
Pagliaro: “Era sbagliato in partenza, da tempo abbiamo evidenziato opacità”
È stato sospeso dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano l’accordo di programma Nardò Technical Center (NTC) che prevede l’ampliamento della pista della Porsche di Nardò. “La Regione – ha detto Emiliano – ancora una volta, dimostra di voler coniugare l’interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell’intervento con la tutela dell’ambiente. Abbiamo preso una decisione in linea con il Ministero, al fine di riconsiderare alcuni aspetti del procedimento a seguito delle specifiche indicazioni fornite dalla Commissione europea”.

“Una decisione dovuta, che abbiamo sollecitato da tempo, ha detto in una nota il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e presidente Movimento Regione Salento – Siamo lieti che il presidente della Regione abbia fatto un passo indietro, per tutelare l’ambiente e rispettare la volontà del territorio salentino, contrario ad un patto calato dall’alto sulla base di un presunto interesse pubblico. Una forzatura che abbiamo contestato da subito, evidenziando tutte le opacità dell’accordo. Ad agosto scorso abbiamo presentato un’interrogazione urgente, chiedendo di sospendere le procedure di esproprio dei suoli interessati dal piano di ampliamento per tutelare i legittimi interessi dei proprietari dei suoli da requisire. Contestavamo il tracciato disegnato alla cieca, senza verificare o senza preoccuparsi dei danni all’ambiente e all’economia locale. E chiedevamo di aprire un tavolo di confronto con le associazioni agricole e ambientaliste, in modo da individuare possibili percorsi che non penalizzassero le attività produttive insediate nella zona individuata per l’espansione del Nardò Technical Center Porsche. Ora che si va finalmente in questa direzione di buon senso – ha concluso Pagliaro – ci auguriamo che la scelta della Regione di riconsiderare, in linea con il Ministero, alcuni aspetti del procedimento a seguito delle indicazioni arrivate dalla Commissione europea, porti ad un piano di ampliamento del Centro Tecnico di Nardò ben ponderato, rispettoso del paesaggio e delle realtà produttive che insistono sul territorio e che non possono essere cancellate con un colpo di spugna, senza negoziazione e senza confronto con le parti interessate”.


