto dal Tar Puglia con la sentenza 2426/2010 che ha annullando la Delibera di Giunta Regionale n. 2272/2009 e gli articoli 7, 8, 9 e 12 del Regolamento Regionale n. 10/2010.

Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia

Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia

Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale sulla delibera di giunta e sul regolamento regionale prevale la normativa nazionale (allegato III al D. Lgs 115/2008), che elenca i soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici. Per cui, accogliendo punto per punto il ricorso dell’Ordine degli ingegneri, il Tar ha dichiarato non fondata la pretesa che essi frequentassero un corso e che si iscrivessero ad un albo ad hoc (cioè l’elenco dei certificatori) perché in violazione dell’articolo 117 comma 3 della Costituzione Italiana, che prevede una competenza concorrente Stato-Regioni in materia di professioni; per cui non è competenza delle Regioni delineare nuove figure professionali che non abbiano il riconoscimento statale. Alle Regioni compete solo l’Adozione delle Norme di Dettaglio.

 

<p>cantiere edile - operaio al lavoro</p>

cantiere edile - operaio al lavoro

 

Naturalmente lo stesso vale per gli altri ordini professionali a cui è riconosciuta l’abilitazione alla progettazione e, di conseguenza, alla redazione dell’attestato di certificazione energetica e cioè geometri, periti industriali, architetti, dottori agronomi, periti agrari e agrotecnici per le costruzioni rurali.

Però, anche se ancora prima di cominciare ad esercitare i neo-certificatori energetici restano sulla linea dello start, restano in piedi i principi previsti dalla Legge Regionale n. 13/2008 “Norme per l’abitare sostenibile” e gli incentivi promossi per l’attuazione del protocollo ITACA Puglia.

Questo significa che chi vuol attuare edilizia sostenibile in Puglia non è obbligato a ricorrere agli strumenti della certificazione di sostenibilità ambientale, perché può far riferimento al protocollo ITACA (Istituto Trasparenza Appalti e Compatibilità Ambientale) che ha istituito un sistema a “punti” sulla base del quale gli interessati possono richiedere la valutazione del livello di sostenibilità dell’edificio esistente (ristrutturazione) o di nuova costruzione.

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