Cemento selvaggio a Roma Est, no dei cittadini

Nuovi volumi di cemento incombono sul Comprensorio Casilino. Il Coordinamento “No Cemento a Roma Est” si oppone al consumo di suolo

Il Comprensorio Casilino, ubicato tra la via Prenestina e la via Casilina, è la zona più densamente popolata della capitale. L’avanzata del cemento dovrebbe rispettare i vincoli paesaggistici e archeologici che tutelano Torpignattara, il Parco archeologico di Centocelle e la villa romana Ad duas lauros. Inoltre, ci sono anche i vincoli alle aree di paesaggio naturale di continuità, tutelate dalla Regione Lazio.

cemento centocelle
Il cemento del Comprensorio Casilino soffoca i parchi e i siti archeologici. Nella foto, una veduta aerea del Parco di Centocelle

I cittadini e il WWF Lazio – Gruppo Pigneto-Prenestino denunciano la mancanza di un Piano Particolareggiato per la pianificazione urbanistica: «Ci sono alti livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, elevati livelli di impermeabilizzazione del suolo con cemento e scarsa dotazione di verde pubblico».

Il cemento, intanto, sembra diffondersi incontrollato. Negli ultimi anni, il Comune di Roma ha autorizzato il Piano di Zona Casilino bis per l’edilizia popolare e, in seguito, la costruzione di un supermercato. L’edificio sorge in un’area vincolata e su un terreno geologicamente fragile, con numerose ed estese cavità sotterranee. Una di queste cavità è apparsa proprio durante i lavori di sbancamento per la realizzazione del supermercato.

Contro il cemento anche il WWF

Cittadini e ambientalisti hanno attuato una forte mobilitazione, che ha portato alla nascita del Coordinamento “No Cemento a Roma Est”. «Contrastando il cemento – affermano gli attivisti – si tutelano parchi e beni archeologici e si difende il territorio dal rischio idrogeologico».

Il Coordinamento ha ottenuto il sequestro del supermercato, a via dell’Acqua Bullicante. I sigilli sono stati apposti a marzo 2016. «Il provvedimento di sequestro – si legge sul sito del Coordinamento – sembra essere nato dalla mancata ottemperanza alle regole del Piano Casa, in merito al cambio di destinazione d’uso dell’area».

Sull’area era presente una zona artigianale che, ai tempi della concessione edilizia, non era stata dismessa: la legge della Regione Lazio subordinava il rilascio della licenza alla dismissione di tali attività. Contradditorio è stato anche il nulla-osta a costruire del responsabile alla Sovrintendenza archeologica. L’autorizzazione, infatti, si basa sulle cartografie allegate alla concessione edilizia e non sul decreto di vincolo paesaggistico: già nel 2006, il Sovrintendente ha stabilito che i confini del vincolo sono quelli del testo in decreto e non quelli della mappa. A poche ore dal sequestro (aprile 2016), la Procura ha tuttavia concesso facoltà d’uso della struttura e, a giugno 2016, ha archiviato il fascicolo di indagine.

Il Coordinamento “No Cemento a Roma Est” non abbassa la guardia e lancia l’iniziativa “AUTO-MAPPA” LA CITTÀ CHE VIVI – FERMIAMO IL CEMENTO. I cittadini possono documentare presunti casi di speculazione edilizia, con foto e dati da inviare a nocementoromaest@gmail.com. Le segnalazioni saranno vagliate durante le assemblee pubbliche del Coordinamento, per pianificare future mosse contro il cemento selvaggio.

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