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Castellaneta: salviamo la storia

Una delle aree archeologiche più interessanti del meridione rischia di scomparire: per mancanza di fondi! È il triste destino cui sta andando incontro il sito di Castellaneta, in provincia di Taranto, scoperto per caso, un anno fa, dalle ruspe che hanno svangato un’area sulla quale dovrebbe passare un oleodotto.

I ritrovamenti più datatati risalgono all’età preistorica, ma sono state trovate tracce dell’età del bronzo, peuceta e greca, mura e fondamenta di un grande centro abitato di età romana repubblicana, tracce di vigne e cantine di età imperiale romana, tombe del quarto secolo avanti Cristo. Da giugno dello scorso anno ingegneri, archeologi, operai, Guardia di Finanza e Carabinieri, hanno svolto le mansioni necessarie a mettere in sicurezza il tesoro archeologico della cittadina già nota in tutto il mondo per aver dato i natali a quel tale Rodolfo Alfonso Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi di Valentina D’Antonguella, attore, più noto come Rodolfo Valentino. Il parco archeologico più grande della regione, più grande di quello dell’antichissima Egnazia, duemilacinquecento anni di storia stanno per essere risotterrati perché, Ambient&Ambienti  (clicca qui per leggere l’articolo) ne ha già parlato pubblicando nei giorni scorsi l’appello dei castellanetani, non ci sono i soldi.

La reazione delle cittadinanza non si è fatta aspettare, però. Un comitato, che oggi raccoglie circa duemilacinquecento persone, grazie anche a facebook – la pagina del gruppo è “salviamo il tesoro archeologico di Castellaneta” – , si è opposto dapprima fisicamente alle ruspe, quindi è riuscito a convocare sul posto il dottor De Siena, soprintendente ai Beni Archeologici di Puglia e Basilicata, e raggiungere un accordo grazie al quale si è impegnato ad ampliare le indagini di scavo e il comitato garantisce la pulizia del sito e la guardiania e avere tempo fino a ottobre prossimo per trovare fondi, anche attraverso la divulgazione degli organi di informazione come Ambient&Ambienti, per poter continuare il lavoro di recupero del sito archeologico.

A circa quaranta giorni dall’inizio dalla nascita del movimento, Etolia (clicca qui per andare alla pagina e firmare la petizione), il comitato cittadino, che si sta dotando di uno statuto, ha lanciato un contest per la creazione del logo; mentre interrogazioni parlamentari sono state avanzate dall’onorevole Patarino e dal senatore Vico, politici locali sensibili alle istanze popolari e all’importanza del tema.

Ogni riunione del comitato è annunciata con un evento su facebook e trasmessa in streaming, in modo che gli interessati che non possono esser presenti sul posto, possano comunque partecipare all’evento in chat ed esprimere la loro opinione. Così come l’evento che ha dato vita ufficialmente al comitato e tenuto in contrada Le Grotte e, quest’oggi, nell’ambito dell’ultima serata del CAST FEST, alla Madonna dell’Assunta, a Castellaneta, cui  ETOLIA partecipa con una rassegna fotografica.

I prossimi appuntamenti cruciali saranno per ETOLIA un tavolo tecnico in Prefettura il 25 luglio, il 26 luglio alla Regione Puglia con l’assessore Barbanente e a settembre un meeting a Castellaneta con lo stesso Sovrintendente De Siena.

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