Case green: Ue approva, Italia vota contro

pannelli solari casa
Il 29% degli italiani opterebbe per una casa meno cara, puntando ad aumentare progressivamente la classe energetica con lavori ad hoc

Necessari 275 miliardi all’anno per la transizione energetica degli edifici “inquinanti” residenziali. Previste anche deroghe

 

Il Consiglio Europeo ha approvato la nuova direttiva sulle case green. La direttiva prevede che tutti gli Stati membri devono ridurre il consumo di energia degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 22% entro il 2035. Il dato deve essere raggiunto ristrutturando il 43% degli immobili che hanno le prestazioni energetiche più basse. Inoltre, tutti i nuovi edifici costruiti dal 2030 in poi dovranno essere ad emissioni zero. Per poter essere effettiva, devono trascorrere 20 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Da allora, ogni Stato membro avrà a disposizione due anni per recepire la direttiva e farla propria. Previste deroghe per strutture militari, storiche o religiose.

Gli investimenti previsti dovrebbero ammontare a circa 275 miliardi di euro all’anno, mentre la spesa per le famiglie per adeguare l’immobile potrebbe oscillare tra i 20 e i 60 mila euro. La cifra dipende dal criterio che verrà utilizzato per individuare le priorità.

Per rispettare la direttiva si dovranno installare i pannelli solari e dire addio alle caldaie a gas già dal 2025.

L’Italia e l’Ungheria hanno però votato contro il provvedimento, mentre Repubblica ceca, Croazia, Polonia, Slovacchia e Svezia si sono astenute. Una legge, dunque, approvata non unanime, che potrebbe disgiungere invece di aggregare, perché non tutti possono avere gli stessi requisiti e le stesse necessità, ma tutti dovranno adeguarsi.

caldaia esterna

“È incoraggiante vedere che le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili si avviano a essere sostanzialmente ‘rottamate’ – ha commentato Riccardo BaniPresidente di ARSE (Associazione per il Riscaldamento Senza Emissioni) – poiché il prossimo divieto alla loro incentivazione fiscale e la fine della produzione e commercializzazione segnano la fine pratica di questo tipo di riscaldamento. La riduzione del costo delle bollette e dell’inquinamento delle aree urbane dipende dall’abbandono del riscaldamento a gas e dall’efficientamento del parco immobiliare, in linea con gli obiettivi stabiliti dall’Europa. Aggiungiamo inoltre, cosa importante, che la sostituzione della caldaia con la pompa non è eccessivamente costosa, è agevolabile ancora con incentivi importanti e accresce il valore dell’abitazione: uno studio della Banca d’Italia sottolinea come le case appartenenti alle 4 classe energetiche migliori sono messe in vendita a prezzi di circa il 25% più alti rispetto a quelli di classe G.”.

“In Italia – ha affermato Bani – il riscaldamento alimentato da combustibili fossili rappresenta una percentuale considerevole dei consumi di gas naturale e delle emissioni di CO2. La strada indicata dall’Europa è chiara e il settore è pronto: è iniziata l’era della decarbonizzazione dei consumi termici, ma occorre fornire a cittadini e imprese gli strumenti per accelerare la transizione energetica.”.

La direttiva rappresenta quindi un passo significativo verso un futuro più sostenibile e resiliente dal punto di vista energetico per l’UE e i suoi cittadini.

Tutto ciò avviene a pochi giorni dal Green Energy Day, la giornata nazionale dedicata all’energia green che cade il 20 aprile. Per promuovere la transizione energetica, oltre 50 impianti sostenibili saranno aperti al pubblico. Ad organizzare l’evento il Coordinamento FREE, in collaborazione con molte delle associazioni che ne fanno parte e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Un’iniziativa positiva, dunque, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica alla transizione energetica, che a parole tutti conoscono, ma nella realtà dei fatti sono ancora pochi quelli che la conoscono e la sanno applicare.

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