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Certificatori di sostenibilità ambientale degli edifici: intesa tra Regione Puglia, Ordini e Collegi professionali

Il T.A.R. Puglia nel 2010 ha accolto il ricorso degli ordini professionali con la sentenza n. 2426

Il 31 luglio è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale della Puglia n. 1372/2012 con cui si approva lo schema di protocollo di intesa tra la Regione Puglia e gli Ordini e Collegi professionali per la definizione delle modalità di attuazione del sistema di formazione e di accreditamento dei certificatori di sostenibilità ambientale degli edifici. Il protocollo sana una controversia tra la Regione Puglia e alcuni Ordini professionali che hanno ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia. Il T.A.R. nel giugno del 2010 depositava la sentenza n. 2426 con la quale accoglieva il ricorso degli Ordini professionali annullando, nel limite dell’interesse dei ricorrenti, la Deliberazione della Giunta Regionale 24 novembre 2009, n. 2272 e il Regolamento Regionale n. 10 del 10/2/2010.

La Legge regionale 13/2008, “Norme per l’abitare sostenibile”, ritenuta dalla Regione, strumento essenziale per diffondere l’abitare sostenibile nelle città e nei territori della Puglia, all’art. 9 disciplina la certificazione della sostenibilità degli edifici, disponendo al comma 3 che “il certificato di sostenibilità degli edifici è rilasciato da un professionista o da un’organizzazione, accreditati ai sensi del comma 4, lettera b), estranei alla progettazione e alla direzione lavori”. Essa, infatti, mira a promuovere e favorire la sostenibilità ambientale sia nelle trasformazioni territoriali e urbane sia nella realizzazione delle opere edilizie, pubbliche e private, nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei principi fondamentali desumibili dalla normativa vigente in materia di rendimento energetico nell’edilizia e di efficienza negli usi finali dell’energia.

Un cantiere edile

La Regione Puglia attraverso un processo di coinvolgimento degli Ordini e Collegi professionali, avviato già dal giugno 2011 dopo la sentenza del T.A.R., è arrivata ad un accordo in merito allo sviluppo del sistema di certificazione di sostenibilità degli edifici. Gli enti coinvolti hanno voluto trovare un accordo attraverso il protocollo d’intesa poiché consapevoli della valenza tecnica e metodologica del Protocollo Itaca, e dell’importanza del sistema di certificazione ambientale per promuovere l’edilizia sostenibile, per incrementare le capacità professionali dei tecnici, per garantire i livelli di qualità ambientale previsti dal protocollo, e per creare nuove opportunità lavorative nel settore edilizio.

Il contenzioso e la pronuncia del T.A.R. hanno semplificato e fatto condividere le procedure. Se da un lato il protocollo prevede un corso di formazione di base di almeno 60 ore, suddiviso in sei moduli, e un corso qualificante di 20 ore, suddiviso in tre moduli, con esame finale obbligatorio unico sugli argomenti trattati, dall’altro possono essere esonerati a seguire parte o integralmente i moduli didattici chi documenti esperienza di studi universitari, professionale, di lavoro dipendente, di ricerca o formativa nel settore. Sarà un’apposita commissione istituita presso gli Ordini o i Collegi professionali di appartenenza a stabilire se il candidato può essere direttamente accreditato quale certificatore di sostenibilità ambientale degli edifici o dovrà seguire alcuni dei moduli del corso con relativo esame orale e pratico. Per il mantenimento della qualifica di certificatore è obbligatorio l’aggiornamento su temi concordati con la Regione in relazione alle modifiche apportate al Protocollo Itaca. Ovviamente i certificati emessi da soggetti non accreditati sono da considerarsi nulli.

 

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