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Casa passiva – Scoprila sul sito della Regione

Chi non ha mai sentito parlare di casa passiva o sostenibile e di bellezza, design e tecnologia che convivono in essa? Se qualcuno non sa il significato di queste parole, può oggi collegarsi al sito della Regione Puglia e lo scoprirà e avrà delle belle sorprese.
Infatti, proprio attorno a questi quesiti ruota il settore dell’abitare sostenibile che, in Puglia, ha avuto il riconoscimento legislativo a novembre 2009 con la pubblicazione delle Linee Guida sulla qualità energetica. L’iter è stato perfezionato poi con la pubblicazione (ai sensi degli articoli 9 e 10 della Lr n.13/08 “Norme per l’abitare sostenibile” – Certificazione di sostenibilità degli edifici a destinazione residenziale), della normativa per l’accesso e l’iscrizione all’Albo certificatori di sostenibilità ambientale, in fase transitoria (Dgr 2272/2009). Da pochi giorni, infine, è disponibile online sul sito istituzionale della regione Puglia la guida all’applicazione delle norme contenute nella legge 13/08.

Installazione di pannelli fotovoltaici integrati

Installazione di pannelli fotovoltaici integrati

La normativa getta le basi per la costruzione anche in Puglia di edifici che non sprecano risorse, che utilizzano materiali riciclati e materie prime da fonti rinnovabili, che risparmiano energia senza tralasciare il rapporto tra design, bellezza e high tech.
La casa passiva è un’abitazione di nuova concezione che garantisce il massimo benessere, comfort e vivibilità per chi ci abita con il minor impatto ambientale possibile; non utilizza alcuna energia proveniente da fonti non rinnovabili di origine fossile, non ha allacciamento alla rete metano ed è un edificio autonomo. Cioè è in grado di autoprodurre da fonti alternative e non inquinanti (pannelli solari fotovoltaici, pompa di calore, sistemi minieolici, riciclo dell’acqua piovana) tutta l’energia necessaria e di cedere alla rete quella in eccesso.
Inoltre la casa passiva è costruita con materiali naturali e rinnovabili, provenienti dallo stesso territorio (pietra) ad eccezione di alcune parti della carpenteria che sono necessariamente in acciaio, ed utilizza il legno anche per le strutture portanti antisismiche.

uno schema di architettura ecosostenibile

uno schema di architettura ecosostenibile

Un ruolo importantissimo è assegnato al sistema domotico per la gestione automatizzata di luminosità, temperatura, umidità, che attiva in modo autonomo l’accensione e la regolazione di riscaldamento, climatizzazione, apertura e chiusura degli infissi per garantire così il massimo del comfort abitativo e anche un notevole risparmio energetico.
Naturalmente, il passaggio da un edificio tradizionale ad un edificio passivo a classe energetica A non sarà facile ed immediato a causa dei costi di costruzione un po’ più elevati per il secondo rispetto a quelli per la costruzione del primo. Ma, come accade per tutto quanto è “ecologico”, i benefici si hanno nel lungo periodo sia per il budget familiare che per l’ambiente.
I benefici però non si fermano qui. La Lr 13/2008 “Norme per l’abitare sostenibile” è lo strumento essenziale per diffondere questa nuova concezione nelle città e nei territori della Puglia e mira a promuovere e incentivare la sostenibilità ambientale, sia nelle trasformazioni territoriali e urbane sia nella realizzazione delle opere edilizie, pubbliche e private, nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei principi fondamentali della normativa vigente in materia di rendimento energetico nell’edilizia e di efficienza negli usi finali dell’energia.
Tutto ciò in parole povere significa: per il cittadino un innalzamento della qualità della vita, un risparmio effettivo delle risorse ambientali ed economiche e una riduzione dell’inquinamento.

Architettura Sostenibile: Esempio di Casa Passiva in Inghilterra

architettura sostenibile: esempio di casa passiva in Inghilterra

Per i progettisti e le imprese edili si tratta di uno strumento per fornire e valutare la qualità del progetto; ma anche per stimolare  una politica incentivante per restituire qualità e trasparenza al mercato immobiliare.
Per gli Enti pubblici si pone ad una sorta di “numero zero” nella pianificazione delle trasformazioni territoriali ed edilizie in linea con il protocollo Itaca e cioè per adottare tutti i mezzi per la salvaguardia delle risorse idriche, per il contenimento dei consumi energetici per la climatizzazione estiva, per la qualità della localizzazione e il benessere psico-fisico di chi abita gli edifici, con particolare riferimento all’incentivazione dell’uso di materiali biosostenibili e di provenienza locale, del risparmio e dell’uso consapevole delle risorse, del ricorso a tecnologie passive per il contenimento dei consumi energetici, dell’integrazione paesaggistica e del recupero dei saperi diffusi della pratica costruttiva tradizionale.

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