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Castellana, 9-11 dicembre: la speleologia pugliese si confronta

Nel quarantesimo anniversario della fondazione del gruppo speleologico Puglia Grotte si svolgerà dal 9 all’11 dicembre 2011 a Castellana-Grotte, nelle sale del Palazzo Municipale e nella casa degli speleologi pugliesi presso il Museo Speleologico Franco Anelli, il XVI incontro di Speleologia regionale (www.gruppopugliagrotte.it/eventi/spelaion2011.htm).

Voragine “Cavone” a Spinazzola(Bari). Foto Vincenzo Martimucci

La scelta della sede è a dir poco obbligata. Castellana, infatti,  sin dal 1949 ha ospitato uno dei padri della speleologia italiana, il prof. Franco Anelli (naturalista, geologo, professore universitario e speleologo). Scopritore nel 1938 delle Grotte di Castellana, le diresse con grande entusiasmo svolgendo un’intensa attività di esplorazione, rilevamento, ricerca scientifica, valorizzazione e divulgazione turistica. Sotto la sua intelligente guida, le Grotte di Castellana divennero nell’arco di pochi anni le grotte italiane più visitate. Già nel 1976, ad esempio, si contavano quasi 400.000 presenze, tutte a dir poco incantate dal prodigio che la natura aveva prodotto in quel luogo.

Le sorprese del sottosuolo pugliese –  Il sottosuolo, in quelle zone dove il substrato geologico è costituito da rocce carsificabili, può riservare spettacolari sorprese. In oltre un secolo di esplorazioni speleologiche in Italia sono state scoperte circa 35.000 grotte. L’azione dell’acqua, in particolare, modella continuamente con i processi carsici l’ossatura geologica pugliese, costituita prevalentemente da rocce calcaree, attraverso una lenta ma inesorabile azione di erosione e dissoluzione. Sono stati censiti in puglia oltre 2100 elementi ipogei tra voragini, inghiottitoi e grotte. Fra questi è bene ricordare quelle  di Castellana, la grotta di Lamalunga – dove è stato ritrovato e giace lo scheletro dell’Uomo di Altamura – , la grotta dei Cervi di Porto Badisco (Otranto) con le sue arcaiche pitture risalenti al neolitico (tra i più importanti d’Europa), la dolina Pozzatina in agro di San Nicando Garganico. Sono tanti i siti censiti di notevole interesse naturalistico, culturale, scientifico e turistico, e questo ha generato un forte interesse per la speleologia: una disciplina che è contemporaneamente scienza, sport e passione per la natura, che si occupa del ritrovamento e dello studio dei tanti aspetti del mondo sotterraneo. In Puglia – non poteva essere diversamente – operano numerosi gruppi speleologici che si sono riuniti poco più di trent’anni fa nella Federazione Speleologica Pugliese (FSP) e che ora ammontano a 19. La Federazione conserva e aggiorna l’archivio delle informazioni riguardanti le grotte naturali e alle cavità artificiali della Puglia; i suoi archivi, che raccolgono oltre 70 anni di attività speleologica, sono in continuo aggiornamento. Questi archivi rappresentano un notevole patrimonio di conoscenza delle aree carsiche regionali che contribuisce alla sua corretta gestione e conservazione.

Nei prossimi giorni a Castellana Grotte, dunque, gli speleologi affronteranno compiutamente le tematiche dei differenti ambiti della speleologia ; si parlerà di geologia, morfologia,’idrologia,  biospeleologia, speleogenesi,  frequentazione antropica delle grotte,’uso delle risorse idriche, degrado e inquinamento. Tra gli argomenti trattati si affronteranno anche le esplorazioni e la ricerca, le tecniche di progressione, la meteorologia sotterranea, la gestione delle cavità turistiche.

Speleologo in esplorazione

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