Case avanzate, corsie ciclabili e Rete d’emergenza: cambia il Codice della strada nella “Fase 2” della mobilità

Non solo incentivi ed eco bonus per l’acquisto di bici, e-bike e altri mezzi elettrici. Nella parte del Decreto Rilancio dedicato alla mobilità sostenibile, ci sono anche diverse importanti modifiche al Codice della Strada.

Un provvedimento che si pone in un momento di cambiamento dell’urbanistica lega alla mobilità, che  rende più flessibile e facile l’intervento da parte degli amministratori locali. Grazie ai nuovi dispositivi emanati dal Governo, infatti, si potrà intervenire in maniera più veloce attraverso modalità cosiddette ‘light’, utilizzando semplicemente la segnaletica e non intervenendo sulla struttura dei luoghi.

Si parte dall’assunto che in questo periodo – sia per il timore del contagio da parte dei pendolari che per la riduzione dei posti a disposizione – i mezzi pubblici saranno meno affollati. E quindi, è necessario prevedere una alternativa “sostenibile” all’eccesso di auto provate in giro per le città.

Iniziative che attraverso la “Rete ciclabile d’emergenza” permetteranno di realizzare interventi per migliorare e potenziare la ciclabilità in modo momentaneo, con l’obiettivo poi di trasformare, appunto, l’emergenza in un nuovo equilibrio ordinario.

La “casa avanzata”

Tra gli atti del governo, l’articolo 229 del Decreto Rilancio istituisce le “case avanzate”: si tratta di una linea di arresto dedicata alla bicicletta in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli. con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza alla circolazione delle bici. In sostanza, si tratta di spazi, nei pressi del semaforo, concessi alle biciclette in attesa del verde davanti alle auto in coda. La casa avanzata può essere realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o uguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare.

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La corsia ciclabile

Mobilità sostenibile: nella Fase 2 modifiche al Codice della strada

Si introduce, poi, la definizione di corsia ciclabile, valido alleato delle piste ciclabili. Un concetto nuovo per l’Italia ma già ampiamente diffuso in Paesi con un’alta percentuale di ciclisti urbani.

La corsia ciclabile – spiega il Decreto – è parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede.  In pratica, uno spazio che permetta ai ciclisti di essere pi facilmente identificati e che potrà essere realizzato a prescindere dalla larghezza della strada.

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Il Mobility Manager

Altro importante aspetto è quello relativo al Bike to work. Al fine di favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane mediante la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale, le imprese e le pubbliche amministrazioni con singole unità locali con più di 100 dipendenti (che siano capoluoghi di provincia  o Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti) sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale.

Per questo, dovrà essere nominato un Mobility Manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile.

Il Mobility Manager promuove, anche collaborando all’adozione del piano di mobilità sostenibile, la realizzazione di interventi di organizzazione e gestione della domanda di mobilità, delle persone, al fine di consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare nelle aree urbane e metropolitane, tramite l’attuazione di interventi di mobilità sostenibile. Per le pubbliche amministrazioni tale figura è scelta tra il personale in ruolo.

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