C’è qualche migliaio di famiglie sparse tra 14 comuni della provincia di Isernia, in Molise, che sta sperimentando i vantaggi del consumo intelligente di energia elettrica nella propria casa. La sperimentazione – costo circa 2 miloni di euro – è partita da Enel e durerà fino al 2014. Le famiglie cavia hanno ricevuto il kit Enel Info, costituito dallo Smart info, da un display dedicato e dagli applicativi software per visualizzare su computer o smartphone i dati di consumo e di produzione di energia elettrica. L’obiettivo è chiaro: conoscere, capire e, se possibile, correggere le proprie abitudini in fatto di consumi e far funzionare gli elettrodomestici di casa nelle fasce orarie più convenienti. E i test di mercato lo dimostrano, le famiglie sono molto interessate a utilizzare l’energia in modo sempre più razionale e ad adattare i propri consumi in relazione alle offerte disponibili sul mercato.
Domotica, non più sconosciuta – Per molti questa rivoluzione – o evoluzione – nella gestione della casa, che va in piena sintonia con l’attuale situazione economica, prende il nome di domotica. Più nel dettaglio le applicazioni della domotica sono queste: come ha già precisato a proposito di domotica dalle pagine di Ambient&Ambienti la nostra redattrice Alessandra Mastrodonato «si possono creare impianti di illuminazione e di climatizzazione intelligenti (capaci di rilevare la presenza di persone all’interno di una stanza, adeguando i parametri ambientali e il microclima interno alle esigenze degli utenti) si può coordinare autonomamente il funzionamento degli elettrodomestici e dei sistemi di sicurezza; si può monitorare e controllare i singoli apparecchi anche a distanza, fuori di casa, tramite il proprio cellulare o palmare. E si può arrivare alla progettazione di vere e proprie case intelligenti, dotate di un software di gestione integrato e dinamico che permette di controllare, regolare e ottimizzare tutti gli impianti domestici: dall’impianto elettrico al sistema di riscaldamento e di ventilazione, dalle apparecchiature audio-video all’apertura e chiusura centralizzata di porte e finestre». Un ventaglio di applicazioni, questo, che va anche nella (giusta) direzione di creare ambienti completamente agibili da parte di categorie di persone come i diversamente abili, che in Italia sono quasi 3 milioni (poco meno del 5% della popolazione italiana) o gli anziani.
Verso un linguaggio condiviso – Si pone su questa lunghezza d’onda Energy@home, associazione no profit italiana fondata nel 2012 che conta 16 membri provenienti da tutto il mondo e da differenti settori (energia, telecomunicazioni, ICT, produzione di elettrodomestici, ecc.)Scopo di Energy@home è quello di far “dialogare” tra loro le apparecchiature di casa (elettrodomestici, sistemi di sicurezza, pannelli solari, funzioni domotiche) e ottimizzare i consumi energetici lavorando su tecnologie e servizi. Infatti grazie agli elettrodomestici di ultima generazione è già possibile (sia pur in maniera sperimentale) diventare protagonisti attivi della gestione dei consumi energetici, avere facile accesso alle informazioni sui consumi, direttamente su computer e telefonino, evitare sprechi e ridurre l’impatto ambientale dei consumi residenziali. Ma per far questo bisogna che gli elettrodomestici – e le aziende produttrici – parlino la stessa lingua, ossia adoperino un protocollo di comunicazione aperto e standard valido in tutta l’UE. «Non possiamo ripetere quanto fatto decenni fa con le prese elettriche, per cui non esiste a oggi uno standard europeo – Spiega Marco Signa, Energy Strategy Manager di Whirlpool EMEA (ultima entrata nell’associazione) e membro del gruppo di lavoro di Energy@home -; l’esempio da seguire è quello dell’informatica, dove per la connessione alla rete internet mediante protocolli IP non ci sono differenze fra i Paesi del Vecchio continente».


